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Antifurto wireless: modelli e differenze

Un antifurto è indispensabile per tenere lontani gli intrusi e soprattutto per allertare tanto noi quanto le forze dell’ordine dell’intrusione in corso

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E quindi siamo sopravvissuti al periodo invernale e a mesi senza vacanze e senza ponti di sorta.
Ottimo lavoro! Possiamo essere fieri di noi stessi, della nostra pazienza e della nostra tempra, e gioire del fatto che come premio ci si profilano all’orizzonte le prime reali ferie lunghe.
La domanda è, siamo pronti per quelle ferie lunghe? O meglio, lo è il nostro antifurto?

Lasciare la casa incustodita anche solo per qualche ora è un incubo, figurarsi se ci si appresta ad abbandonarla per una o più settimane intere. Un antifurto è indispensabile, e non uno qualunque – quel che ci vuole è un antifurto all’avanguardia, capace di tenere lontani gli intrusi più ostinati e, soprattutto, di allertare tanto noi quanto le forze dell’ordine dell’intrusione in corso. Quel che ci vuole è un antifurto wireless, preferibilmente a tripla frequenza.

Il perché è presto detto.

Buone frequenziazioni

Se siete familiari col funzionamento dell’antifurto senza fili medio e dei kit di sorveglianza, potete saltare questo paragrafo – se non lo siete e il mondo della sicurezza vi è completamente estraneo, invece, continuate a leggere.
Servirà a capire perché l’antifurto wireless è meglio a più fasce.

Anzitutto, premettiamo che non c’è grande differenza teorica tra l’antifurto ‘convenzionale’ e quello wireless, all’infuori del meccanismo di trasmissione del segnale (cablato per il primo, frequenze radio per il secondo) e i vantaggi e gli svantaggi ad esso connessi.
In principio, gli antifurti wireless, diversi dagli antifurti filari e ibridi, operavano su una singola banda di frequenze (generalmente tra 433,075 MHz e 434,775 MHz) che consentiva alla centralina di ricevere le emissioni radio prodotte dai vari sensori parte dell’antifurto; più avanti si è passati a sistemi d’allarme a doppia banda di frequenze, quest’ultima situata intorno ai 868 MHz, per garantire maggiore sicurezza.

La differenza sostanziale tra un antifurto wireless monofrequenza e un antifurto wireless a doppia frequenza sta appunto nel suo grado di sicurezza.
Se in teoria in condizioni normali entrambi i sistemi operano in base agli esatti stessi principi e con modalità praticamente identiche, all’atto pratico se gli intrusi intenzionati a svaligiarci casa fossero ben preparati e decidessero di disturbare (o per dirla all’inglese, fare del jamming sul segnale), nel secondo caso i malintenzionati avrebbero due frequenze da disabilitare anziché una – e se ne venisse disturbata una sola, il sistema sarebbe in grado di rilevare la manomissione e rimarrebbe in grado dare l’allarme, se non farlo scattare immediatamente.

Non c’è due senza tre

Concluse queste premesse, dovrebbe essere piuttosto semplice intuire per quale motivo un antifurto wireless a tripla frequenza sia preferibile a uno a due – si aggiunge un’altra barriera protettiva al sistema e un altro ostacolo per i malviventi da superare.

Non solo, essendo gli antifurti a tripla frequenza i più avanzati al momento sul mercato, la loro sofisticazione tecnologica li rende generalmente più pratici da installare e far funzionare, più interconnessi ai propri dispositivi e gli uni con gli altri, e più efficaci dei modelli più semplici (seppur anche meno costosi).

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