Case green, la direttiva costa all'Italia 85 miliardi
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Case green, entro maggio la nuova direttiva: per l'Italia il costo è di 85 miliardi

Vuoi sapere quanto costerà l'adeguamento alla direttiva Case green? Scopri scadenze, investimenti previsti di 85 miliardi e opportunità economiche da 280 miliardi per l'Italia.

26-01-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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Se stai pensando di ristrutturare casa o semplicemente vuoi capire come migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione, c’è una novità normativa che devi conoscere. Entro il 29 maggio 2026 l’Italia dovrà recepire la direttiva europea Case green, che introduce nuovi standard per le prestazioni energetiche degli edifici residenziali. Questo significa che nei prossimi anni molte case dovranno essere adeguate per ridurre i consumi energetici, con interventi che coinvolgeranno milioni di abitazioni in tutta Italia.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede questa normativa, quali sono i costi stimati e soprattutto come puoi affrontare questo cambiamento nel modo più vantaggioso.

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Cos’è la direttiva Case green e quando entra in vigore in Italia?

Il 29 maggio 2026 segna una data cruciale per il settore edilizio italiano: entro questa scadenza il nostro Paese dovrà infatti recepire nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, meglio nota come direttiva Case green.

La normativa europea stabilisce obiettivi ambiziosi e vincolanti per gli edifici residenziali: una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Si tratta di un cambiamento epocale che coinvolgerà milioni di abitazioni in tutta Italia, richiedendo interventi di riqualificazione energetica diffusi su tutto il territorio nazionale.

Quanto costerà adeguarsi alla normativa europea?

I numeri della direttiva Case green sono imponenti: secondo le stime di Sima e Velux Italia, il costo per l’Italia si aggira intorno agli 85 miliardi di euro entro il 2030, cifra destinata esclusivamente agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Tuttavia, guardare solo ai costi sarebbe riduttivo. Questa rivoluzione energetica genererà infatti un giro d’affari complessivo di 280 miliardi di euro, considerando gli impatti diretti, indiretti e l’indotto economico. Significa che ogni euro investito in riqualificazione energetica produrrà un effetto moltiplicatore sull’economia, creando opportunità per imprese edili, fornitori di materiali, professionisti del settore e tutta la filiera collegata.

L’investimento richiesto è certamente significativo, ma va inquadrato in una prospettiva più ampia: la riduzione dei consumi energetici comporterà risparmi nelle bollette per milioni di famiglie italiane, mentre il miglioramento della qualità abitativa porterà benefici sanitari ed economici misurabili nel medio-lungo periodo.

Per approfondire: Speciale Bonus Casa 2026, guida completa sulle detrazioni confermate

Come migliorare l’efficienza energetica?

Quando si parla di riqualificazione energetica, l’errore più comune è pensare esclusivamente ai consumi e ai costi delle bollette. In realtà, gli studi più recenti dimostrano che la qualità degli ambienti interni genera benefici che vanno ben oltre il semplice risparmio economico, influenzando la salute, il benessere e persino la produttività di chi vive quegli spazi ogni giorno.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda lo sfruttamento della luce naturale. Ottimizzare l’ingresso di luce solare all’interno della casa non significa solo ridurre i consumi elettrici per l’illuminazione, che possono diminuire tra il 16% e il 20% nel settore residenziale, ma anche migliorare significativamente il comfort abitativo. Altrettanto importante è l’adozione di strategie passive di adattamento climatico rappresentate, ad esempio, dalle schermature solari, che permettono di gestire il comfort termico senza dipendere eccessivamente dai sistemi di climatizzazione.

L’approccio migliore alla riqualificazione energetica dovrebbe quindi integrare diverse soluzioni: dalla ventilazione naturale all’isolamento termico, dalle finestre ad alte prestazioni ai sistemi di ombreggiamento, fino all’utilizzo di materiali sostenibili. Per affrontare questi interventi nel modo corretto, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati che sappiano valutare le specifiche esigenze della tua abitazione e proporti le soluzioni più efficaci.

Vuoi adeguare la tua casa ai nuovi standard energetici?

La scadenza di maggio 2026 si avvicina e pianificare per tempo gli interventi di riqualificazione energetica può aiutarti a risparmiare e a scegliere le soluzioni migliori per la tua abitazione. Affidati a professionisti esperti che sapranno guidarti nella scelta degli interventi più adatti: richiedi preventivi gratuiti su PagineGialle Casa per la ristrutturazione della tua casa e scopri come migliorare l’efficienza energetica risparmiando sui consumi futuri.

Domande frequenti:

  • Cosa succede se non si adegua la casa entro il 2030?

    Se la tua casa non rispetterà gli standard di riduzione dei consumi energetici previsti dalla direttiva, potrebbe subire una svalutazione sul mercato immobiliare e risultare meno appetibile per eventuali acquirenti o affittuari.

  • Quali sono le case non vendibili dal 2030?

    La direttiva non prevede un divieto esplicito di vendita, ma gli edifici con classi energetiche più basse diventeranno progressivamente meno competitivi sul mercato, comportando difficoltà nella vendita e una riduzione significativa del valore immobiliare.

  • Cosa prevede la nuova legge europea sulle case?

    La normativa europea impone agli edifici residenziali una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, richiedendo interventi di riqualificazione che migliorino sia l'efficienza energetica che la qualità degli ambienti interni.

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