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Cosa sapere per rendere abitabile il sottotetto

Il sottotetto di un’abitazione può essere trasformato in un ambiente abitabile, ma deve rispettare alcune caratteristiche: ecco cosa c’è da sapere

24-09-2021
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I sottotetti e le soffitte sono ambienti di una casa che racchiudono un grande potenziale a livello di progettazione. Quando le dimensioni lo permettono, possono essere trasformati in un ambiente abitabile, così da aggiungere un locale alla propria casa e far acquisire un valore superiore all’intero immobile. Per poter sfruttare questo ambiente e ottenere l’abitabilità, il sottotetto deve soddisfare diversi requisiti, a partire da un’altezza minima che è sancita dalle normative vigenti in materia, oltre che il rispetto di tutte le condizioni di illuminazione e riciclo dell’aria. Inoltre, è possibile usufruire delle agevolazioni previste dal Superbonus 110% e dal bonus ristrutturazioni del 50%. Ecco cosa c’è da sapere per rendere abitabile il sottotetto.

Sottotetto abitabile: i requisiti costruttivi

Secondo la normativa vigente, un sottotetto è considerato abitabile quando l’altezza minima dal pavimento al soffitto è di 2,7 metri per gli ambienti vivibili e di 2,4 metri per i locali di servizio, come ad esempio bagni e corridoi. L’altezza minima si abbassa ulteriormente a 2,1 metri per la parete dei bagni dove vengono posizionati i sanitari, come water e bidet. Nel caso in cui si vogliano realizzare armadi o ripostigli, le altezze possono essere inferiori quali 1,5 metri. La normativa regionale in alcuni casi prevede altezze minime inferiori: ad esempio, nei comuni montani l’altezza minima è di 2,55 metri, ma dipende dalle singole Regioni.

Inoltre, il rapporto aero-illuminante, cioè il rapporto tra la superficie di calpestio e le finestre, è inferiore a un ottavo perché non può garantire il grado di luminosità e di ricambio d’aria sufficiente previsto dalla legge. E’ possibile in alcuni casi aprire lucernai o finestre per illuminare i locali e raggiungere il rapporto aero-illuminante necessario a sancirne l’abitabilità.

Sottotetto abitabile: quali permessi

Quando il sottotetto è accatastato come un locale di deposito, di categoria C/2, per ottenerne l’abitabilità e quindi la trasformazione in categoria A/2 è necessario fare un lavoro di ristrutturazione. Per poter eseguire i lavori, sarà necessario che un tecnico qualificato, come un geometra, un architetto o un ingegnere edile, attesti che il sottotetto rispetta i requisiti sopra elencati e può essere dato il via alla trasformazione.

Per avviare i lavori, sarà necessario richiedere un apposito permesso al Comune. Secondo la sentenza 341/2021 del Tar della Liguria, per poter procedere con la ristrutturazione di sottotetto e il cambio di destinazione d’uso è necessario presentare un permesso a costruire, oppure una SCIA alternativa al permesso di costruire, chiamata anche Super SCIA. La differenza tra una semplice SCIA e una Super SCIA è che, nel secondo caso, i lavori possono essere iniziati dopo 30 giorni dalla sua presentazione, cioè al termine del periodo che il Comune ha per notificare a chi li esegue che non sono rispettati i requisiti. Scaduto tale termine, si potrà procedere per accettazione della Super SCIA con silenzio assenso.

Sottotetto abitabile e bonus: quale usare?

Al momento le detrazioni per chi effettua lavori di ristrutturazione in casa o riqualificazione energetica sono il Superbonus 110% e il bonus ristrutturazioni del 50%. La detrazione fiscale del 110% è concessa se i lavori di riqualificazione energetica riguardano anche il tetto e in particolare il sottotetto, che potrà essere coibentato anche se non è riscaldato. L’intervento deve essere associato a un lavoro trainante per poter usufruire del Superbonus e anche la mansarda al termine dei lavori dovrà garantire un salto di 2 classi energetiche.

Se i lavori non rientrano nel Superbonus 110%, per rendere abitabile il sottotetto si potranno utilizzare le detrazioni del 50% previste dal bonus ristrutturazioni. In questo caso, il bonus comprende i lavori di ridistribuzione interna dei locali, con il cambio di destinazione d’uso, che la riparazione del tetto, la sostituzione di apparecchi sanitari. Tutte queste operazioni rientrano nel limite di spesa di 96mila euro fissate dall’agevolazione fiscale.

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