Illuminare il sottotetto: finestra, abbaino o lucernario
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Come illuminare il sottotetto? Cosa scegliere tra finestre, abbaino e lucernario

Come si illumina un sottotetto basso o una mansarda buia? Scopri le soluzioni migliori tra finestre integrate, abbaini e tubi solari, con vantaggi e limiti.

14-07-2026
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Simone Cellitti

Architetto/Direttore Artistico

Architetto, dal 1999 fonda Pentastudio Architetti Associati. Esperto di progettazione architettonica e comunicazione visiva ha maturato esperienza professionale nei contesti di interior ed industrial design, dove è coinvolto su progetti per lo studio del Brand Identity e marketing. E’ il Direttor...
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Un sottotetto buio è quasi sempre uno spazio sprecato. Eppure bastano pochi interventi mirati per trasformarlo in un ambiente luminoso e vivibile, a patto di scegliere la soluzione giusta fin dall’inizio. In linea generale, le finestre da tetto integrate nella falda garantiscono il massimo apporto luminoso, gli abbaini permettono di guadagnare anche volume interno, mentre i lucernari a pavimento o a tubo solare sono ideali nei sottotetti troppo bassi per interventi strutturali. Capire quale fa al caso tuo evita errori costosi e lavori da rifare.

Quali sono le soluzioni per illuminare una mansarda

tunnel solare

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Tre sono le principali strade percorribili, ognuna con caratteristiche precise che incidono su costi, intervento edilizio necessario e risultato finale.

Finestre da tetto integrate nella falda

Sono la soluzione più diffusa e spesso la più economica. Si inseriscono direttamente nell’inclinazione della falda, seguendone la pendenza, e garantiscono una quantità di luce naturale superiore di circa tre volte rispetto a una finestra verticale della stessa dimensione. L’intervento è relativamente contenuto: si tratta di aprire un vano nella copertura, posare il telaio e raccordare l’isolamento e il manto di copertura attorno al serramento. Sono particolarmente indicate quando la falda ha un’inclinazione compresa tra 15° e 75° e quando non si vuole modificare la sagoma dell’edificio, aspetto rilevante nelle zone soggette a vincoli paesaggistici. Dal punto di vista normativo, in molti Comuni rientrano nell’edilizia libera o nella CILA, ma è sempre opportuno verificare il regolamento edilizio locale.

Abbaini

L’abbaino è una struttura sporgente dalla falda che contiene una finestra verticale. Rispetto alla finestra integrata, offre due vantaggi concreti: illumina in modo più diretto (la luce entra perpendicolare alla vetrata) e crea un allargamento locale del volume interno, utile soprattutto vicino agli angoli dove l’altezza è più bassa. È però un intervento più impegnativo, sia dal punto di vista costruttivo che normativo, poiché modifica la sagoma esterna del tetto. In quasi tutti i casi richiede almeno una SCIA, quando non un permesso di costruire, ed è soggetto alle norme dei regolamenti edilizi comunali e ai vincoli paesaggistici. I costi sono più elevati rispetto alle finestre integrate e variano molto in base alla tipologia costruttiva scelta (a frontone, a capanna, a shed) e ai materiali di finitura.

Lucernari e tubi solari

Il lucernario a pavimento, posizionato orizzontalmente o con una leggera inclinazione, è un’altra opzione efficace per portare luce zenitale in uno spazio chiuso. È particolarmente indicato nei sottotetti che fungono da semplice zona di passaggio o deposito illuminato, o in quelli con geometrie complesse dove una finestra a falda non è posizionabile. Nei casi in cui l’altezza interna sia davvero ridotta e qualsiasi intervento strutturale risulti impraticabile, il tubo solare (o light tube) rappresenta una soluzione alternativa di nicchia: un condotto riflettente che cattura la luce esterna dal tetto e la diffonde nell’ambiente sottostante. Non richiede aperture di grandi dimensioni e ha un impatto edilizio minimo, ma offre una luce diffusa e non direzionabile.

