Come funziona il Bonus Sicurezza 2026? Guida alla detrazione per sistemi allarme e videosorveglianza
Mettere in sicurezza la tua casa nel 2026 è più semplice grazie al Bonus Sicurezza: scopri cosa comprende, chi può chiederlo lavori ammessi e tutti gli altri dettagli per avere la detrazione per prima o seconda casa
Maria Francesca Pinna
Content Manager
- Bonus Sicurezza 2026 prima casa: come funziona
- Bonus Sicurezza 2026 seconda casa: cosa cambia
- Cosa comprende il Bonus Sicurezza 2026
- Chi sono i beneficiari del Bonus Sicurezza 2026
- Quali documenti servono per ottenere il Bonus Sicurezza
- Bonus Sicurezza 2026 prima casa: come funziona
- Bonus Sicurezza 2026 seconda casa: cosa cambia
- Cosa comprende il Bonus Sicurezza 2026
- Chi sono i beneficiari del Bonus Sicurezza 2026
- Quali documenti servono per ottenere il Bonus Sicurezza
Proteggere la propria casa è diventata una priorità per molte famiglie italiane, anche perché negli ultimi anni sono aumentati i furti e i sistemi tramite cui i ladri violano le abitazioni. Non è solo una questione di tranquillità personale: spesso un impianto di sicurezza ben progettato determina anche un aumento del valore dell’immobile e una maggiore percezione di comfort.
Con la proroga del Bonus Sicurezza 2026 anche quest’anno chi installa soluzioni come un sistema antifurto o un impianto di videosorveglianza può recuperare il 50% della spesa attraverso la detrazione IRPEF per la prima casa, ma esistono soluzioni anche per seconde case, come case vacanze spesso lasciate vuote per mesi senza controllo. Cosa aspetti? Scopri subito come puoi risparmiare e quali acquisti rientrano nell’incentivo.
Bonus Sicurezza 2026 prima casa: come funziona
Il Bonus Sicurezza prima casa ovvero quella in cui hai la residenza principale permette di recuperare il 50% della spesa sostenuta della spesa effettuata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, suddivisa in dieci quote annuali. La spesa massima è pari a 96.000 euro, perciò la detrazione massima arriva a 48.000 euro.
Nella pratica significa che, se decidi di installare un impianto antifurto professionale, una porta blindata o altro sistema o strumento per proteggere casa metà dell’investimento ti verrà restituito sotto forma di detrazione fiscale. Molte famiglie sfruttano questo incentivo proprio quando devono rinnovare una casa datata o mettere in sicurezza un’abitazione isolata, dove l’accesso dall’esterno è più facile.
Dal 2027 il Bonus Sicurezza prima casa scenderà al 36% delle spese sostenute.
Bonus Sicurezza 2026 seconda casa: cosa cambia
Se invece stai pensando di proteggere una seconda casa, come una casa vacanze o un immobile che non è la tua residenza principale, la normativa prevede una detrazione del 36%, sempre ripartita in dieci anni.
Il meccanismo è lo stesso, ma la percentuale si abbassa perché le agevolazioni maggiori sono riservate alle abitazioni principali. Molti proprietari approfittano di questa possibilità per mettere in sicurezza case al mare o in montagna che restano vuote per lunghi periodi dell’anno: l’installazione di una videocamera collegata allo smartphone o di sensori perimetrali fissi può davvero fare la differenza.
Dal 2027 il Bonus Sicurezza seconda casa scenderà al 30% delle spese sostenute.
Cosa comprende il Bonus Sicurezza 2026
L’agevolazione comprende tutto ciò che contribuisce a rendere l’immobile più difficile da violare, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello strutturale.
Rientrano:
- impianti d’allarme
- sistemi di videosorveglianza
- sensori di movimento
- sirene e centraline
- porte blindate
- inferriate robuste
- videocitofono intelligente con registrazione accessi
- finestre antieffrazione con vetri antisfondamento
- tapparelle metalliche dotate di sistemi anti-sollevamento.
Facciamo un esempio: se stai ristrutturando il tuo appartamento e vuoi sostituire i vecchi infissi con modelli blindati certificati potrai farli rientrare nel Bonus Sicurezza.
Sono esclusi solo i sistemi portatili, come piccole videocamere appoggiate su un mobile o dispositivi smart non fissati ai muri: per accedere alla detrazione, il sistema deve far parte in modo permanente dell’edificio.
Chi sono i beneficiari del Bonus Sicurezza 2026
La detrazione spetta a chi sostiene la spesa, anche se non è il proprietario. Questo significa che possono usufruirne:
- proprietari e nudi proprietari
- usufruttuari
- inquilini che decidono di migliorare la sicurezza dell’appartamento
- comodatari
- conviventi e familiari che vivono stabilmente nell’immobile
Un caso molto frequente riguarda gli inquilini che scelgono di installare un impianto antifurto nella casa in affitto: se pagano loro l’intervento e le fatture sono intestate a loro possono tranquillamente detrarre la quota spettante.
Quali documenti servono per ottenere il Bonus Sicurezza
Non esiste una domanda da presentare né un portale da compilare: il Bonus Sicurezza si ottiene direttamente nella dichiarazione dei redditi, ma solo se tutta la documentazione è in ordine.
Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, cioè un bonifico specifico che indichi la causale riferita all’art. 16-bis del DPR 917/1986, il codice fiscale di chi richiede la detrazione, la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori e gli estremi della fattura.
Le fatture devono essere dettagliate, riportare la descrizione dei lavori, la data e i dati completi dell’intestatario. È fondamentale conservare fatture, ricevute e altri documenti utili per eventuali controlli futuri da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Per approfondire: Speciale Sicurezza: sistemi, strategie e bonus per proteggere casa
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