Condizionatore a 20 o 26 gradi? Ecco la temperatura che fa risparmiare
Condizionatore sempre al massimo? Ecco perché impostare 26 gradi fa risparmiare centinaia di euro e cosa dice l'ENEA sul comfort estivo.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Perché la temperatura del condizionatore fa la differenza in bolletta
- Quanto influisce la classe energetica del condizionatore sui consumi
- Come usare il condizionatore per ridurre i consumi
- Cosa fare in casa per ridurre i consumi del condizionatore
Quando fa caldo, la tentazione è quella di tenere al minimo la temperatura del condizionatore. Eppure, come emerge da una ricerca di Papernest, impostare la il condizionatore a 26 gradi invece di 20, riduce i consumi in modo significativo. La stessa ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e l’energia, conferma che per stare comodi in estate non serve scendere sotto i 26 gradi: due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono più che sufficienti per ottenere un ambiente gradevole. Oltre alla temperatura di esercizio, però, contano anche la classe energetica del dispositivo, la sua manutenzione e le abitudini di utilizzo.
Perché la temperatura del condizionatore fa la differenza in bolletta
Ogni grado in meno obbliga il compressore a lavorare di più. A 20 gradi l’impianto deve abbattere la temperatura interna di molti gradi rispetto all’esterno, con cicli continui e intensi. A 26 gradi, invece, funziona in modo meno stressato, con un consumo notevolmente più contenuto. La differenza sul conto in bolletta può diventare rilevante già nel giro di poche settimane di utilizzo continuato, specialmente quando l’impianto è in funzione per molte ore al giorno durante le ondate di calore.
C’è anche un altro aspetto che vale la pena considerare: lavorare a temperature molto basse non significa raffrescare la stanza più in fretta. L’aria diventa semplicemente più fredda, con un dispendio energetico sproporzionato. Spesso, per chi sta in casa, il risultato è un disagio fisico invece del comfort cercato, soprattutto in caso di sbalzi termici frequenti tra interno ed esterno.
Quanto influisce la classe energetica del condizionatore sui consumi

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La temperatura impostata fa la sua parte, ma non è l’unico fattore che determina quanto si spende. La classe energetica incide enormemente. Secondo la stessa ricerca di Papernest, un condizionatore in classe A+++ consuma circa la metà rispetto a uno in classe G, anche quando deve raffreddare una superficie più ampia di 50 metri quadrati. L’ENEA raccomanda di scegliere modelli almeno in classe A, precisando che un apparecchio A+++ può consumare fino al 40% in meno rispetto a uno di classe B: un divario che si traduce in centinaia di euro di risparmio sulla bolletta annua.
Anche la manutenzione pesa quanto si potrebbe non sospettare. Un impianto con filtri sporchi, ventole ostruite o circuito refrigerante non revisionato può consumare fino al 30% in più a parità di utilizzo. Non è una variabile secondaria, soprattutto d’estate quando il condizionatore lavora per molte ore consecutive. Pulire i filtri regolarmente, far controllare l’unità esterna da un tecnico qualificato e verificare che il livello del refrigerante sia corretto sono operazioni che costano poco e rendono molto, sia in termini di efficienza che di qualità dell’aria respirata.
Come usare il condizionatore per ridurre i consumi
Al di là della temperatura e della classe energetica, ci sono abitudini quotidiane che incidono sui consumi più di quanto si pensi. Accendere solo gli split nelle stanze effettivamente occupate, chiudere le porte degli ambienti raffrescati per non disperdere il freddo e sfruttare i programmi notturni del dispositivo sono accorgimenti semplici ma concreti. Alcune app di monitoraggio permettono di seguire i consumi in tempo reale, aiutando a capire quando e quanto si usa davvero l’impianto e dove si può intervenire.
Un errore frequente è lasciare il condizionatore acceso anche uscendo di casa, convinti che mantenere la temperatura costi meno che ripartire da zero. Non è quasi mai vero, specialmente per assenze superiori a un’ora: in quel caso, spegnere e riaccendere al ritorno è la scelta più razionale.
Cosa fare in casa per ridurre i consumi del condizionatore

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Usare bene il condizionatore è importante, ma la vera efficienza parte da come si gestisce la casa. Schermare le finestre nelle ore più calde, abbassando le tapparelle o chiudendo le persiane, riduce il calore che entra dall’esterno e alleggerisce il lavoro dell’impianto in modo considerevole. Sfruttare le ore più fresche del mattino presto o della sera tardi per arieggiare gli ambienti è un’altra abitudine che nel tempo fa la differenza.
Anche l’umidità interna è un fattore spesso sottovalutato. Aprire le finestre o usare la cappa aspirante per almeno dieci minuti dopo la doccia o durante la cottura dei cibi aiuta a eliminare il vapore in eccesso, migliorando la qualità dell’aria e riducendo la sensazione di afa. Qualche pianta in casa, infine, contribuisce a equilibrare sia l’umidità che la temperatura percepita, creando un microclima più vivibile senza bisogno di abbassare ulteriormente il termostato.
Per approfondire: Come installare un condizionatore in casa: consigli, costi, normativa e bonus
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Domande frequenti:
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Qual è la temperatura giusta per il condizionatore d'estate?
L'ENEA raccomanda di non impostare il condizionatore sotto i 26 gradi in estate. Per sentirsi a proprio agio bastano due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna: scendere ulteriormente aumenta i consumi senza migliorare il comfort.
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Conviene spegnere il condizionatore quando si esce di casa?
Sì, nella maggior parte dei casi. Per assenze superiori a un'ora, spegnere e riaccendere al ritorno è più conveniente che lasciarlo acceso a mantenere la temperatura. La logica del "è più economico tenerlo in funzione" vale solo per uscite brevissime.
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Ogni quanto pulire i filtri del condizionatore?
Almeno una volta all'anno, idealmente prima dell'estate. Un impianto con filtri sporchi può consumare fino al 30% in più rispetto a uno ben mantenuto, oltre a peggiorare la qualità dell'aria interna. In caso di utilizzo intensivo, una pulizia a metà stagione è consigliabile.
