Come funziona il Bonus Ristrutturazione 2026: cosa comprende e come ottenerlo
Vuoi ristrutturare casa nel 2026? Scopri aliquote aggiornate per prima e seconda casa, lavori ammessi, limiti di spesa e come ottenere la detrazione senza errori
Maria Francesca Pinna
Content Manager
- Bonus Ristrutturazione 2026 per la prima casa
- Bonus Ristrutturazione 2026 per la seconda casa
- Cosa comprende il Bonus Ristrutturazione 2026
- Come ottenere il Bonus Ristrutturazione 2026
- Cosa cambia per chi supera 75.000 euro di reddito
Il Bonus Ristrutturazione 2026 resta uno degli incentivi più utilizzati da chi vuole intervenire sulla propria casa. Inizialmente la Legge di Bilancio aveva previsto una riduzione delle aliquote, ma il quadro definitivo ha confermato la detrazione al 50% per le prime case e al 36% per le seconde case.
In questa guida vediamo tutte le novità del 2026, quali lavori rientrano nell’agevolazione e quali regole rispettare per non perdere il beneficio fiscale.
Bonus Ristrutturazione 2026 per la prima casa
Nel 2026 chi effettua lavori sulla prima casa può beneficiare della detrazione Irpef al 50%, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Significa che è possibile recuperare fino a 48.000 euro, suddivisi in 10 rate annuali di pari importo.
L’aliquota maggiorata spetta però solo se sono rispettate alcune condizioni precise:
- il contribuente deve essere proprietario dell’immobile (anche nudo proprietario o titolare di proprietà superficiaria) oppure titolare di un diritto reale di godimento come usufrutto, uso o abitazione;
- l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale, cioè deve rappresentare la dimora abituale del contribuente (o dei suoi familiari).
Un aspetto importante prima di fare i lavori di ristrutturazione: se al momento dell’avvio dei lavori l’immobile non è ancora abitazione principale, la detrazione al 50% è comunque riconosciuta a condizione che lo diventi al termine degli interventi.
In presenza di questi requisiti, il beneficio resta valido per tutto il periodo di fruizione delle rate, anche se negli anni successivi l’immobile non viene più utilizzato come abitazione principale.
Bonus Ristrutturazione 2026 per la seconda casa
Per le spese sostenute nel 2026 su immobili diversi dall’abitazione principale, quindi seconde case come case vacanza o immobili dati in locazione, la detrazione Irpef è pari al 36%, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
In concreto, è possibile recuperare fino a 34.560 euro, suddivisi in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
L’agevolazione spetta ai contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sulla base di un titolo idoneo (proprietà, usufrutto, uso, abitazione, locazione o comodato), purché sostengano effettivamente la spesa e rispettino tutti gli adempimenti previsti, a partire dal pagamento tramite bonifico parlante.
A differenza della prima casa, per le seconde case non si applica l’aliquota maggiorata del 50%, ma resta valida la percentuale ordinaria prevista per il 2026.
Cosa comprende il Bonus Ristrutturazione 2026
Il Bonus Ristrutturazione 2026 copre gli interventi di recupero del patrimonio edilizio su immobili residenziali, sia singole unità abitative sia parti comuni condominiali.
Rientrano nel Bonus Ristrutturazione i seguenti interventi edilizi:
- manutenzione straordinaria, ovvero modifiche rilevanti senza ampliamento volumetrico, ad esempio rifacimento impianti, sostituzione infissi con modifica di materiale o tipologia, realizzazione o integrazione dei servizi igienici;
- restauro e risanamento conservativo, cioè lavori che rinnovano l’edificio mirando alla sua tutela e conservazione, senza modifiche della struttura(diffuso in edifici storici, per esempio)
- ristrutturazione edilizia vera e propria, come modifiche strutturali, demolizione e ricostruzione nei limiti consentiti, apertura di nuove porte e finestre).
