Rate del mutuo in aumento: ecco cosa cambia dopo la decisione della BCE
La rata del mutuo sta per aumentare? La BCE alza i tassi: ecco quanto pesa sul mutuo variabile e cosa fare subito
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- La BCE cambia rotta dopo quasi tre anni di tassi fermi
- Cosa succede al mutuo se la BCE alza i tassi
- Tasso fisso o variabile: cosa conviene fare adesso
Hai un mutuo a tasso variabile? Da oggi paghi un po’ di più. La BCE ha appena alzato i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25% e interrompendo quasi tre anni di tassi fermi. Su un finanziamento da 100.000 euro a 20 anni la rata passa da 534 a 546 euro al mese, mentre chi ha il fisso non vede alcuna variazione. Ecco cosa significa in concreto e cosa conviene fare adesso.
La BCE cambia rotta dopo quasi tre anni di tassi fermi
L’11 giugno 2026 il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di alzare i tassi di riferimento di 25 punti base, una mossa che non si vedeva dal settembre 2023. Il tasso sui depositi sale dal 2,00% al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali passa al 2,40% e quello sul rifinanziamento marginale arriva al 2,65%.
Dietro questa decisione ci sono le pressioni inflazionistiche che si stanno accumulando nell’Eurozona, alimentate soprattutto dal conflitto in Medio Oriente e dal conseguente rincaro dell’energia e delle materie prime. Gli analisti hanno già rivisto al rialzo le stime sull’inflazione per il 2026 e il 2027, segnalando al tempo stesso rischi al ribasso per la crescita economica. Per i prossimi mesi non si esclude un secondo ritocco da altri 25 punti base, che renderebbe la situazione ancora più delicata per chi ha un finanziamento variabile.
Cosa succede al mutuo se la BCE alza i tassi
Se hai un mutuo a tasso variabile, la rata aumenta perché è collegata all’Euribor, che segue di pari passo le decisioni della BCE. Se invece hai un tasso fisso, non cambia assolutamente nulla: il tasso resta quello firmato in origine per tutta la durata del finanziamento.
In numeri, il TAN medio del variabile passa dal 2,58% al 2,83%. Su un mutuo da 100.000 euro a 20 anni la rata mensile sale da 534 a 546 euro, circa 12 euro in più ogni mese. Il vantaggio rispetto al fisso, oggi a un TAN medio del 3,38%, si riduce da 40 a 28 euro mensili. Sull’intera durata del prestito il risparmio complessivo scende da circa 12.000 a 6.650 euro. Se entro fine anno arrivasse un secondo rialzo da 25 punti base, come ipotizzato dagli analisti, la rata del variabile su 100.000 euro salirebbe ulteriormente fino a 559 euro, con un vantaggio sul fisso ridotto a soli 15 euro al mese e un risparmio complessivo che scenderebbe a circa 3.650 euro nell’arco dei 20 anni.
Tasso fisso o variabile: cosa conviene fare adesso
Conviene valutare con attenzione, perché il margine a favore del variabile si è ridotto in pochi giorni e potrebbe assottigliarsi ancora. Non è un caso che in Italia il 92,3% di chi richiede un nuovo mutuo scelga già il tasso fisso, contro appena il 2,8% del variabile.
Per chi ha già un mutuo variabile in corso, la rinegoziazione con la propria banca o la surroga verso un altro istituto possono essere strumenti utili per bloccare un tasso fisso più conveniente, soprattutto se negli ultimi anni la propria situazione di reddito è cambiata. Chi sta per acquistare casa, invece, dovrebbe confrontare più offerte e farsi consigliare da un professionista, valutando anche eventuali lavori di ristrutturazione collegati all’acquisto dell’immobile e il loro impatto sul budget complessivo.
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Domande frequenti:
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Cosa succede al mutuo se la BCE alza i tassi?
Se hai un mutuo a tasso variabile, la rata aumenta perché è collegata all'Euribor, che segue le decisioni della BCE. Dopo l'ultimo rialzo di 25 punti base, su un finanziamento da 100.000 euro a 20 anni la rata variabile passa da 534 a 546 euro al mese. Se invece hai un mutuo a tasso fisso, non cambia nulla: il tasso resta bloccato per tutta la durata del finanziamento, indipendentemente dalle decisioni della BCE.
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Quali sono le previsioni per i mutui nel 2026?
Gli analisti non escludono un secondo rialzo dei tassi BCE entro fine anno, sempre da 25 punti base. In questo scenario il TAN medio del variabile salirebbe ulteriormente e la rata su un mutuo da 100.000 euro a 20 anni arriverebbe a circa 559 euro al mese. Il vantaggio del variabile rispetto al fisso si ridurrebbe a soli 15 euro mensili, e il risparmio complessivo nell'arco dei 20 anni scenderebbe da circa 6.650 a 3.650 euro. La tendenza generale per il 2026 è quindi verso un costo del denaro in lieve ma costante aumento.
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Quali sono gli interessi per i mutui nel 2026?
Attualmente il TAN medio dei mutui a tasso fisso a 20 e 30 anni si attesta al 3,38%, mentre il variabile è al 2,83% dopo l'ultimo rialzo BCE. Nonostante il variabile resti più conveniente, il differenziale si è ridotto rispetto a pochi giorni fa, quando il TAN medio del variabile era al 2,58%. Per questo motivo il tasso fisso continua a essere la scelta preferita dagli italiani, scelto dal 92,3% di chi richiede un nuovo mutuo nel secondo trimestre 2026.
