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Cos’è e come si effettua il calcolo del rapporto aeroilluminante?

Hai in progetto di effettuare modifiche interne alla tua abitazione, come per esempio la predisposizione di nuove finestre? Ricorda di tener conto del rapporto aeroilluminante. Scopri di più in questo articolo

Come si calcola il rapporto aeroilluminante
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È fondamentale avere bene a mente cos’è il rapporto aeroilluminante e qual è il calcolo esatto, in quanto rappresenta un criterio molto importante per poter ottenere le autorizzazioni di abitabilità, nonché per aver la garanzia che la propria casa abbia buone condizioni di umidità e possegga un ottimo isolamento sia termico sia acustico.

In questo articolo andremo a dare una definizione di questo parametro, andremo a vedere cosa afferma la normativa sul rapporto aeroilluminante e come avviene il calcolo, in particolare nel caso di mansarde e sottotetti. Prosegui nella lettura per conoscere quello che non tutti sanno a riguardo.

Rapporto aeroilluminante: cos’è

Il rapporto aeroilluminante, indicato con la sigla r.a.i., rappresenta la relazione tra la superficie delle finestre della casa e la superficie di pavimento della stessa.

Esso viene distinto a sua volta in due tipi di rapporti:

  • Rapporto illuminante, ovvero quando vengono prese in considerazione soltanto le superfici in vetro della finestra e, quindi, viene misurata la sola parte vetrata;
  • Rapporto aerante, ovvero quando la finestra viene considerata completamente aperta e, quindi, la misurazione tiene conto dell’infisso comprensivo del telaio.

Questa relazione tra superfici delle finestre e superfici dei pavimenti deve assicurare che l’abitazione abbia un discreto quantitativo di luce e ricambio d’aria all’interno dei locali. Ma a quanto deve essere pari il rapporto aeroilluminante secondo la normativa?

Rapporto aeroilluminante: cosa dice la normativa

A livello nazionale, il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 il quale, al comma 2 dell’articolo 5, afferma che i valori del rapporto aeroilluminante previsti dai vari regolamenti edilizi devono essere pari e non inferiori ad 1/8 della superficie calpestabile. Mentre per ciò che concerne il fattore di luce diurna medio, esso non deve essere inferiore al 2 %.

Per quanto riguarda in particolare mansarde e sottotetti, il rapporto aeroilluminante può arrivare anche ad 1/16 a seconda dei regolamenti regionali e locali, come per esempio in Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana ed Umbria.

Questo al fine di fornire un ambiente salubre e salutare dove non ci siano problemi quali: ristagno di umidità, insufficiente cambio d’aria, formazione di muffe, deterioramento delle strutture e delle pareti, variazione negativa dell’isolamento termo-acustico.

Esistono, tuttavia, alcune deroghe al rispetto del rapporto aeroilluminante, come quando, ad esempio, la propria abitazione si trova in un centro storico: in questo contesto è possibile effettuare modifiche interne senza dover necessariamente rispettare la normativa.

Come si calcola il rapporto aeroilluminante

Il calcolo del rapporto della superficie aeroilluminante deve essere effettuato stanza per stanza. Esso, matematicamente, viene fatto attraverso la divisione tra superficie illuminante ed aerante delle finestre e delle porte finestre per la superficie del pavimento.

Se ad esempio, il pavimento della stanza da letto misura 5 metri per 6 mentre la porta finestra misura 140 cm di larghezza per 230 di altezza, avremo i seguenti dati:

  • Superficie di pavimento: 5 x 6 = 30 mq;
  • Superficie aeroilluminante: 1,4 x 2,3 = 3,22 mq

Il rapporto aeroilluminante sarà quindi pari a: 3,22/30= 0,11

Questo valore è di poco inferiore ad 1/8 (0,125) e, quindi, non rispetta il rapporto minimo stabilito dalla normativa.

Per assicurarti che il rapporto aeroilluminante della tua casa sia ideale, sia che si tratti di una nuova costruzione oppure di un’abitazione già esistente che necessita di determinati interventi edilizi (modifiche al numero delle aperture finestrate ed apribili), è necessario richiedere l’intervento di un tecnico abilitato, il quale, tra le varie operazioni, ha il compito di predisporre un allegato che contenga i calcoli ed i grafici dimostrativi.

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