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Permesso di costruire: quando e dove richiederlo

Alcuni interventi edili implicano la richiesta del permesso di costruire. Ecco come farne domanda e in quali casi va presentata secondo la Legge italiana attuale

permessi per costruire
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Avete comprato un terreno e volete costruirci sopra un immobile, oppure volete fare delle ristrutturazioni importanti ad un immobile già esistente? Oltre a trovare l’impresa e ad avere un buon progetto, dovrete preoccuparvi di avere tutti permessi necessari per effettuare i lavori. Oggi parliamo del permesso di costruire, spiegandovi tutti i documenti necessari, gli obblighi e le sanzioni in caso d’inadempienza.

Quando richiedere il permesso di costruire?

Gli interventi e la tipologia di costruzione che può essere deliberata, viene deciso a livello nazionale tramite il piano regolatore, le regioni possono dare alcune direttive a propria discrezione senza però andare contro alle norme statali.

A differenza di altri interventi che non richiedono particolari permessi, secondo l’Art. 10 del T.U: Edilizia, gli interventi che richiedono l’autorizzazione sono:

  • Edifici di nuova costruzione
  • Interventi di ristrutturazione urbanistica
  • Interventi di ristrutturazione edilizia, come la realizzazione di un nuovo balcone o altri interventi che portino ad una costruzione edilizia differente in tutto o in parte da quella di partenza e che ne modifichino la volumetria complessiva dell’edificio, modificandone la destinazione d’uso.
  • Interventi che comportino la modificazione della sagoma degli immobili sottoposti a vincolo, secondo il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modificazioni.

Chi e come si richiede il permesso

Della richiesta del permesso a costruire se ne deve occupare il proprietario dell’immobile o in caso di delega, l’onere passerà all’impresa costruttrice o al progettista.

I documenti richiesti che andranno allegati alla domanda sono i progetti richiesti dal regolamento edilizio, una dichiarazione del progettista, che attesta la conformità del progetto alle norme locali e nazionali (regolamenti edilizi, normative antisismiche, igenico sanitarie e di efficienza energetica). In tale senso può tornare utile richiedere una consulenza a personale specializzato nel settore. Il permesso è trasferibile, insieme all’immobile a successori o successivi compratori.

Durata, scadenza e proroghe

Nel documento devono essere indicate tutte le date d’inizio e fine lavori. Tra il rilascio del permesso e l’inizio dei lavori non può per leggere, passare più di un anno e la data di completamento non può superare i tre anni dalla data d’inizio. Se viene superato il termine di tempo sopra indicato, il permesso decade per la parte non ultimata, salvo richiesta di proroga presentata prima della data di fine dei lavori.

La proroga può essere richiesta per motivi indipendenti dalla volontà del proprietario dell’immobile o se la complessità dell’opera supera le aspettative che si avevano prima dell’inizio della ristrutturazione. La modifica del piano regolatore può richiedere il fermo dei lavori e una successiva analisi.

Il costo

Il pagamento del permesso prevede una parte della somma destinata agli oneri di urbanizzazione ( spese per le fognature, acquedotti, illuminazione) e di contributo di costruzione, pari a una frazione del costo dell’intervento. L’importo varia in base alla regione ma la stima si aggira intorno agli 800,00 euro ogni 10 mq. Il contributo di costruzione invece viene calcolato in percentuale che può variare dal 5 al 20% rispetto ai costi di costruzione o d’intervento. Si possono visualizzare le tabelle per determinare i costi sul sito del comune di residenza, che ovviamente vanno sommati a quelli della manodopera per costruire o ristrutturare una casa a seconda dei mq.

Inadempienza

In caso d’inadempienza per quanto riguarda la presentazione dei permessi l’immobile può venire dichiarato inagibile e può esserne richiesto l’abbattimento. Nel caso non si proceda sono previste sanzioni oltre i 5000,00 euro e la reclusione fino a due anni.

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