Bonus Facciate 2026 per condominio, esiste?
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Esiste il Bonus Facciate 2026? Cosa sapere e quali alternative per il condominio

Esiste ancora il Bonus Facciate nel 2026? Scopri quali alternative puoi usare per il tuo condominio e come risparmiare fino al 50% sui lavori di facciata.

04-03-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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Se stai pensando di ristrutturare la facciata del tuo condominio e hai sentito parlare del Bonus Facciate, è importante che tu sappia subito una cosa: questa agevolazione non esiste più. La misura è scaduta il 31 dicembre 2022 e nessuna Legge di Bilancio successiva ne ha previsto il rinnovo. Ma questo non significa che tu debba rinunciare a riqualificare la facciata del tuo edificio: esistono alternative concrete e, in certi casi, persino più adatte alle esigenze di un condominio.

Il Bonus Facciate esiste ancora nel 2026?

No. Il Bonus Facciate — che nella sua versione originale del 2020 permetteva di detrarre fino al 90% delle spese per il rifacimento delle facciate esterne — è scaduto definitivamente alla fine del 2022. Nell’ultimo anno di vigenza, l’aliquota era già stata ridotta al 60%, ma la misura non è mai più tornata tra gli incentivi edilizi attivi. La Legge di Bilancio 2023, la 2024, la 2025 e quella attualmente in vigore non l’hanno mai ripristinata, né come detrazione diretta né in forma alternativa tramite sconto in fattura o cessione del credito.

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Questa è una distinzione importante: il Bonus Facciate non va confuso con altre agevolazioni ancora attive come il Bonus Ristrutturazione o l’Ecobonus, che coprono anche lavori sulle facciate ma con logiche, aliquote e requisiti differenti.

Quali bonus si possono usare oggi per la facciata del condominio?

La buona notizia è che, pur senza il Bonus Facciate, non sei rimasto senza strumenti. Le due agevolazioni principali su cui puoi contare nel 2026 sono il Bonus Ristrutturazione e l’Ecobonus, disciplinate rispettivamente dagli articoli 16 e 14 del TUIR come modificati dalla Legge di Bilancio 2026.

Il Bonus Ristrutturazione è lo strumento più flessibile per i lavori in facciata. Copre interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo su parti comuni degli edifici, con una detrazione del 50% per le prime case e del 36% per gli altri immobili. Il tetto di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Per un condominio, questo significa che il massimale si moltiplica per il numero di appartamenti coinvolti, rendendo il bonus particolarmente vantaggioso per gli edifici con molte unità. Nel 2027 le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%, motivo per cui il 2026 rappresenta l’ultimo anno davvero conveniente per avviare i lavori. Puoi approfondire cosa rientra in questo incentivo nell’articolo sugli incentivi 2026 per il condominio.

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L’Ecobonus, invece, è la scelta giusta quando l’intervento in facciata ha anche un obiettivo di efficienza energetica. Il caso più classico per un condominio è l’installazione del cappotto termico: pannelli isolanti applicati all’esterno della facciata che riducono le dispersioni di calore e abbassano i consumi energetici dell’intero edificio. Per accedere all’Ecobonus, il cappotto deve interessare almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e rispettare i requisiti tecnici previsti dal Decreto Ministeriale del 6 agosto 2020. In questo caso, la detrazione può arrivare al 50% per la prima casa (36% per gli altri immobili).

Come funziona la detrazione in condominio? Cosa sapere prima di deliberare i lavori

Per un condominio, la gestione delle detrazioni ha alcune particolarità rispetto a un intervento su un’abitazione privata. La prima cosa da sapere è che i lavori devono essere deliberati dall’assemblea condominiale e che l’amministratore si occupa degli adempimenti burocratici comuni. Le detrazioni spettanti vengono poi ripartite tra i singoli condomini in base ai millesimi di proprietà, e ciascuno le utilizza nella propria dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Per questo, prima di accedere al beneficio, ogni condomino deve essere in regola fiscalmente e capiente IRPEF: se non hai abbastanza imposta da pagare, non puoi sfruttare appieno la detrazione.

Un altro aspetto fondamentale riguarda i pagamenti: per accedere a qualsiasi bonus edilizio è obbligatorio usare il bonifico parlante, ovvero un bonifico che riporti la causale del versamento, il codice fiscale del condominio e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori. I pagamenti in contanti non sono mai ammessi e invalidano il diritto alla detrazione.

Vale anche la pena sapere che, nel caso del cappotto termico condominiale, la delibera assembleare ha regole specifiche: in virtù del Decreto Rilancio, è sufficiente la maggioranza delle persone presenti all’assemblea che rappresentino almeno un terzo del valore dell’edificio, una soglia più bassa rispetto alla norma prevista per le innovazioni straordinarie. Questo rende più semplice far approvare il progetto anche in condomini con una gestione più complessa.

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Domande frequenti:

  • Il Bonus Facciate è stato prorogato nel 2026?

    No, il Bonus Facciate non è stato prorogato. La misura è scaduta il 31 dicembre 2022 e nessuna Legge di Bilancio successiva ne ha previsto il rinnovo, né in forma diretta né tramite cessione del credito o sconto in fattura.

  • Quali bonus si possono usare per rifare la facciata del condominio nel 2026?

    Le alternative principali sono il Bonus Ristrutturazioni, che garantisce una detrazione del 50% per la prima casa, e l'Ecobonus, applicabile quando i lavori migliorano l'efficienza energetica dell'edificio, come nel caso del cappotto termico.

  • Conviene fare i lavori di facciata nel 2026 o aspettare il 2027?

    Conviene agire nel 2026: le aliquote del Bonus Ristrutturazione e dell'Ecobonus scenderanno nel 2027 (dal 50% al 36% per la prima casa), quindi anticipare i lavori permette di sfruttare le condizioni fiscali ancora più favorevoli.

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