Come funziona il Bonus pergole 2026? Requisiti, sconto e come richiederlo
Vuoi installare una pergola senza spendere una fortuna? Scopri come funziona il Bonus pergole 2026: chi può richiederlo, quale detrazione spetta e come non perdere questa opportunità entro fine anno.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Come funziona il Bonus pergole nel 2026?
- Quanto si risparmia? Le aliquote 2026 per prima e seconda casa
- Quali pergole hanno diritto al bonus? I requisiti tecnici
- Come richiedere il Bonus pergole 2026? La procedura passo dopo passo
Se stai pensando di installare una pergola in casa, il 2026 è il momento giusto per farlo. Grazie a due incentivi fiscali ancora attivi — l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazione — puoi recuperare una parte significativa della spesa direttamente nella tua dichiarazione dei redditi. Non si tratta di uno sconto immediato in fattura, ma di una detrazione che alleggerisce le imposte anno dopo anno per un decennio.
Scori se hai diritto al bonus, quali pergole sono ammesse e come fare per non perdere l’agevolazione.
Come funziona il Bonus pergole nel 2026?
Confermato dalla Legge di Bilancio 2026, il Bonus pergola rientra in due agevolazioni fiscali più ampie, ovvero:
- l’Ecobonus, pensato per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio. Le pergole bioclimatiche con lamelle orientabili sono considerate schermature solari e, come tali, rientrano pienamente in questa categoria;
- la seconda è il Bonus ristrutturazione (art. 16-bis del TUIR), che copre i lavori di riqualificazione edilizia più in generale, inclusa l’installazione di coperture esterne.
La Legge di Bilancio 2026 conferma le detrazioni per gli interventi di riqualificazione degli immobili finalizzati al risparmio energetico: chi acquista una tenda a pergola o una pergola bioclimatica che rientri nei parametri può detrarre il 50% dell’importo massimo detraibile in dieci anni.
È importante sapere che per lo stesso intervento puoi scegliere una sola agevolazione: o l’Ecobonus o il Bonus ristrutturazione, non entrambe insieme. Puoi invece cumularle se realizzi interventi distinti, ad esempio pergola con Ecobonus e sostituzione degli infissi con Bonus ristrutturazione, a patto che le spese siano contabilizzate separatamente.
Quanto si risparmia? Le aliquote 2026 per prima e seconda casa
L’entità della detrazione dipende dal tipo di immobile su cui installi la pergola.
La detrazione fiscale del 50% è riservata alle sole persone fisiche per la sola abitazione principale. Per tutti gli altri immobili e per i soggetti con partita IVA la detrazione fiscale è, invece, del 36%. In termini pratici, questo significa che se installi una pergola bioclimatica sulla tua prima casa e la spesa totale è di 10.000 euro, recuperi 5.000 euro in dieci anni, con rate annuali da 500 euro scalate dall’IRPEF.
Per quanto riguarda i massimali di spesa, le due agevolazioni funzionano in modo diverso. Con l’Ecobonus il limite massimo di spesa detraibile è di 60.000 euro, mentre con il Bonus ristrutturazione il tetto è di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Va però tenuto presente che per l’Ecobonus esiste anche un costo massimo ammissibile al metro quadro, fissato a 276 euro/mq dal Decreto Prezzi del Ministero della Transizione Ecologica del 14 febbraio 2022: a prescindere da quanto spendi, potrai detrarre al massimo il 50% di quella soglia per ogni metro quadro schermato.
Considera che nel 2027 le detrazioni scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Questo significa che il 2026 è ancora l’anno più conveniente per installare la tua pergola e accedere all’aliquota massima.
Quali pergole hanno diritto al bonus? I requisiti tecnici
Non tutte le pergole rientrano automaticamente nell’agevolazione. Per accedere all’Ecobonus, in particolare, la struttura deve rispettare una serie di requisiti tecnici precisi.
Per beneficiare della detrazione, le pergole bioclimatiche devono essere installate per proteggere superfici vetrate (come porte o finestre), essere orientate a Est, Sud o Ovest per garantire una protezione efficace, avere una struttura mobile o lamelle regolabili, avere un valore gtot ≤ 0,35 che certifichi l’efficacia della schermatura solare ed essere certificate CE secondo la normativa EN 13561 o EN 13659, accompagnate dalla Dichiarazione di Prestazione.
In parole semplici: una pergola fissa, non orientabile e non addossata a una parete vetrata non dà diritto al bonus Ecobonus. Le pergole bioclimatiche con lamelle a orientamento variabile, invece, rispondono perfettamente a questi criteri, proprio perché il loro scopo principale è modulare l’irraggiamento solare e ridurre il fabbisogno energetico dell’edificio.
Per il Bonus ristrutturazione i requisiti sono meno stringenti dal punto di vista energetico, ma è fondamentale che l’intervento rientri nelle categorie previste dal TUIR e che sia pagato con bonifico parlante, indicando nella causale il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario e il numero di partita IVA dell’impresa.
Come richiedere il Bonus pergole 2026? La procedura passo dopo passo
La procedura per ottenere la detrazione non è complicatissima, ma richiede ordine e attenzione nella raccolta dei documenti. Ecco come funziona nella pratica.
Prima di tutto devi pagare tramite bonifico parlante — bancario o postale — con causale che richiami espressamente la norma agevolativa (per l’Ecobonus: L. 296/2006; per il Bonus ristrutturazione: art. 16-bis del TUIR), il tuo codice fiscale e la partita IVA dell’installatore. I pagamenti in contanti non sono ammessi.
Per l’Ecobonus è necessario registrarsi sul sito ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (https://bonusfiscali.enea.it), dove bisogna caricare la scheda descrittiva dell’intervento e ottenere il codice CPID.
I documenti da conservare per almeno dieci anni sono: la fattura dell’installatore con i dati completi dell’intervento, la ricevuta del bonifico parlante, la certificazione CE della pergola (con Dichiarazione di Prestazione), la scheda ENEA con il codice CPID e, se richiesta, la documentazione fotografica dello stato precedente all’installazione.
Una volta raccolta tutta la documentazione, la detrazione viene inserita nella tua dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) e distribuita in dieci rate annuali di pari importo. Per sapere come gestire correttamente i bonus nella dichiarazione dei redditi, puoi leggere anche l’articolo su cosa cambia nel 730 per i Bonus Casa nel 2026.
Hai già in mente la pergola che vorresti installare?
Se è così, non aspettare: le aliquote del 2026 sono le più vantaggiose disponibili e non si ripresenteranno dal 2027 in poi. Richiedi subito un preventivo a un professionista nella tua zona per valutare i costi, i requisiti tecnici della struttura e come accedere correttamente al bonus.
Domande frequenti:
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Il Bonus pergole vale anche per le seconde case?
Sì, ma con un'aliquota ridotta. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale — incluse le seconde case — la detrazione scende al 36% sia con l'Ecobonus che con il Bonus ristrutturazione. Rimangono invariati i massimali di spesa.
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Posso installare una pergola senza permessi edilizi e avere comunque il bonus?
Dipende dal tipo di intervento e dalle normative locali. L'Ecobonus, a differenza del Bonus ristrutturazione, può essere utilizzato nella maggior parte dei casi anche senza titolo abilitativo
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Entro quando devo completare i lavori per accedere alla detrazione 2026?
Le spese devono essere sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Sewa srl È la data del bonifico parlante a determinare l'anno fiscale di riferimento, quindi è fondamentale che il pagamento (anche solo l'acconto) avvenga entro il 31 dicembre 2026.
