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Ristrutturare il bagno in economia con le detrazioni fiscali

Le detrazioni fiscali per la ristrutturazione del bagno sono riservate solamente a determinate tipologie di interventi.

I lavori di ristrutturazione del bagno possono essere soggetti a detrazioni fiscali , in base alla tipologia di intervento che si deve effettuare. In primo luogo, le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie relative al bagno interessano esclusivamente abitazioni o parti in comune di edifici residenziali. Ne rimangono quindi esclusi i lavori effettuati su esercizi commerciali, laboratori e su tutti gli edifici che non sono destinati a uso abitativo. Stabilita la destinazione d'uso dell'immobile, chi effettua lavori di ristrutturazione su di esso può richiedere fino al 31 dicembre 2016 la detrazione dall'Irpef del 50% delle spese sostenute, fino alla cifra massima di 96 mila € per il singolo immobile. Tale detrazione viene ripartita in dieci anni nella dichiarazione dei redditi. Per quanto riguarda la ristrutturazione del bagno, i piccoli interventi di manutenzione ordinaria sono in ogni caso esclusi dalle detrazioni, ma vi rientrano solamente i lavori considerati di manutenzione straordinaria.
Per usufruire di queste agevolazioni è necessario che i pagamenti dei lavori vengano effettuati tramite bonifico bancario, e che venga specificato nella causale del versamento il riferimento alla normativa, che è contenuta nell' articolo 16 -bis del Dpr 917/1986. È necessario inoltre inserire i riferimenti alle persone coinvolte nella ristrutturazione, cioè il codice fiscale del beneficiario della detrazione e quello del beneficiario del pagamento, o eventualmente la sua partita IVA. A questo punto, occorre delineare con precisione il quadro dei lavori di ritrutturazione che possono godere delle detrazione e chiarire quali ne sono invece esclusi.

Sostituire piastrelle o rubinetteria del bagno, così come ritinteggiarne le pareti, non da diritto a richiedere la detrazione. Questi interventi si configurano infatti come manutenzione ordinaria qualora siano effettuati all'interno di un'abitazione. Nel caso invece siano dedicati al rifacimento di parti in comune in un condominio, anche queste spese sono deducibili. Gli interventi di manutenzione straordinaria sono invece tutti quelli che comportano un radicale rifacimento del bagno. Le spese sostenute per l'ammodernamento degli impianti idraulico ed elettrico o il posizionamento tramezze sono soggette alle detrazioni fiscali precedentemente descritte. Ci sono però casi in cui anche le spese di manutenzione ordinaria possono rientrare nel bonus. Se ad esempio per il rifacimento degli impianti si rende necessario a causa dei lavori rifare le piastrelle che sono state rovinate per accedere alle tubature, anche questa spesa diventa deducibile. Quindi anche i lavori generalmente considerati di manutenzione ordinaria sono soggetti alle detrazioni se effettuati contemporaneamente a quelli di manutenzione straordinaria e se richiesti per facilitare questi ultimi.
Anche tutti gli interventi di ristrutturazione bagno finalizzati alla eliminazione di barriere architettoniche e alla facilitazione della mobilità interna ed esterna all'abitazione per persone portatrici di handicap è interessata da detrazioni fiscali. Nel caso quindi si voglia ricorrere al montaggio di sanitari rialzati o di un lavabo senza ingombri sottostati per permettere alla sedia a rotelle di avvicinarsi, si possono richiedere quindi le detrazioni. La normativa specifica invece che la sostituzione della vasca da bagno con una apribile o con box doccia non rientrano nel bonus. Dal momento che questi sanitari non presentano le caratteristiche tecniche giudicate adeguate a favorire la mobilità di persone diversamente abili, la loro applicazione non è riconosciuta come intervento di abbattimento delle barriere architettoniche.
Anche nel caso in cui si decida di realizzare da zero un nuovo bagno all'interno di un edificio a destinazione residenziale è possibile richiedere le detrazioni fiscali, in questo caso per tutte le spese. Quindi dal posizionamento delle tramezze, agli impianti, fino alle piastrelle, ai sanitari e alla rubinetteria, tutti gli interventi sono soggetti a detrazione. È necessario tuttavia che il bagno sia compreso all'interno delle mura dell'edificio, e non si configuri come un ampliamento di esso. Infine, per l'acquisto dei mobili destinati all'arredo del bagno è possibile richiedere le detrazioni fiscali per il 50%, per un tetto massimo di spesa di 10.000 €. Anche in questo caso però, la possibilità di richiedere le detrazioni è soggetta ad alcune restrizioni. In primo luogo, per le abitazioni private l'acquisto mobili deve essere contestuale ad interventi di manutenzione straordinaria, o di restauro e risanamento conservativo, o di ristrutturazione edilizia. Sono quindi ancora una volta esclusi dalla normativa gli interventi di manutenzione ordinaria, come la ritinteggiatura o la sostituzione della rubinetteria. Se i mobili venissero acquistati in questi contesti, non potrebbero essere richieste detrazioni. Nel caso in cui gli interventi di manutenzione siano invece effettuati anche in un'altra parte dell'immobile, e non direttamente nel bagno, le spese per i mobili del bagno saranno comunque detraibili. Allo stesso modo, effettuando interventi di manutenzione straordinaria nel bagno e richiedendo per questi il bonus per la riustrutturazione edilizia, si possono acquistare mobili per le altre stanze usufruendo del bonus mobili.


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