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Rampe per disabili: quando servono, tipologie e prezzo

Cosa dice la legge e quali permessi occorrono per le rampe per disabili?

Rampe per disabili
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In una società civile è giusto che tutti i cittadini possano godere degli stessi privilegi e poter accedere agevolmente ad ogni struttura, per questo la questione della presenza o meno di rampe per disabili è stata spesso, nel nostro Paese, oggetto di accese dispute.

Dunque chiunque abbia un’attività pubblica, un ufficio o qualunque altro tipo di struttura il cui accesso è consentito solo attraverso scalini, dovrebbe provvedere a far realizzare una rampa per disabili che permetta a questa categoria di cittadini di accedervi; idem per i condomini, il cui accesso deve essere permesso senza limitazioni di sorta e dove si richiede spesso la necessità di dotarsi di apposite rampe per disabili.

Le rampe, per poter essere a norma, devono però rispettare dei requisiti ben precisi, primo tra tutti la pendenza massima che non deve mai essere eccessiva per non costringere il disabile a uno sforzo eccessivo nella risalita, né comportare pericolosità durante la discesa.

Le rampe, dunque, devono:

  • avere una larghezza minima di 0,90 mt e di 1,50 mt nel caso di pianerottoli in cui possono incrociarsi due persone;
  • avere una pendenza che non superi l’8% rispetto al terreno o pavimento sottostante;
  • avere una pavimentazione antisdrucciolevole ed essere dotate di segnaletica apposita.

Tuttavia, oltre alle classiche rampe, esistono altri elementi più tecnologici di cui si può e si deve dotarsi, come gli ascensori appositamente realizzati per i disabili e i servoscala.

Rampe per disabili: cosa dice la legge e quali permessi occorrono

Se il buon senso suggerisce dunque di far realizzare delle rampe per disabili dovunque sia necessario, cosa dice la legge in proposito e quali permessi occorrono effettivamente per realizzarle?

Secondo uno degli articoli contenuti nella normativa per l’edilizia, tutti gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti o strutture che alterino la sagoma dell’edificio, non necessitano di richiesta di permessi al comune.

Dunque per poter realizzare una rampa per disabili prefabbricata in acciaio zincato o alluminio non occorrono permessi, diverso però è il discorso per una rampa in calcestruzzo armato, soprattutto se si tratta di aree soggette a tutela paesaggistica o di beni culturali come edifici storici per cui è richiesto il nulla osta della soprintendenza, la presenza di un tecnico che dovrà fare una segnalazione certificata di inizio dell’attività (SCIA) e quella di un ingegnere per la pratica strutturale da consegnare al genio civile.

Se poi si tratta di rampe chiuse, che rientrano dunque a tutti gli effetti nella categorie delle costruzioni, allora occorreranno ulteriori permessi.

Dunque sempre meglio rivolgersi ad un tecnico specializzato che possa fornire tutte le informazioni necessarie, prima di procedere con la realizzazione di rampe per disabili.

Rampe per disabili o montascale? Costi e incentivi

Non bisogna mai confondere le rampe per disabili con i montascale che sono invece delle soluzioni idonee soprattutto per gli spazi interni, per facilitare la risalita o la discesa dei disabili.

Ma quanto costa realizzare delle rampe per disabili? Dipende dalla lunghezza necessaria, dalla forma e dall’estensione della rampa, ma anche dal materiale utilizzato, a cui aggiungere poi il costo della manodopera.
In linea generale le rampe per disabili prefabbricate costano meno di quelle realizzate ex novo e quelle in acciaio zincato sono più economiche di quelle in alluminio. Dunque il costo può variare molto a seconda dei casi e può arrivare anche fino a 10 mila euro.

Esistono però degli incentivi, o meglio dei contributi per chi decide di contrastare e abbattere le barriere architettoniche, e fanno riferimento alla Legge n°13 del 1989: secondo questa legge i contributi possono essere richiesti in caso di immobili privati già esistenti dove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio o non vedenti).

In tal caso la richiesta per l’accesso ai contributi va presentata al sindaco del paese in cui si trova l’immobile secondo precisi termini temporali e con tutta la documentazione del caso. Anche i montascale possono essere installati facendo ricorso ai contributi stabiliti dalla stessa legge.

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