Come rendere più luminosa una mansarda

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Portare luce da fuori è solo metà del lavoro. L’altra metà sta nel modo in cui quella luce viene gestita all’interno dello spazio. I colori chiari sulle superfici inclinate, soffitti compresi, amplificano la riflessione della luce naturale in modo significativo. Tinte bianche o in palette greige sui muri e sulle travi a vista trasformano anche un apporto luminoso limitato in un ambiente percepito come arioso. Al contrario, finiture scure o travi in legno grezzo non trattato tendono ad assorbire la luce, rendendo l’ambiente più cupo indipendentemente da quante finestre siano presenti.

Anche la scelta dei rivestimenti del pavimento incide: pavimenti chiari o in gres porcellanato lucido riflettono verso l’alto la luce che entra dall’alto, distribuendola in modo più uniforme. Il posizionamento dei mobili è un aspetto spesso sottovalutato: elementi alti vicino alle finestre da tetto bloccano la diffusione della luce verso le zone di seduta, mentre arredi bassi lasciano libero il percorso luminoso naturale.

Per le ore serali, nelle mansarde con soffitti inclinati è preferibile illuminazione a strati: punti luce integrati nei raccordi tra falda e parete (i cosiddetti “angoli di rispetto”) evitano ombre dure, mentre un’illuminazione zenitale con faretti orientabili integrati nel cartongesso valorizza la geometria della stanza anziché contrastarla.

Come illuminare un sottotetto basso

Quando l’altezza utile scende sotto i 2,20 metri in gran parte della superficie (soglia minima per l’abitabilità secondo il D.M. 5 luglio 1975, in assenza di norme regionali più permissive), le soluzioni di illuminazione richiedono un approccio diverso.

In questi casi, le finestre da tetto posizionate in punti strategici della falda restano la via principale: una finestra ampia nella parte centrale della mansarda, dove l’altezza è maggiore, distribuisce luce in profondità verso le ali più basse. L’effetto si ottimizza scegliendo vetri con elevata trasmittanza luminosa e, quando possibile, optando per modelli apribili che consentono anche la ventilazione naturale.

Nei sottotetti dove non è possibile intervenire sulla copertura, la luce artificiale deve compensare quella naturale senza appesantire visivamente lo spazio. Le strisce LED integrate lungo i bordi delle falde creano una luce di contorno che allunga otticamente la stanza; i faretti a basso profilo incassati nelle parti piane del cartongesso evitano ingombri che ridurrebbero ulteriormente la percezione dell’altezza. Una soluzione ottimale potrebbe anche essere quella di applicare sistemi a telo retroilluminato tipo Barrisol (o Tensocielo) che possono replicare anche la luce naturale attraverso un sensore che simula l’effetto delel 24h.

Un accorgimento tecnico spesso trascurato: nei sottotetti con travi a vista molto basse, il posizionamento delle sorgenti luminose sotto le travi (non sopra) evita che queste proiettino ombre calanti che frammentano lo spazio percepito.

Domande frequenti:

  • Qual è la differenza tra finestra da tetto e abbaino?

    La finestra da tetto si inserisce direttamente nella falda seguendone l'inclinazione, senza modificare la sagoma esterna dell'edificio. L'abbaino è invece una struttura sporgente con finestra verticale: porta più luce diretta e aumenta il volume interno, ma richiede un intervento edilizio più complesso e quasi sempre una SCIA o un permesso di costruire.

  • Come si illumina un sottotetto?

    Le soluzioni principali sono tre: finestre da tetto integrate nella falda, abbaini e lucernari. La scelta dipende dall'altezza interna disponibile, dall'inclinazione del tetto e dai vincoli edilizi del Comune.

  • Come illuminare un sottotetto con altezza ridotta?

    Quando l'altezza scende sotto i 2,20 metri, le finestre da tetto restano la soluzione più praticabile. In alternativa, i tubi solari permettono di portare luce naturale senza interventi strutturali importanti. Per la luce artificiale, strisce LED lungo i bordi della falda e faretti a basso profilo evitano di appesantire visivamente lo spazio.

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