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Potatura siepi: guida al periodo giusto

La potatura delle piante da esterno è una pratica fondamentale: consente l'ossigenazione e la rigenerazione dei vegetali. Avremo così un giardino sano, in ordine e anche bello da vedere.

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La potatura delle piante è indispensabile per avere siepi in salute che ci assicurino privacy e bellezza intorno a noi. Tuttavia, c’è da sapere che il taglio delle siepi varia secondo la specie di pianta e in base ad altri fattori, quali clima, terreno ed esposizione.

Tra i diversi tipi di piante è possibile trovarne: a foglie caduche, sempreverdi, conifere e rampicanti.

Le siepi a foglie caduche perdono le loro foglie in periodi specifici dell’anno. A questa categoria appartengono: l’acero campestre, il faggio, il carpino, il biancospino, le ortensie, il ligustro, la rosa canina, il lillà e tantissime altre.

Della categoria di siepi sempreverdi che mantengono una chioma bella vigorosa durante tutto l’arco dell’anno, fanno parte: l’agrifoglio, l’edera, il bosso, il lauroceraso, il rododendro e altri ancora.

Le siepi di conifere sono sempreverdi, non raggiungono dimensioni importanti e sono molto coprenti. A questa categoria appartengono: il cipresso di Lawson, la Thuia e il metasequoia. Infine, all’interno di un giardino è possibile osservare alcune siepi rampicanti quali edera e caprifoglio.

Potatura delle siepi: quando e come farla

La potatura delle conifere e delle sempreverdi si pratica più volte l’anno: a fine inverno e autunno e in primavera. Occorre tagliare per ultime le punte in alto, poiché esse regolano l’altezza della pianta di conifere.

Il lauro, invece, come pianta a crescita impetuosa e veloce, ha bisogno di alcune potature da praticare a maggio e da proseguire più volte durante la stagione estiva.

Se in giardino si hanno delle piante a foglie caduche,  quali biancospino e carpino, quest’ultimo si pota tra fine marzo e giugno, mentre il primo si recide a giugno e settembre. La rosa canina, invece, si pota durante la stagione primaverile se è coltivata in un clima umido e freddo. Al contrario, la potatura va rimandata all’autunno se la pianta vive in un clima caldo.

Una nuova distinzione bisogna farla con le siepi rampicanti. Questa specie di vegetali ha una crescita rapida e vigorosa, ecco perché deve essere potata più volte l’anno. La prima potatura si compie a fine inverno o all’inizio della primavera, mentre l’ultima si pratica a fine estate o all’inizio della stagione autunnale. In quest’intervallo si devono recidere tutti i rami che crescono in maniera disordinata. Così facendo si avranno dei rampicanti belli coprenti, in ottimo stato di salute e sempre in ordine.

Come si fa la potatura delle siepi

Come si può capire, non è possibile stabilire un unico periodo di potatura.

Tutti gli esemplari prima citati, infatti, hanno dei periodi vegetativi diversi tra loro. Nondimeno, le piante da giardino, specialmente nei primi anni di vita, hanno bisogno di frequenti recisioni della chioma, così da conferire loro vigore e solidità.

La potatura successiva ai primi mesi di messa a dimora consente al vegetale di saldare al meglio le sue radici al terreno. Una potatura regolare è indispensabile per tutte quelle specie frangivento. A questa categoria appartengono quelle siepi alle quali è data una forma geometrica, ma anche quelle con bordi informali.

In linea generale, tra i due e i tre anni di vita delle siepi, è necessario praticare diverse potature per conferire ai vegetali forma e vigore nella crescita. Per quanto riguarda il numero delle potature, esse vanno da un minimo di 2-3 a un massimo di 4-5 volte l’anno.

Con l’arrivo del terzo anno, la potatura delle siepi è meno rilevante, giacché si procede a una potatura di mantenimento e di pulizia. Dopo il quarto anno, invece, si eseguono delle recisioni atte a mantenere il vigore della chioma, solidità radicale e uno stato di salute ottimale.

Cesoie e tosasiepi: gli attrezzi indispensabili per una potatura perfetta

Gli strumenti da potatura sono un altro fattore da prendere in considerazione durante le operazioni di potatura delle piante. Utensili non adoperati correttamente possono danneggiare le piante con tagli irregolari o causando loro patologie fungine.

Tra i principali arnesi impiegati, emergono: le cesoie, il seghetto e il tosasiepi elettrico o a scoppio. La pratica delle recisioni durante la potatura delle piante è molto semplice. Si parte dal basso verso l’alto per creare la larghezza desiderata, man mano che si risale bisogna fare dei tagli inclinati e obliqui, con strumenti disinfettati e ben affilati. In questa maniera, la luce solare riesce a filtrare fino ai rami più interni delle siepi, donando loro tutto il rifornimento di luce di cui necessitano per restare verdi e in ottima salute.

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