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Accatastamento: cosa fare e quando farlo e quanto costa.

Scopriamo insieme cosa si intende quando si sente la parola visura catastale o accatastamento, come farlo e quanto costi effettivamente

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Che cosa è l’accatastamento? Questo termine viene citato spesso dai media televisivi e dai giornali quando si parla di case che non sono mai state accatastate, ossia mai registrate all’ufficio del catasto.

Il catasto è una struttura che si occupa di catalogare e conservare tutte le informazioni inerenti gli immobili e i fabbricati, aventi sede all’interno del territorio italiano.

La procedura di accatastamento ha ovviamente dei costi e va fatta seguendo un procedimento preciso, che tuttavia in pochi conoscono. Per questo motivo spiegheremo brevemente in cosa consiste tale operazione, come va fatta e quali sono i costi previsti.

È bene partire con lo specificare quale sia la definizione e lo scopo dell’accatastamento. Questa pratica serve per comunicare con il catasto, informandolo se siano state apportate modifiche di varia natura all’immobile registrato.

Per modifiche si intendono ad esempio la costruzione di un nuovo vano, l’inserimento di una tettoia, la realizzazione di un balcone oppure di un terrazzo.

Come registrare un immobile al catasto

Il proprietario di un immobile modificato ha la possibilità di aggiornare i dati presenti all’interno dell’ufficio del catasto. Tale operazione consente inoltre di poter calcolare nuovamente il valore della rendita catastale, relativa al proprio fabbricato, aggiornando i costi in merito alle tasse da pagare.

Generalmente in questa fase viene anche chiesto al proprietario di classificare la proprietà modificata, secondo le categorie previste dalla normativa di legge, tra cui A, B o C e tutte le varie sottocategorie.

Questa fase, come si può intuire, risulta fondamentale, allo stesso tempo non tutti i cittadini sembrano rendersene conto dal momento che, secondo i media italiani, sono più di un milione le case e i beni immobili non registrati correttamente negli archivi dell’ente.

L’operazione può essere eseguita anche tramite il supporto di figure professionali. Il procedimento per poter svolgere la pratica di accatastamento è semplice.

Prevede l’impiego di un tecnico, un geometra o un ingegnere qualificati, che si occupi di effettuare tutte le misurazioni necessarie come la planimetria catastale, oltre a una serie di controlli sulla costruzione.

Dopodiché procederà ad elencare tutti gli elementi presenti all’interno dell’immobile, quali ad esempio piscine, garage, cantine, tettoie e così via.

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Accatastamento: normative di legge e procedure

Questo lavoro potrebbe essere svolto nel giro di qualche giorno, o al massimo in alcune settimane, tutto dipende da una serie di variabili. Una volta portate a termine le procedure di rilevamento, viene creato un documento dove verrà inserita la visura catastale aggiornata o nuova, a seconda se l’immobile sia stato precedentemente registrato o si tratti di una nuova costruzione.

Tutta la documentazione verrà quindi consegnata all’ufficio del catasto, in questo modo il cittadino sarà ufficialmente in regola e non potrà subire sanzioni, tra cui le multe previste per il mancato aggiornamento delle informazioni concernenti la visura catastale.

Naturalmente, per fare questa operazione entro le tempistiche sancite dalla normativa di legge, è bene sapere che dopo il completamento di tutti i lavori che portano a modifiche particolari di un immobile, la procedura di accatastamento deve essere eseguita entro 30 giorni, di modo tale da permettere al catasto di calcolare il valore della rendita.

Ora che è stato spiegato sia cosa sia l’accatastamento, sia in cosa consista la procedura per lo svolgimento di questa pratica, è utile parlare anche di costi. C’è da dire innanzitutto che non sono sempre uguali, infatti cambiano a seconda del fabbricato o dell’abitazione e degli interventi che devono essere eseguiti.

Visure catastali e adempimenti: costi e sanzioni

L’aggiornamento delle informazioni di una casa o di un fabbricato, già registrati al catasto, richiede un costo decisamente contenuto, dal momento che serve soltanto l’aggiornamento delle modifiche alla planimetria e alla visura, in modo che venga calcolato il nuovo valore della rendita catastale.

Invece per effettuare la registrazione di un nuovo immobile è bene fare un discorso a parte. Questa procedura è molto più costosa rispetto a quella vista precedentemente, dal momento che richiede la creazione di un documento mappale nuovo e la richiesta del DOCFA.

Inoltre bisogna considerare che la spesa da affrontare può variare anche a causa dei metri quadri da accatastare, oltre al costo della parcella del tecnico specializzato chiamato ad eseguire il sopralluogo sulla proprietà.

Naturalmente la mancata registrazione di un nuovo immobile entro i termini di legge prevede l’applicazione di sanzioni di natura economica, che vengono determinate da alcune normative vigenti. Generalmente la multa ha un valore compreso tra i 1.032 e gli 8.264 euro circa. Inoltre oltre alla sanzione vanno considerate anche le spese di accatastamento, che se fatte in sede d’ufficio possono arrivare ad avere un costo superiore ai 3 mila euro.

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