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Libretto caldaia: cos'è, quanto costa e cosa serve

La manutenzione della caldaia per il riscaldamento deve essere effettuata periodicamente. Dal 2016 è obbligatorio detenere e compilare il libretto: ecco tutte le informazioni utili a riguardo

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La manutenzione della caldaia per il riscaldamento dell’acqua è un’operazione utile e indispensabile, al fine di assicurare il corretto funzionamento dell’impianto. L’attuale legge in vigore non sancisce delle scadenze uguali per il controllo della caldaia, ma lascia ampio spazio di manovra alle ditte termoidrauliche. Queste infatti possono indicare un tempo variabile sul manuale di istruzioni, che generalmente oscilla tra i 2 e i 3 anni. Altrimenti in assenza di indicazioni sarà necessario seguire quanto previsto dalle norme UNI e CEI.

Differente è invece la situazione per quel che riguarda la revisione e il controllo dell’efficienza energetica. In questo caso la normativa prevede una periodicità ben definita. Ad esempio, le caldaie per il riscaldamento che utilizzano combustibile solido o liquido e hanno una potenza inferiore ai 100 kW, devono essere revisionate ogni due anni, mentre quelle con potenza superiore ai 100 kW annualmente. Tutti questi interventi vengono tracciati all’interno del libretto dell’impianto della caldaia, divenuto obbligatorio a partire dal 1° Gennaio 2016 con il Decreto Milleproroghe.

Aggiornamento del libretto caldaia per tutti gli impianti

Il libretto per la caldaia è un modello unificato per tutte le tipologie di impianti termoidraulici che deve essere necessariamente detenuto dal proprietario. Tale documento è richiesto anche per i sistemi di climatizzazione, i pannelli solari e le pompe di calore, per certificarne lo stato di efficienza in egual misura. Ciascun libretto di impianti è composto da una serie di schede che vengono assemblate ad hoc. Dato che si tratta di una certificazione retroattiva, che coinvolge anche i modelli installati prima dell’entrata in vigore del Decreto Milleproroghe, è necessario munirsi del nuovo libretto anche con impianti preesistenti, rivolgendosi al responsabile dell’installazione o eventualmente a un soggetto terzo, come previsto dal decreto legge del 2012.

Per le caldaie installate a partire dal 1° Gennaio 2016, invece, sarà responsabilità della ditta installatrice predisporre e compilare il documento nel momento in cui viene avviato l’impianto. La successiva conservazione spetterà al proprietario o a una persona responsabile, ad esempio l’inquilino locatario, che dovrà mettere a disposizione il libretto ogni qual volta si effettuino controlli e revisioni.

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Compilazione e costi del libretto della caldaia

Per assicurarsi della validità del libretto dell’impianto della caldaia è necessario compilare alcune schede, contenenti informazioni fondamentali in merito al sistema utilizzato per il riscaldamento dell’acqua. All’interno sono presenti diverse sezioni, tra cui la Scheda 1 per l’identificazione dell’impianto, la Scheda 2 per il trattamento dell’acqua, la 4 dove è bisogna indicare almeno un generatore, la Scheda 5 per i sistemi di contabilizzazione o di telelettura, la 6 per l’impianto di distribuzione e la Scheda 7 per le emissioni. Le schede restanti, ovvero la 3, la 8, la 9 e la 10 vanno compilate soltanto nel momento in cui si presentino determinate condizioni che devono essere necessariamente rese note.

La compilazione del libretto prevede ovviamente anche un costo, che può variare a seconda del tipo d’intervento e dei controlli necessari.

In media i manutentori degli impianti termoelettrici richiedono dai 5 ai 15 euro per la compilazione del libretto dell’impianto, un’operazione piuttosto standard che richiede soltanto alcuni minuti. Ben più alto è invece il prezzo per il servizio completo, comprensivo della manutenzione della caldaia, che mediamente si aggira intorno ai 200 euro.

Effettuando un confronto con i prezzi che normalmente erano richiesti prima dell’entrata in vigore del Decreto Milleproroghe, quelli attuali sono aumentati di circa 100 euro, una spesa aggiuntiva che inevitabilmente grava sulle spese del proprietario dell’impianto o sull’inquilino affittuario che deve farsene carico.

Sanzioni e controlli

Come è stato precedentemente accennato, anche le caldaie che sono state installate prima del 2016 sono soggette alla certificazione mediante la compilazione del libretto dell’impianto della caldaia. L’adeguamento deve essere eseguito contestualmente al controllo periodico, oppure in occasione di interventi straordinari. Per il mancato rispetto di tale normativa è prevista una sanzione, una multa sia per il proprietario dell’impianto che per il tecnico specializzato responsabile dei controlli periodici. Il primo può ricevere un’ammenda dai 500 ai 600 euro, mentre il manutentore una multa dai 1000 ai 6000 euro a seconda della gravità della violazione.

Il nuovo decreto ha inoltre previsto la possibilità di effettuare dei controlli a campione sugli impianti, al fine di verificare l’osservanza della legge. Potrà essere inviato un avviso d’ispezione tramite posta raccomandata, almeno due settimane prima del giorno previsto per il sopralluogo. Il destinatario potrà richiedere comunque lo spostamento di tale data, con un preavviso da inviare almeno 3 giorni prima. In occasione del controllo verranno eseguite diverse verifiche, tra cui: l’aggiornamento del libretto della caldaia e dei suoi allegati, gli interventi di manutenzione effettuati dall’operatore incaricato, la conformità dell’installazione secondo la legge 46/1990, il Certificato di Prevenzione Incendi ove previsto e l’efficienza energetica del generatore. Il risultato dell’ispezione verrà riportato nel verbale, la cui copia sarà allegata al libretto dell’impianto.

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