Quando scenderanno i tassi dei mutui? Previsioni 2026
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Quando scenderanno i tassi dei mutui? Previsioni per il 2026 per mutuo variabile e fisso

I tassi dei mutui scenderanno nel 2026? Le previsioni su fisso e variabile, i numeri reali sulle rate e i consigli per scegliere — o per fare la surroga al momento giusto.

Ultimo aggiornamento 02-04-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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I tassi dei mutui nel 2026 non scenderanno a breve. Le previsioni degli esperti indicano che, almeno per i prossimi mesi, i tagli ai tassi BCE sono improbabili — anzi, le tensioni geopolitiche e l’inflazione in risalita hanno riportato sul tavolo l’ipotesi di un nuovo rialzo. Chi sta valutando un mutuo deve fare i conti con questo scenario e scegliere bene tra fisso e variabile.

Quando ci sarà il prossimo taglio dei tassi sui mutui?

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Nel breve periodo, non è previsto alcun taglio. Il tasso sui depositi BCE è fermo al 2,00% da giugno 2025 e, secondo gli analisti, non ci sono segnali concreti di riduzione imminente. Al contrario, l’inflazione in crescita — complici le instabilità geopolitiche — ha spinto la Banca Centrale Europea a valutare una nuova stretta già a partire da aprile 2026.

Chi conta di aspettare condizioni migliori rischia di perdere tempo prezioso, soprattutto in un mercato degli affitti ormai fuori controllo.

Le proiezioni di medio-lungo termine indicano che il costo del denaro si stabilizzerà in una fascia compresa tra il 2% e il 3%, il che esclude un ritorno ai tassi zero del passato. Si tratta comunque di livelli storicamente nella norma.

Di quanto si abbasseranno i tassi dei mutui nel 2026?

Shutterstock

Poco, e lentamente. Le aspettative degli operatori finanziari parlano di una crescita graduale degli indici Euribor, nell’ordine dell’1%-1,30% complessivo nell’arco di dieci anni. Non è quindi un’inversione repentina quella che si prospetta, ma un aggiustamento progressivo.

Ad oggi, i riferimenti di mercato sono questi:

  • Euribor a 3 mesi: circa 2,03% (indice per il variabile)
  • IRS a 20-30 anni: intorno al 3,01%-3,03% (indice per il fisso)
  • TAN medio fisso: 3,43%, in crescita rispetto al 2,83% di un anno fa
  • TAN medio variabile: 2,65%

Il differenziale tra fisso e variabile si aggira oggi intorno all’1%, il che significa che chi sceglie il variabile parte da una rata più bassa, ma dovrà tenere conto delle possibili oscillazioni future.

Meglio tasso variabile o fisso nel 2026?

Oggi il variabile costa meno. Su un mutuo da 200.000 euro a 20 anni, la differenza tra rata fissa (3,70% — circa 1.181 euro/mese) e rata variabile (2,80% — circa 1.089 euro/mese) è di quasi 92 euro al mese. Su un orizzonte a 25 o 30 anni il risparmio cresce ulteriormente, fino a 95-110 euro mensili. Su un mutuo più piccolo, come 140.000 euro a 20 anni, il variabile permette di risparmiare circa 50 euro al mese rispetto al fisso.

Detto questo, oltre il 90% di chi chiede un mutuo oggi sceglie il tasso fisso. Il motivo non è finanziario, ma psicologico: in uno scenario instabile, la rata certa vale il costo aggiuntivo. Chi ha vissuto il raddoppio delle rate tra il 2022 e il 2023 non dimentica facilmente.

In sintesi, il variabile conviene se:

  • si prevede di estinguere il mutuo in anticipo;
  • si ha un reddito solido e si può assorbire eventuali aumenti di rata;
  • si vuole partire con un impegno mensile più basso.

Il fisso conviene se:

  • si punta alla certezza assoluta della rata per tutta la durata;
  • la durata è lunga (20-30 anni) e non si vuole dipendere dall’andamento dei mercati;
  • si ha un budget familiare rigido.

Una terza via da valutare è il mutuo variabile con CAP: segue l’Euribor ma fissa un tetto massimo oltre cui la rata non può salire. È una soluzione utile per chi vuole flessibilità senza rischi illimitati.

Conviene passare dal tasso fisso al tasso variabile con le offerte attuali delle banche?

Shutterstock

Dipende dalla rata che si sta pagando. Chi ha sottoscritto un mutuo fisso negli anni pre-2022, quando i tassi erano ancora molto bassi, probabilmente non ha alcun vantaggio a cambiare. Chi invece ha acceso un mutuo fisso nel 2022-2023, quando i tassi erano schizzati oltre il 4-5%, potrebbe beneficiare di una surroga del mutuo verso il variabile o verso un nuovo fisso più conveniente.

Prima di passare al variabile, è bene fare i conti su due scenari: quello in cui i tassi restano stabili o scendono leggermente (vantaggio del variabile) e quello in cui risalgono (possibile svantaggio). Con l’Euribor che potrebbe salire fino a un punto percentuale nell’arco di qualche anno, la convenienza della surroga va valutata mutuo per mutuo, calcolando l’impatto sulla rata e confrontando più offerte.

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Domande frequenti:

  • I tassi dei mutui scenderanno nel 2026?

    Nel 2026 non sono previsti tagli significativi ai tassi dei mutui nel breve periodo. Il tasso BCE è fermo al 2,00% da giugno 2025 e le tensioni geopolitiche, unite all'inflazione in risalita, rendono improbabile una riduzione imminente. Le previsioni indicano che il costo del denaro si stabilizzerà tra il 2% e il 3% nel medio-lungo termine, escludendo un ritorno ai tassi zero degli anni precedenti.

  • Conviene il mutuo a tasso fisso o variabile nel 2026?

    Nel 2026 il mutuo a tasso variabile parte da una rata più bassa rispetto al fisso: su un finanziamento da 200.000 euro a 20 anni, la differenza è di circa 92 euro al mese. Il tasso fisso resta però la scelta più diffusa per chi vuole una rata certa e non vuole esporsi alle oscillazioni del mercato. La scelta dipende dalla propria situazione economica, dalla durata del mutuo e dalla propensione al rischio.

  • Quando conviene fare la surroga del mutuo?

    La surroga del mutuo conviene soprattutto a chi ha sottoscritto un finanziamento a tasso fisso tra il 2022 e il 2023, quando i tassi avevano superato il 4-5%. Passare a un tasso fisso più basso o a un variabile può ridurre sensibilmente la rata mensile. Prima di procedere è sempre consigliabile confrontare più offerte e calcolare il risparmio effettivo sull'intera durata residua del mutuo.

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