Vuoi chiedere il Bonus Ristrutturazione? 5 cose da sapere prima di iniziare i lavori
Il Bonus Ristrutturazione 2026 è tra le agevolazioni più interessanti dell'anno: scopri 5 cose da sapere prima di chiederlo
Maria Francesca Pinna
Content Manager
- Puoi chiedere il bonus anche se non sei proprietario
- L’immobile deve essere già esistente e regolare
- Conta cosa ristrutturi, non solo quanto spendi
- Il tetto massimo è 96.000 euro per casa, non per persona
- Senza pagamenti corretti, perdi il bonus
Ristrutturare casa è una scelta importante, spesso legata a un’esigenza concreta: migliorare gli spazi, sistemare un bagno che non funziona più, rendere l’abitazione più efficiente o semplicemente aumentare il valore dell’immobile.
Il Bonus Ristrutturazione 2026 può aiutarti a ridurre i costi, ma solo se conosci bene le regole prima di iniziare.
Ecco 5 cose fondamentali da sapere per evitare errori e sfruttare l’agevolazione.
Puoi chiedere il bonus anche se non sei proprietario
Quello per la ristrutturazione è tra i Bonus Casa 2026 più richiesti e interessanti: una delle cose più importanti da sapere è che non è riservato solo a chi è proprietario dell’immobile. Possono accedervi anche gli usufruttuari e i titolari del diritto di uso o abitazione, inquilini e comodatari, con il consenso scritto del proprietario, soci di cooperative e imprenditori individuali, per immobili non strumentali
Per ottenere il bonus devi sostenere tu la spesa e avere un titolo che ti lega all’immobile.
Per esempio, immaginiamo che tu viva in affitto e voglia richiedere il bonus ristrutturazione per il bagno perché è vecchio e poco funzionale. Il proprietario in questo caso deve essere d’accordo e rilasciarti un’autorizzazione scritta. I lavori e i pagamenti li fai tu, con bonifico parlante intestato a te. In questo caso puoi detrarre le spese nella tua dichiarazione dei redditi, anche se la casa non è di tua proprietà. Lo stesso vale se vivi in una casa concessa in comodato da un familiare o se hai il diritto di usufrutto: se paghi tu i lavori e hai un titolo valido, il bonus spetta a te.
L’immobile deve essere già esistente e regolare
Il bonus vale solo per edifici già esistenti e correttamente accatastati (o con accatastamento in corso). L’agevolazione non è ammessa per immobili in costruzione, nuove edificazioni e abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8, A/9, salvo casi specifici). Prima di iniziare i lavori, è fondamentale verificare che la situazione catastale sia in ordine.
Conta cosa ristrutturi, non solo quanto spendi
Il Bonus Ristrutturazione 2026 copre soprattutto interventi di tre tipologie:
- manutenzione straordinaria (rifacimento bagno, impianti, infissi)
- restauro e risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia vera e propria
Aggiungi Pgcasa alle tue fonti Google preferite
AggiungiNon rientrano, invece, i lavori di semplice manutenzione ordinaria, come tinteggiatura della casa, se fatti su singole unità immobiliari. Perciò è molto importante capire quali interventi inserire nel progetto e assicurarsi che siano agevolabili. L’aiuto di un esperto tecnico, come un geometra o un ingegnere, permette di costruire un progetto mirato per l’abitazione, inquadrando il budget e gli interventi da agevolare in modo più corretto.
Il tetto massimo è 96.000 euro per casa, non per persona
Il Bonus Ristrutturazione 2026 prevede una detrazione fiscale del 50% della spesa totale per la prima casa e del 36% per seconde case, ma solo fino a 96.000 euro per unità immobiliare.
Questo significa che se, per esempio, spendi 80.000 euro, puoi detrarre fino a 40.000. Ma se la tua spesa per la ristrutturazione arriva a 120.000 euro, allora il bonus si ferma comunque a 96.000. La detrazione viene recuperata in 10 anni, direttamente nella dichiarazione dei redditi.
Senza pagamenti corretti, perdi il bonus
Il momento del pagamento è uno dei più importanti per ottenere il bonus. Infatti, tutte le spese devono essere pagate con bonifico parlante, un documento che attesta la causale del versamento, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA o CF dell’impresa. Pagamenti in contanti, assegni o bonifici sbagliati fanno perdere il diritto alla detrazione.
Il Bonus Ristrutturazione 2026 è un’opportunità concreta, ma funziona solo se tutto è pianificato prima: lavori, pagamenti, documenti e tempi.
Affidarsi a professionisti e chiarire subito cosa rientra nel bonus è il modo migliore per evitare sorprese.
Per approfondimento: Come ristrutturare casa: guida con idee, costi, incentivi e preventivo
Vuoi ristrutturare casa?
Su PagineGialle Casa puoi confrontare fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati da professionisti della tua zona e capire subito costi, lavori e agevolazioni disponibili. Ti basta compilare il form online rispondendo a poche e semplici domande. I preventivi arrivano via e-mail e sono senza impegno.
Domande frequenti:
-
Chi può richiedere il Bonus Ristrutturazione 2026?
Il bonus può essere richiesto non solo dai proprietari, ma anche da usufruttuari, inquilini e comodatari (con consenso scritto del proprietario), soci di cooperative e imprenditori individuali per immobili non strumentali, purché sostengano direttamente la spesa.
-
Quali lavori rientrano nel Bonus Ristrutturazione 2026?
Sono ammessi gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Restano esclusi i lavori di manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni, come la semplice tinteggiatura.
-
Come devono essere effettuati i pagamenti per non perdere il bonus?
Tutte le spese devono essere pagate con bonifico parlante, indicando causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA o codice fiscale dell’impresa. Pagamenti in contanti o con modalità diverse fanno perdere la detrazione.