Bonus Ristrutturazione, la guida dell'Agenzia delle Entrate
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Dubbi sul Bonus ristrutturazione 2026? Tutte le risposte date dall'Agenzia delle Entrate

Quali lavori puoi detrarre nel 2026? Scopri le novità sul bonus ristrutturazione: doppia aliquota, esclusioni e tetto per redditi sopra 75.000 euro.

14-04-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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Sai davvero come funziona il Bonus ristrutturazione nel 2026?

Le regole sono cambiate, e non di poco. Quest’anno ci sono due aliquote diverse a seconda dell’immobile, le caldaie a gas sono state escluse in modo definitivo e chi supera 75.000 euro di reddito si trova davanti a nuovi limiti sulle detrazioni. Novità che possono fare una differenza concreta sul risparmio finale, soprattutto se stai pianificando lavori importanti. L’Agenzia delle Entrate ha risposto ai dubbi più frequenti dei contribuenti. Ecco tutto quello che devi sapere, in modo chiaro, prima di avviare qualsiasi intervento.

Quali sono le aliquote del Bonus ristrutturazione nel 2026

La novità più importante del 2026 è la doppia aliquota. Per gli interventi sull’abitazione principale la detrazione resta al 50%, con un tetto di spesa di 96.000 euro. Per tutti gli altri immobili scende al 36%, con un limite massimo di 48.000 euro.

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Questa distinzione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, sta a significare che chi ristruttura una seconda casa o un immobile diverso dalla propria residenza principale recupera una quota sensibilmente inferiore rispetto a chi interviene sulla prima abitazione.

Quali lavori rientrano nel Bonus ristrutturazione 50%

Sono agevolabili gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su unità abitative e relative pertinenze.

Tra i lavori più comuni ammessi troviamo:

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  • rifacimento di impianti idraulici ed elettrici;
  • sostituzione di infissi e serramenti;
  • interventi su bagni e cucine;
  • rifacimento di pavimenti e rivestimenti;
  • installazione di scale interne e opere edili di carattere strutturale.

La manutenzione ordinaria è ammessa solo sulle parti comuni condominiali, non sulle singole unità abitative.

Chi può portare in detrazione le spese di ristrutturazione

Possono usufruire del bonus tutti i contribuenti IRPEF: proprietari, titolari di usufrutto, uso o abitazione, familiari conviventi del proprietario e soci di cooperative. Non è necessario essere intestatari dell’immobile, basta averne la disponibilità.

Attenzione al pagamento: le spese devono essere sostenute tramite bonifico bancario o postale con causale specifica, indicando il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa esecutrice. Senza questa tracciabilità la detrazione decade.

Quali caldaie non rientrano nel Bonus ristrutturazione

Dal 2025, le caldaie a gas e, più in generale, tutti i generatori di calore alimentati a combustibili fossili sono espressamente esclusi dal Bonus ristrutturazione. La misura è allineata agli obiettivi della Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici. Sostituire una vecchia caldaia a gas con un nuovo modello a gas non dà diritto ad alcuna agevolazione. Restano invece ammissibili le pompe di calore, i sistemi ibridi e gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Qual è il limite di reddito per le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni nel 2026

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni che si possono indicare in dichiarazione dei redditi. Il limite reddituale riguarda chi guadagna più di 75.000 euro lordi all’anno e cambia in base al numero di figli a carico:

  • senza figli: massimo 14.000 euro di detrazioni totali;
  • con uno o due figli: massimo 21.000 euro;
  • con più di due figli, o con un figlio disabile: massimo 28.000 euro.

Questo tetto vale per la somma di tutte le detrazioni, non solo per il Bonus ristrutturazione. Quindi spese mediche, scolastiche e altri bonus concorrono allo stesso limite. Se sei vicino a questa soglia di reddito, conviene farsi aiutare da un commercialista prima di presentare la dichiarazione.

Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee

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Domande frequenti:

  • Qual è la percentuale del Bonus ristrutturazione nel 2026?

    Nel 2026 l'aliquota è del 50% per gli interventi sull'abitazione principale, con un tetto di spesa di 96.000 euro. Per tutti gli altri immobili scende al 36%, con un limite massimo di 48.000 euro.

  • La sostituzione della caldaia a gas rientra nel Bonus ristrutturazione 2026?

    No. Dal 2025 le caldaie a gas e tutti i generatori alimentati a combustibili fossili sono esclusi dal bonus ristrutturazione. Per la sostituzione dell'impianto di riscaldamento sono agevolabili solo pompe di calore, sistemi ibridi e impianti a fonti rinnovabili.

  • Chi ha un reddito alto può usare il Bonus ristrutturazione 2026?

    Sì, ma con dei limiti. Chi supera 75.000 euro di reddito annuo ha un tetto massimo sulle detrazioni totali indicabili in dichiarazione: 14.000 euro senza figli a carico, 21.000 euro con uno o due figli, 28.000 euro con più di due figli o un figlio disabile. Il limite vale su tutte le detrazioni, non solo sul bonus ristrutturazione.

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