Ristrutturare casa nel 2026 cambia tutto: cosa devi fare prima del 3 giugno
Il Decreto Requisiti Minimi cambia le regole per ristrutturare casa. Ponti termici, trasmittanza, colonnine di ricarica: tutto quello che devi sapere.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Cosa cambia con il Decreto Requisiti Minimi per chi ristruttura?
- Primo livello, secondo livello o riqualificazione: cosa si applica?
- Cosa fare prima del 3 giugno 2026?
Stai pensando di rifare il cappotto termico, sostituire gli infissi o rinnovare l’impianto di riscaldamento?
Dal 3 giugno 2026 cambiano le regole. Entra in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025), che aggiorna i criteri tecnici per la prestazione energetica degli edifici. Un passaggio importante da conoscere prima di avviare qualsiasi lavoro.
Cosa cambia con il Decreto Requisiti Minimi per chi ristruttura?
Il DM 28 ottobre 2025 modifica il DM 26 giugno 2015, la norma di riferimento per le prestazioni energetiche degli edifici da oltre dieci anni. Le novità riguardano sia le nuove costruzioni sia gli interventi sull’esistente.
I cambiamenti più rilevanti per chi ristruttura casa riguardano quattro aree principali.
Ponti termici calcolati con precisione
Prima si usava una maggiorazione forfettaria del 5-10% sulle dispersioni termiche. Ora il calcolo puntuale diventa obbligatorio: angoli, pilastri e solai devono essere analizzati singolarmente. Le verifiche diventano più realistiche, ma anche più esigenti.
Trasmittanza termica aggiornata
I valori limite per pareti, coperture e serramenti vengono rivisti in base alla zona climatica e al tipo di intervento, con parametri distinti tra nuova costruzione, ristrutturazione di primo e secondo livello e riqualificazione energetica.
Colonnine di ricarica per veicoli elettrici
Nei condomini residenziali con posti auto è richiesta la predisposizione delle canalizzazioni per ogni posto. Negli edifici non residenziali con più di 10 posti auto, in caso di ristrutturazione importante, le colonnine diventano obbligatorie.
Sistemi di automazione BACS
Obbligatori per edifici non residenziali sopra 290 kW. Si tratta di sistemi che controllano e regolano automaticamente riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, riducendo i consumi. Sotto quella soglia scattano comunque se l’analisi economica mostra un ritorno entro sei anni.
Primo livello, secondo livello o riqualificazione: cosa si applica?
Non tutti gli interventi seguono le stesse regole. Il decreto distingue tre situazioni:
- la ristrutturazione di primo livello riguarda lavori che coinvolgono oltre il 50% dell’involucro, con ristrutturazione completa dell’impianto termico. Si rispettano i requisiti dell’intero edificio;
- la ristrutturazione di secondo livello interessa tra il 25% e il 50% dell’involucro. Non è più richiesta la verifica del parametro H’T, ma va verificata la trasmittanza comprensiva dei ponti termici per le sole parti oggetto di intervento;
- la riqualificazione energetica riguarda interventi sotto il 25% dell’involucro o la sola sostituzione di impianti. Le verifiche sono più snelle e si concentrano sulle parti interessate dai lavori.
Cosa fare prima del 3 giugno 2026?
I titoli abilitativi presentati prima del 3 giugno 2026 continuano ad applicare le vecchie norme. Se invece il permesso viene richiesto dopo quella data — o se presenti una variante che incide sulle prestazioni energetiche — si applicano le nuove regole, anche su un progetto già avviato. Per i lavori in edilizia libera, come la sostituzione della caldaia, vale la normativa vigente al momento dell’inizio dei lavori.
La cosa più utile che puoi fare adesso è confrontarti con un tecnico abilitato prima di presentare qualsiasi documento. Capire in anticipo in quale categoria ricade il tuo intervento ti permette di evitare blocchi e sfruttare al meglio gli incentivi disponibili.
Per approfondire: Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee
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Domande frequenti:
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Cosa tratta il decreto requisiti minimi?
Il Decreto Requisiti Minimi stabilisce le regole tecniche per la prestazione energetica degli edifici. Definisce i criteri di calcolo e i requisiti minimi da rispettare per nuove costruzioni, ristrutturazioni e interventi di riqualificazione energetica, con indicazioni su involucro, impianti e uso di energie rinnovabili.
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Quando entra in vigore il decreto requisiti minimi?
Il nuovo Decreto Requisiti Minimi (DM 28 ottobre 2025) entra in vigore il 3 giugno 2026. Fino a quella data restano valide le regole del DM 26 giugno 2015. Chi presenta il titolo abilitativo prima della scadenza continua ad applicare la vecchia normativa.
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Cosa si intende per requisiti minimi?
I requisiti minimi sono le soglie minime di efficienza energetica che un edificio deve rispettare in base al tipo di intervento. Riguardano la qualità dell'involucro, le prestazioni degli impianti e l'integrazione di fonti rinnovabili. Rispettarli è obbligatorio per ottenere i titoli abilitativi e accedere agli incentivi fiscali.
