Qual è la differenza tra Ecobonus e Bonus Casa ENEA? Guida al portale per gli incentivi edilizi 2025/2026
Ecobonus o Bonus Casa ENEA? Scopri quale scegliere, come ottenere le detrazioni e risparmiare davvero sulla tua ristrutturazione con una guida chiara e aggiornata.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Cos'è l'ENEA e perché è importante per i bonus edilizi
- Ecobonus e Bonus casa: quali sono le differenze principali
- Come fare la comunicazione ENEA?
- Quali interventi rientrano nel Bonus casa e nell'Ecobonus?
- Cosa occorre inviare all'ENEA per la detrazione fiscale del 50%?
Hai deciso di migliorare l’efficienza energetica della tua casa o di avviare una ristrutturazione, ma non sai quale agevolazione fiscale utilizzare? Capire le differenze tra Ecobonus e Bonus casa ENEA è fondamentale per non perdere l’opportunità di risparmiare migliaia di euro sui tuoi interventi edilizi. Nel 2025 e 2026 le regole sono cambiate radicalmente, con nuove aliquote unificate e requisiti più stringenti: ecco tutto quello che devi sapere per muoverti con sicurezza sul portale ENEA e ottenere le detrazioni che ti spettano.
Cos’è l’ENEA e perché è importante per i bonus edilizi
L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) è l’ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle tecnologie innovative. Il suo ruolo è cruciale per chi vuole accedere alle detrazioni fiscali legate agli interventi edilizi: attraverso il portale ENEA (disponibile all’indirizzo bonusfiscali.enea.it) devi infatti registrare obbligatoriamente i dati relativi ai lavori di efficientamento energetico e ristrutturazione per poter usufruire delle agevolazioni previste dalla legge.
Dal 30 giugno 2025 il nuovo portale ENEA è operativo per l’invio dei dati sugli interventi di efficienza energetica con fine lavori nel 2024 e 2025. La trasmissione dei dati è obbligatoria per beneficiare delle detrazioni fiscali dell’Ecobonus e del Bonus Casa quando gli interventi comportano un risparmio energetico o l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Ecobonus e Bonus casa: quali sono le differenze principali
La distinzione fondamentale tra i due incentivi riguarda esclusivamente la tipologia di interventi che puoi realizzare. L’Ecobonus è specificamente dedicato agli interventi di risparmio energetico su edifici già esistenti, come l’installazione di pompe di calore, caldaie a condensazione, pannelli solari termici, coibentazione dell’involucro e sostituzione di infissi con caratteristiche energetiche certificate. Il Bonus Casa si applica invece agli interventi di ristrutturazione edilizia più generici, che possono includere anche lavori che non hanno necessariamente un impatto energetico, come rifacimenti di bagni, cucine, pavimenti e impianti.
La vera novità del 2025 è che le aliquote di detrazione sono state completamente unificate. Sia per l’Ecobonus che per il Bonus Casa, per interventi sull’abitazione principale l’aliquota di detrazione è fissata al 50% nel 2025, per poi scendere al 36% nel 2026 e 2027. Per interventi su seconde case o immobili diversi, le aliquote sono ridotte al 36% nel 2025 e al 30% nel 2026 e 2027. Questo significa che non esistono più le percentuali differenziate del passato (65%, 70%, 75%, 80%, 85%) che variavano in base alla tipologia specifica di intervento energetico.
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AggiungiLa detrazione si ripartisce in 10 quote annuali di pari importo e viene recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi. Il limite massimo di spesa varia a seconda del tipo di intervento: per esempio, per la sostituzione di infissi e serramenti il tetto è di 60.000 euro, mentre per interventi più complessi come la riqualificazione energetica globale si può arrivare a 100.000 euro.
Come fare la comunicazione ENEA?
Per accedere al portale ENEA e registrare i tuoi interventi, devi sapere che la dichiarazione può essere effettuata da tre soggetti diversi. Il beneficiario è colui che usufruisce direttamente della detrazione fiscale. In alternativa può occuparsene un intermediario, ovvero una persona terza delegata che compila la documentazione per conto del beneficiario, di una persona giuridica o di un condominio. Infine, può registrarsi anche una persona giuridica, come un’associazione o una società in possesso di partita IVA.
