Bonus amianto 2026: puoi davvero ottenere un contributo per rimuoverlo da casa
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Quali sono gli incentivi per l'amianto nel 2026?
- Bonifica amianto, come risparmiare con il Bonus ristrutturazione
- Rimozione amianto, come richiedere l'Ecobonus
- Smaltimento dell'amianto: i contributi regionali per la bonifica
- Bonifica amianto: come funziona?
Hai appena comprato casa e hai scoperto che sotto quelle tegole c’è dell’amianto che nessuno ha mai rimosso?
In Italia sono ancora milioni gli edifici costruiti prima del 1992 — anno in cui l’amianto fu definitivamente vietato — che convivono con questo materiale pericoloso. La buona notizia è che nel 2026 non devi affrontare questa spesa da solo: esistono detrazioni fiscali e contributi concreti che possono abbattere in modo significativo il costo della bonifica. Scopriamo quali sono, come funzionano e soprattutto come accedervi senza perderti tra burocrazia e cavilli.
Quali sono gli incentivi per l’amianto nel 2026?
Parlare di un unico “Bonus amianto” può essere fuorviante, perché nel 2026 i privati hanno accesso a più strumenti diversi, ognuno con le sue regole e i suoi vantaggi. La scelta di quale usare dipende dal tipo di intervento che intendi fare e dalle caratteristiche del tuo immobile. Vediamoli nel dettaglio.
Bonifica amianto, come risparmiare con il Bonus ristrutturazione
Il Bonus ristrutturazione è l’incentivo principale per chi vuole rimuovere l’amianto da casa propria. È disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e prevede una detrazione fiscale sulle spese sostenute per la bonifica e il relativo smaltimento. L’Agenzia delle Entrate ha confermato esplicitamente che questo bonus si applica in modo indipendente dalla categoria edilizia dell’intervento e anche senza abbinarlo ad altri lavori di recupero edilizio. Tradotto in parole semplici: puoi portare in detrazione anche solo le spese di trasporto dell’amianto in discarica, affidate a un’azienda specializzata, senza dover fare nient’altro in casa.
La detrazione ordinaria è del 36%, calcolata su un massimo di 96.000 euro di spesa e suddivisa in 10 rate annuali di pari importo. Se l’immobile è la tua abitazione principale e sei il titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento, l’aliquota sale al 50%, una differenza tutt’altro che trascurabile quando si tratta di lavori che possono costare diverse migliaia di euro.
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AggiungiRimozione amianto, come richiedere l’Ecobonus
Se stai pensando di sostituire il tetto in eternit con una nuova copertura coibentata, o di installare un impianto fotovoltaico dopo aver rimosso le lastre di amianto, puoi accedere all’Ecobonus. In questo caso la rimozione dell’amianto rientra nell’incentivo perché viene considerata propedeutica e accessoria all’intervento di miglioramento energetico, a condizione che un tecnico abilitato attesti il collegamento tra le due operazioni e la congruità delle spese sostenute.
Le aliquote sono le stesse del Bonus Ristrutturazioni — 36% in via ordinaria e 50% per l’abitazione principale — ma il massimale di spesa sale a 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica globale. Vale la pena ricordare che, per accedere correttamente a questi incentivi, è necessario rispettare i termini per la Comunicazione ENEA: un adempimento che molti dimenticano, ma che può compromettere l’intera detrazione.
Smaltimento dell’amianto: i contributi regionali per la bonifica
In aggiunta agli incentivi fiscali nazionali, alcune Regioni hanno attivato bandi specifici che prevedono contributi a fondo perduto per le spese di smaltimento dell’amianto. Un esempio recente e significativo è quello delle Marche: con la legge regionale n. 17 del 24 luglio 2025, la Regione ha aggiornato la propria disciplina sugli incentivi, alzando il contributo massimo da 2.000 a 3.000 euro per intervento, pari al 60% delle spese di trasporto e smaltimento sostenute da privati e affidate a imprese autorizzate. Questi contributi si riferiscono esclusivamente alle spese di trasporto e smaltimento del rifiuto, e non coprono la rimozione fisica delle coperture né la realizzazione di manufatti sostitutivi.
Bonifica amianto: come funziona?
La bonifica dell’amianto è un’operazione regolamentata dalla legge e non può essere eseguita fai-da-te. Le fibre di amianto, se disperse nell’aria durante la rimozione, sono altamente pericolose per la salute e possono causare gravi patologie respiratorie, tra cui il mesotelioma. Per questo motivo, la legge italiana impone che l’intervento venga affidato esclusivamente a imprese specializzate e certificate, con personale formato e attrezzature idonee.
Quali sono le fasi della bonifica?
Prima di tutto, è necessaria una valutazione dello stato di conservazione del materiale. Non tutti gli elementi in amianto vanno rimossi immediatamente: se sono in buone condizioni e non si deteriorano, è possibile optare per un trattamento di incapsulamento, che isola le fibre senza rimuovere il materiale. Se invece l’amianto è friabile o danneggiato, la rimozione completa diventa obbligatoria.
L’azienda specializzata deve redigere un Piano di Lavoro da presentare alla ASL competente prima di avviare qualsiasi intervento. Durante i lavori vengono adottate tutte le misure di contenimento delle polveri, e il materiale rimosso viene trasportato e smaltito in discariche autorizzate, nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Per quanto riguarda i costi, la spesa per la bonifica di un tetto in amianto varia molto in base alla superficie, all’accessibilità, alla modalità di intervento scelta e alla zona geografica. In linea di massima, si parla di cifre che possono oscillare tra i 5 e i 15 euro al metro quadro solo per lo smaltimento, a cui si aggiungono i costi di rimozione e installazione della nuova copertura.
Hai dell’amianto in casa e non sai da dove iniziare?
La detrazione del 50% per l’abitazione principale, i contributi regionali e la possibilità di abbinare la bonifica a lavori di efficienza energetica rendono questo intervento molto più accessibile di quanto pensi. Per sfruttarli al meglio, però, serve un professionista esperto che sappia guidarti nella scelta dell’incentivo giusto, gestire le pratiche burocratiche e garantire un intervento a norma di legge. Richiedi subito fino a 5 preventivi gratuiti: confronta le offerte dei migliori specialisti nella tua zona e scegli quello più adatto alle tue esigenze!