La tua casa consuma troppa energia? Lo studio ENEA mostra dove intervenire
La tua casa spreca energia? Lo studio ENEA su 12 milioni di edifici spiega da dove partire per ridurre i consumi e risparmiare in bolletta.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Il riscaldamento pesa circa il 65% dei consumi di una casa, ed è la prima voce su cui intervenire.
- Lo studio ENEA su 12 milioni di edifici mostra che le soluzioni vanno scelte in base a zona climatica ed età dell'immobile.
- Il punto di partenza è la diagnosi energetica, che indica gli interventi più efficaci per la tua casa.
- Quanto pesa il riscaldamento sui consumi di casa
- Cosa dice lo studio ENEA sull'efficienza energetica delle case italiane
- Come consumare meno energia in casa
Perché la bolletta sale anche quando non cambi le tue abitudini? Spesso dipende dalle caratteristiche della casa. ENEA ha analizzato 12 milioni di edifici italiani e ha scoperto che gran parte dei consumi dipende da dove e come è costruita l’abitazione, con il riscaldamento che da solo vale circa il 65% del totale. Ecco da dove arriva lo spreco.
Quanto pesa il riscaldamento sui consumi di casa
Il riscaldamento assorbe circa il 65% dei consumi domestici, quindi è la voce su cui si risparmia di più. Lo indica il Rapporto Efficienza Energetica 2026 di ENEA, che segnala anche una buona notizia: dal 2005 i consumi delle abitazioni sono calati di circa un quinto, grazie ai requisiti per gli edifici e agli incentivi per le riqualificazioni.
Il rapporto avverte però che non basta cambiare un singolo elemento. Pareti, infissi, caldaia o pompa di calore, schermature solari, fotovoltaico e sistemi di regolazione vanno valutati insieme. Mettere una caldaia nuova in una casa che disperde calore da muri e finestre, per fare un esempio, porta risultati più modesti del previsto.
Cosa dice lo studio ENEA sull’efficienza energetica delle case italiane
Lo studio mostra che gli interventi giusti cambiano da zona a zona: una casa di montagna e una casa di mare, anche se hanno la stessa età, perdono energia in modi diversi. I ricercatori Domenico Palladino e Francesca Pagliaro, del Dipartimento ENEA di Efficienza energetica, hanno analizzato circa 12 milioni di edifici residenziali, pari all’85% del totale, e oltre 31 milioni di abitazioni, individuando le tipologie più rappresentative nelle sei zone climatiche del Paese.
Ne esce una fotografia dettagliata di consumi e impianti: riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, ventilazione e illuminazione. Secondo Palladino, le differenze tra un territorio e l’altro rendono difficile una strategia nazionale unica e servono interventi calibrati su ogni area. Pesa anche l’età delle case: circa il 65% degli immobili è stato costruito prima delle prime norme sull’energia e consuma molto.
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AggiungiCome consumare meno energia in casa
Si parte da una diagnosi energetica, cioè dal controllo di un tecnico qualificato che individua dove la casa perde calore. ENEA la indica come primo passo: studia il comportamento dell’edificio, ne evidenzia i punti deboli e porta all’APE, l’attestato di prestazione energetica, con gli interventi consigliati.
Da lì la scelta dipende dalla casa. In un edificio datato in una zona fredda spesso si comincia da pareti e serramenti, mentre dove il clima è più mite può contare di più l’impianto o la protezione dal caldo estivo. Una volta ridotte le dispersioni, ha senso pensare al fotovoltaico: produrre in casa parte dell’energia che serve, magari insieme a una pompa di calore, abbassa ancora la bolletta. Prima di avviare i lavori conviene controllare quali detrazioni sono attive, perché cambiano nel tempo.
👉 Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere
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Domande frequenti:
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Come consumare meno energia in casa?
Si parte da una diagnosi energetica, fatta da un tecnico qualificato, che individua dove la casa perde calore e porta all'APE con gli interventi consigliati. Da lì si sceglie in base alla casa: in una zona fredda spesso si interviene prima su pareti e infissi, dove il clima è più mite possono contare di più l'impianto o la protezione dal caldo. Ridotte le dispersioni, il fotovoltaico abbassa ancora la bolletta.
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Quali sono le cause del consumo eccessivo di energia elettrica in casa?
Le cause più comuni sono elettrodomestici vecchi, climatizzazione e riscaldamento elettrico poco efficienti e dispersioni di calore da muri e infissi, che fanno lavorare di più gli impianti. Pesano anche i dispositivi lasciati in stand-by, l'illuminazione con lampade tradizionali e l'uso degli apparecchi nelle fasce orarie meno convenienti. Per capire quale causa incide di più nella tua casa serve una diagnosi energetica, che individua i punti deboli dell'edificio e degli impianti.
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Quali sono 5 trucchi per risparmiare sulla bolletta della luce?
Bastano pochi accorgimenti quotidiani, che non richiedono lavori. Il primo è usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico e con i programmi a basso consumo, che durano di più ma costano meno. Se il tuo contratto prevede le fasce orarie, conviene poi far partire gli elettrodomestici quando l'energia costa meno, di solito la sera o nel fine settimana. Un terzo gesto riguarda lo stand-by: tv, decoder e caricabatterie consumano anche da spenti, quindi una ciabatta con interruttore permette di staccare tutto in un colpo. Sostituire le vecchie lampadine con quelle a led abbassa il consumo dell'illuminazione in modo evidente. Infine, pulire con regolarità i filtri dei climatizzatori e controllare le guarnizioni degli infissi evita che gli impianti lavorino più del necessario. Per risparmi più alti, a questi gesti conviene affiancare interventi mirati come la sostituzione degli apparecchi più datati o l'installazione del fotovoltaico.