L’accesso al portale è consentito solo con SPID o CIE intestati a persona fisica per i beneficiari privati, mentre le persone giuridiche accedono tramite email e password. Una volta registrato, puoi accedere alla sezione dedicata al tuo bonus specifico (Ecobonus o Bonus Casa) dove hai la possibilità di caricare, modificare e consultare tutte le schede relative agli interventi che hai realizzato. L’interfaccia è stata rinnovata nel 2025 per semplificare la compilazione e ridurre gli errori più comuni.
Quali interventi rientrano nel Bonus casa e nell’Ecobonus?
Il Bonus casa copre una vasta gamma di interventi di ristrutturazione edilizia. Puoi utilizzarlo per la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia vera e propria. Rientrano quindi lavori come il rifacimento di impianti elettrici e idraulici, la sostituzione di pavimenti e rivestimenti, la realizzazione di nuovi bagni, l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, il consolidamento statico e la bonifica dall’amianto.
Anche alcuni interventi con risvolti energetici possono rientrare nel Bonus casa, come l’installazione di impianti fotovoltaici (se collegati a una ristrutturazione), la coibentazione dell’involucro, la sostituzione di infissi e l’acquisto di elettrodomestici efficienti. Per questi ultimi, devono essere di classe energetica A+ (i forni bastano classe A), mentre per piani cottura e asciugatrici la classe non è specificata. L’acquisto di elettrodomestici è detraibile solo se avviene nell’ambito di una ristrutturazione.
L’Ecobonus è invece riservato specificamente agli interventi che migliorano le prestazioni energetiche dell’edificio. Puoi utilizzarlo per installare caldaie a condensazione di classe A con sistemi di termoregolazione evoluta, pompe di calore per riscaldamento e produzione di acqua calda, collettori solari termici, generatori ibridi che combinano caldaia e pompa di calore, sistemi di building automation per la gestione automatica degli impianti di climatizzazione.
Rientrano nell’Ecobonus anche la coibentazione di pareti, tetti e pavimenti, la sostituzione di serramenti e infissi con prestazioni certificate, l’installazione di schermature solari come tende, persiane e veneziane, e gli scaldacqua a pompa di calore. Per tutti questi interventi, dal 2025, valgono le stesse aliquote del Bonus Casa: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni.
Cosa occorre inviare all’ENEA per la detrazione fiscale del 50%?
Il termine per l’invio dei dati all’ENEA è di 90 giorni dalla fine dei lavori. Questa scadenza è tassativa per non perdere il diritto alla detrazione fiscale. Per i lavori conclusi tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025, il termine dei 90 giorni decorre dal 30 giugno 2025, data di messa online del nuovo portale, con scadenza fissata al 29 settembre 2025.
Dopo aver compilato tutte le schede descrittive dell’intervento sul portale, devi allegare una serie di documenti fondamentali. Serve il documento di identità di chi ha effettuato il bonifico e ha diritto alla detrazione, la visura dell’immobile su cui hai realizzato gli interventi e la planimetria catastale, necessaria per calcolare la superficie dell’immobile.
Devi inoltre fornire informazioni tecniche aggiuntive sull’oggetto degli interventi, come il rendimento, la potenza, la classe energetica e la trasmittanza termica. Non dimenticare la fattura di fornitura e installazione e, quando richiesta, l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato sulla conformità dell’intervento ai requisiti normativi. Quest’ultima non è necessaria per interventi in edilizia libera o per lavori con importo complessivo inferiore a 10.000 euro.
Un aspetto importante riguarda il pagamento: per beneficiare delle detrazioni devi utilizzare il bonifico parlante, una modalità specifica che riporta il riferimento normativo dell’agevolazione, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o codice fiscale del destinatario del pagamento. Solo i pagamenti tracciati in questo modo danno diritto alla detrazione.
In caso di ritardo nell’invio della documentazione oltre i 90 giorni, puoi comunque rimediare inviando tutto prima che l’inadempienza venga contestata, allegando però un versamento di 250 euro a titolo di sanzione. Questa possibilità rappresenta una valvola di sicurezza, ma è sempre meglio rispettare i termini per evitare complicazioni.
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