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Certificazione Energetica: cos'è, quando serve e quanto costa

Cosa è la certificazione energetica? Scopriamo insieme tutto ciò che c'è da sapere su questa tipologia di documento e quando è necessario richiederlo

Che cosa è la certificazione energetica? Nell’ambiente immobiliare da qualche anno si sente parlare di questa tipologia di documento, che dal 2002 è stato previsto dalla normativa europea. L’Italia, per potersi adeguare alle decisioni del parlamento europeo ha emanato una serie di leggi e regole che regolano il rilascio di questa certificazione, creando una notevole confusione. Per soddisfare tutte le curiosità e fugare ogni dubbio, brevemente, verranno descritte la definizione di certificazione energetica, i suoi utilizzi e quando si è obbligati a richiederla.
Innanzitutto è bene iniziare a citare cosa sia questa certificazione per la prestazione energetica di un qualsiasi immobile utilizzato come abitazione. Generalmente in ambiente mobiliare questo documento viene chiamato con l’abbreviazione Ape e consiste in un certificato dove vengono elencate tutte le caratteristiche energetiche di una determinata ambientazione in modo da poterla classificare con la scala apposita e attribuire all’immobile l’indice di prestazione energetica adatto. Per poter fare tutto ciò è necessario che un tecnico specializzato faccia un sopralluogo e che valuti determinate variabili, come la produzione di acqua calda, il sistema di riscaldamento, i consumi, l’impianto elettrico e l’eventuale presenza di sistemi che hanno come compito la produzione di energia rinnovabile, come i pannelli fotovoltaici. Questo tipo di documentazione risulta essere molto importante durante la fase di vendita o affitto di una casa, dal momento che nel contratto di locazione deve essere inserito anche l’indice di prestazione economica precedentemente citato e la classe energetica a cui appartiene l’immobile.

L’attestato in questione deve essere necessariamente reso disponibile alla persona che prende in affitto la casa, e va ceduto all’acquirente in caso di vendita. Precedentemente all’introduzione dell’Ape, le normative prevedevano la stipulazione della certificazione energetica, e per tutti gli immobili che possiedono questo tipo di documento non vi è l’obbligo di dover stipulare anche la nuova versione. Naturalmente bisogna anche tenere in considerazione il fatto che l’attestato di certificazione energetica deve essere ancora in vigore e il fabbricato in questione non deve aver subito lavori straordinari che vadano a variare l’efficienza energetica, se così non dovesse essere così è necessario effettuare la stipulazione della nuova certificazione, per non incorrere nelle sanzioni previste dalle normative e dalla legge. La sanzione più severa che può essere applicata per la mancanza di questo documento è sicuramente la nullità del contratto che si sta andando a stipulare, ma non solo, infatti sono previste anche multe con somme dal valore compreso tra i 3 mila euro fino ad un massimo di 18 mila euro (in caso si parli di vendita di un immobile). In caso invece si parli di un proprietario che viola le normative riguardanti il documento di certificazione energetica per un immobile da affittare vi è da considerare il rischio di incorrere in una multa avente un valore che va dai 300 euro fino ad un massimo di 1800 euro circa.
Naturalmente per poter considerare valido l’attestato di prestazione energetica è necessario che un notaio abbia modo di valutare il documento stesso, in modo da vedere se vi è la necessaria quantità di informazioni per poter dichiarare che la certificazione risulti essere valida. Innanzitutto al suo interno vanno elencate necessariamente la classe energetica dell’edificio preso in considerazione, la data in cui è stato stipulato, tutti i dati catastali riguardanti l’immobile e una dichiarazione d’indipendenza con la relativa sottoscrizione di un tecnico che ha effettuato il sopralluogo dell’immobile per poter valutare tutte le variabili in maniera corretta e a norma di legge. Per quanto riguarda la figura professionale interpellata per fare tutti i rilevamenti c’è da dire che può essere giudicata dal proprietario del fabbricato, che andrà a valutare se possiede realmente tutte le capacità, le conoscenze e i requisiti stabilite dalla legge. La verifica di tali cose purtroppo non risulta essere sempre facile dal momento che non tutte le regioni d’Italia possiedono un albo dove vengono elencati tutti i professionisti abilitati alla valutazione del fabbricato dal punto di vista energetico. Come detto precedentemente vi è l’obbligo di richiedere la certificazione energeticasolamente in determinati casi, come ad esempio la compravendita di un immobile che viene pagato o per una donazione a titolo gratuito, per tutti i fabbricati che vengono messi in vendita o in affitto mediante annunci immobiliari (in essi va indicato l’indice di prestazione energetica). Inoltre va richiesto anche per tutti quegli edifici di nuova costruzione, dopo la fine dei lavori, o in alternativa dopo aver completato tutti gli interventi di ristrutturazione di una casa che vadano a modificare il 25% delle superfici dell’involucro del fabbricato stesso, quindi pareti o anche il tetto. Naturalmente a seconda dei lavori svolti, come l’inserimento di una caldaia o la sostituzione degli infissi, il certificato di prestazione energetica andrà aggiornato in maniera tempestiva per evitare le sanzioni precedentemente citate.


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