Quali interventi devi fare nel 2026 per sfruttare al massimo gli incentivi edilizi
Un anno in più per godere degli incentivi con detrazione fiscale al 50% o al 36% Ma quali sono gli interventi che convengono di più? Ecco la guida definitiva
Maria Francesca Pinna
Content Manager
- Perché il 2026 è un anno chiave per chi vuole fare lavori in casa
- Quali sono gli interventi per sfruttare al meglio i bonus casa 2026
- Cosa succede se non si adatta casa alla normativa UE
Hai aspettato a lungo ma l’idea di ristruttura casa, tutta o in parte, non ti ha mai abbandonato? Il 2026 è l’anno migliore per realizzare questo progetto, perché i bonus edilizi sono stati prorogati con l’aliquota massima. Inizialmente, infatti, la detrazione fiscale sarebbe dovuta scendere ma alla fine il Governo ha deciso di mantenerla intatta tanti tipi di agevolazione. Attenzione però: il 2026 sarà l’ultimo anno per usufruire della detrazione massima, mentre dal 2027 i bonus diventeranno meno convenienti. Per questo motivo, non perdere tempo: scopri subito quali interventi ti permettono di risparmiare davvero e cosa succederà se rimandi ancora la ristrutturazione.
Perché il 2026 è un anno chiave per chi vuole fare lavori in casa
Nella nuova Legge di Bilancio, in vigore dal 1° gennaio, il Governo ha confermato i seguenti bonus casa per tutto il 2026:
- Bonus ristrutturazioni 50% per la prima casa (36% per gli altri immobili) fino a 96.000 € di spesa.
- Ecobonus 50% per interventi energetici mirati.
- Sismabonus con aliquote stabili (50% per la prima casa).
- Bonus mobili ed elettrodomestici 50% fino a 5.000 € se collegato a una ristrutturazione.
Nel frattempo l’Italia deve recepire la Direttiva Europea Case Green, che entrerà nel vivo dal 29 maggio 2026 con il nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica. Per queste ragioni il 2026 è un anno cruciale per mettere in pratica un progetto di ristrutturazione.
Quali sono gli interventi per sfruttare al meglio i bonus casa 2026
Innanzitutto, tutti gli interventi di manutenzione straordinaria si possono effettuare usufruendo della detrazione IRPEF del 50% sulla prima casa e 36% su altri immobili grazie al Bonu Ristrutturazione. In questo caso, i lavori più convenienti comprendono:
- rifacimento dell’impianto elettrico o idraulico
- apertura nuove porte o modifica degli spazi
- ristrutturazione completa del bagno
- realizzazione di un posto auto pertinenziale o autorimessa
- ristrutturazione interna con nuovi tramezzi
- bonifica amianto
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AggiungiQuesti lavori convengono perchè sono in grado di aumentare immediatamente il valore dell’immobile, rinnovare casa e ridurre i consumi. Quindi c’è anche la conveniente legata alla bollette di luce e gas.
Per approfondire: Bonus ristrutturazione: quando spetta il 50% e il 36%? Detrazioni spiegate in modo semplice, caso per caso
Chi effettua una ristrutturazione accedendo alla relativa detrazione ha poi anche diritto al Bonus Mobili ed Elettrodomestici. Per ottenerlo è essenziale che i lavori di ristrutturazione siano avviati prima dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici ammessi e i pagamenti avvengano con bonifico o carta tracciabile.
Chi vive in una zona sismica e ha i requisiti può accedere al Sismabonus. In questo caso, gli interventi migliori sono tutti quelli antisismici su fondazioni, murature e strutture portanti.
Ci sono poi una serie di interventi che anche in questo caso permettono di accedere alle detrazioni del 50% o del 36% ma stavolta legandosi all’Ecobonus. Quindi, in questo caso l’obiettivo non è semplicemente rinnovare casa (magari unendo due camere) ma migliorare la classe energetica. Gli interventi più efficaci sono:
- sostituzione infissi con modelli ad alta efficienza
- installazione di pompe di calore
- isolamento termico del tetto o delle pareti
- schermature solari (tende tecniche, frangisole)
- sistemi di building automation (termostati intelligenti)
Questi lavori, oltre a ridurre i consumi, preparano la casa ai futuri requisiti europei, evitando problemi di vendibilità dal 2030 in avanti.
Cosa succede se non si adatta casa alla normativa UE
La Direttiva Case Green non obbliga i proprietari a ristrutturare subito, ma punta a disincentivare la compravendita degli immobili meno efficienti.
Sebbene non ci siano ancora sanzioni, lo scenario atteso è questo: dal 2030 gli immobili in classe F o G potrebbero uscire dal mercato immobiliare, addirittura se ne potrebbe vietare la vendita o l’affitto se troppo energivore. Inoltre, la banca potrebbe essere più rigida nell’erogare mutui per case energivore ed eventualmente le rivalutazioni catastali future penalizzare le case non efficientate. Insomma, si parla già da oggi di uno scenario di questo tipo anche se nulla è ancora certo. Sono solo ipotesi. A cui però bisogna prepararsi.
Perciò, interventi mirati alla ristrutturazione e all’efficientamento non devono semplicemente essere legati a necessità attuali, ma sono interventi lungimiranti che magari vengono fatti per proteggere il valore dell’immobile e anzi aumentarlo in modo da avere più sicurezza di vendere in futuro.
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Domande frequenti:
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Quali interventi conviene fare subito nel 2026?
Tutti quelli che rientrano nel Bonus ristrutturazioni 50% e nell’Ecobonus, soprattutto rifacimento impianti, infissi, isolamento e pompe di calore. Sono lavori che migliorano la classe energetica e mantengono alta la valutazione dell’immobile.
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Il 2026 porta obblighi immediati di ristrutturazione?
No. Nessun obbligo diretto. Ma dal 2026 sarà necessario un APE aggiornato per vendere o affittare casa, e dal 2030 gli immobili in classe F e G rischiano di perdere valore.
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Il Bonus mobili sarà disponibile anche nel 2026?
Sì, con aliquota al 50% e tetto di spesa a 5.000 €. Va abbinato a una ristrutturazione avviata nello stesso periodo.