Questi sono i tre pilastri del Bonus Ristrutturazione, se almeno uno di questi viene inserito nel progetto, allora nel bonus possono rientrare anche lavori di altro tipo, come interventi di messa in sicurezza dell’immobile e per la prevenzione di furti, come l’installazione di porte blindate o sistemi di allarme; lavori per il risparmio energetico, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio dell’abitazione; ma anche opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche (ricordiamo che il Bonus Barriere Architettoniche è scaduto nel 2025 anche se si parla di una proroga) e altri.
Per valutare quali interventi eseguire, il consiglio è di affidarsi a un’impresa qualificata e un tecnico come ingegnere, geometra o architetto che possa elaborare un progetto completo di ristrutturazione. Sono comprese anche le spese collegate ai lavori, come progettazione, perizie tecniche, oneri di urbanizzazione, IVA e diritti amministrativi.
Come ottenere il Bonus Ristrutturazione 2026
Per beneficiare della detrazione è necessario rispettare alcune regole precise.
Prima di tutto, i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante, cioè un bonifico bancario o postale che riporti:
- la causale del versamento relativa ai lavori di ristrutturazione,
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione,
- la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori.
La detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi, ed è quindi fondamentale conservare tutta la documentazione: fatture, ricevute dei bonifici, eventuali titoli abilitativi edilizi e comunicazioni richieste dalla normativa.
In caso di lavori su parti comuni condominiali, sarà l’amministratore a rilasciare la certificazione con l’importo detraibile per ciascun condomino. Alla fine dei lavori è consigliabile inviare la Comunicazione a ENEA.
Per approfondire: Come ristrutturare casa? Guida con costi, bonus, interventi e idee
Cosa cambia per chi supera 75.000 euro di reddito
Dal 2025 è stato introdotto un limite complessivo alle detrazioni Irpef per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Il Bonus Ristrutturazione non viene eliminato né ridotto nell’aliquota, ma la sua fruizione rientra in un tetto massimo annuale di spese detraibili.
Il meccanismo funziona così:
- se il reddito complessivo è tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base detraibile è pari a 14.000 euro;
- se il reddito supera 100.000 euro, l’importo base scende a 8.000 euro.
Questo importo va moltiplicato per un coefficiente che varia in base al numero di figli fiscalmente a carico (da 0,50 fino a 1,00). Il risultato rappresenta il plafond massimo di detrazioni utilizzabili ogni anno.
Nel caso del Bonus Ristrutturazione, conta solo la rata annuale (non l’intera spesa sostenuta). Se, ad esempio, la rata del bonus è pari a 3.000 euro, questa si somma alle altre detrazioni spettanti (spese sanitarie, interessi mutuo, ecc.) e deve rientrare nel limite complessivo consentito.
In sintesi, sopra i 75.000 euro di reddito non cambia la percentuale del bonus, ma può cambiare la quota effettivamente detraibile ogni anno, in base alla propria situazione fiscale.
Per approfondire: Speciale Bonus Casa 2026, guida completa sulle detrazioni confermate
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Domande frequenti:
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Qual è la differenza tra Bonus Ristrutturazione prima e seconda casa nel 2026?
Per la prima casa la detrazione è del 50% fino a 96.000 euro di spesa (massimo 48.000 euro recuperabili), mentre per la seconda casa l’aliquota scende al 36% con lo stesso limite di spesa.
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Quali lavori rientrano nel Bonus Ristrutturazione 2026?
Sono ammessi interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Se presenti queste tre tipologie di intervento, è possibile integrare anche ulteriori lavori come messa in sicurezza, risparmio energetico ed eliminazione delle barriere architettoniche.
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Come si ottiene la detrazione del Bonus Ristrutturazione 2026?
È necessario pagare con bonifico parlante indicando causale, codice fiscale e partita IVA dell’impresa, conservare tutta la documentazione e recuperare l’importo in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi.
