Stai pensando di installare il fotovoltaico? Ecco quando scatta l'IMU sull'impianto e come evitare sanzioni
Prima dell'installazione è fondamentale capire se l'impianto sarà soggetto all'imposta in modo da valutare meglio l'investimento: ecco la guida per non sbagliare
Maria Francesca Pinna
Content Manager
- Quando l’impianto fotovoltaico paga l’IMU
- Impianti a terra o di grandi dimensioni: quando si paga l'IMU
- Come si deve accatastare l'impianto fotovoltaico
- Cosa succede se non si dichiara l’impianto? Rischio sanzioni
- Come verificare se il tuo impianto è soggetto a IMU
Installare un impianto fotovoltaico oggi è la miglior scelta che si possa prendere per un’abitazione: significa ridurre le bollette, migliorare la classe energetica e aumentare il valore dell’immobile. Ma parliamo comunque di un investimento importante e tra le tante domande che i proprietari si pongono c’è la seguente: dovrò pagare l’IMU per l’impianto fotovoltaico?
La risposta non è unica, perché dipende da potenza, posizione, modalità di installazione e classificazione catastale.
In questa guida facciamo chiarezza su quando nasce l’obbligo di pagare l’IMU, quali impianti sono esenti, le verifiche da fare per evitare sanzioni.
Quando l’impianto fotovoltaico paga l’IMU
Un impianto fotovoltaico domestico installato sul tetto normalmente è esente da IMU. Ma per non pagare bisogna rispettare i seguenti requisiti:
- l’impianto deve avere una potenza nominale inferiore a 3 kW per ogni unità immobiliare servita;
- deve essere al servizio della casa e destinato principalmente all’autoconsumo;
- deve avere una potenza complessiva non superiore a 3 volte il numero delle unità immobiliari servite;
- installazione a terra con volume inferiore a 150 m³;
- non determina un incremento della rendita catastale superiore al 15%.
In questi casi, l’impianto è considerato pertinenza dell’immobile e non necessita di accatastamento autonomo.
Se la casa è abitazione principale, inoltre, continua a valere la normale esenzione IMU sulla prima casa.
Impianti a terra o di grandi dimensioni: quando si paga l’IMU
l’IMU si paga quando l’impianto fotovoltaico è installato a terra su terreni agricoli e terreni dedicati e ha una potenza elevata proiettata principalmente alla vendita.
In particolare, se ha un volume superiore ai 150 m³, configurandosi come un bene immobiliare autonomo. Perciò se hai un terreno e vuoi sfruttarlo installando un grosso impianto a terra tieni conto di questi vincoli per adeguare quantità e dimensione totale dei pannelli.
Come si deve accatastare l’impianto fotovoltaico
Un impianto di grandi dimensioni e in possesso di requisiti per pagare l’IMU deve essere accatastato in modo autonomo nelle categorie:
- D/1 – Opifici, per impianti fotovoltaici generici;
- D/10 – Fabbricati per attività agricole, se l’impianto è parte integrante di un’azienda agricola.
Infatti, la categoria catastale è uno degli elementi chiave che determina l’importo dell’imposta, con aliquote stabilite dal Comune (in genere tra il 7,6‰ e il 10,6‰).
Cosa succede se non si dichiara l’impianto? Rischio sanzioni
Se non si dichiara correttamente l’impianto le conseguenze possono essere pesanti. In particolare, si può incorrere in sanzioni amministrative e fiscali: per esempio, se l’impianto è installato senza autorizzazione e non viene dichiarato, omettendo così il pagamento dell’IMU, la multa è si aggira attorno a 360 euro per ogni kW di potenza. Inoltre, si perdono eventuali diritti su incentivi GSE e altre tariffe agevolate. Nei casi più gravi l’impianto può essere considerato un vero e proprio abuso, con sanzioni molte alte e addirittura la disinstallazione.
Come verificare se il tuo impianto è soggetto a IMU
Prima di installare un impianto fotovoltaico è fondamentale verificare la sua posizione rispetto agli obblighi fiscali. Innanzitutto, bisogna tenere conto della potenza dell’impianto, evitando di superare 3 kW per unità immobiliare si si vuole evitare l’IMU. Superati questi bisogna eseguire una rivalutazione catastale con conseguente aumento della rendita e dell’IMU.
Inoltre, se prevedi di vendere gran parte dell’energia prodotta potresti rientrare nei casi soggetti a tassazione e l’impianto verrà classificato come commerciale.
Considera la modalità di installazione: gli impianti su tetto sono generalmente esenti, mentre quelli a terra richiedono maggiore attenzione. Se opti per l’installazione a terra, verifica che il volume non superi i 150 m³.
Inoltre, se vuoi installare i pannelli fotovoltaici su un terreno separato dalla tua abitazione principale, la situazione cambia notevolmente. Il terreno su cui sono installati i pannelli potrebbe essere considerato un’unità immobiliare separata e quindi soggetto a rivalutazione catastale autonoma. Se il terreno è classificato come agricolo e i pannelli sono parte di un impianto destinato alla vendita di energia, il valore catastale del terreno aumenterà e l’IMU si applicherà anche su di esso, secondo le disposizioni del tuo Comune.
Se l’installazione dei pannelli fotovoltaici porta ad un aumento del valore dell’unità immobiliare pari o superiore al 15%, l’Agenzia delle Entrate potrebbe rivedere la rendita catastale dell’immobile, portando ad una nuova classificazione e ad un aumento delle imposte. Questo vale anche per gli effetti su altre agevolazioni fiscali come l’ISEE o le detrazioni per ristrutturazioni edilizie. Prima di installare un impianto fotovoltaico, soprattutto se di grandi dimensioni e pensato per la vendita di energia, rivolgiti all’Ufficio Tributi del tuo Comune per capire come gestire eventuali imposte.
Per capire meglio la tua situazione affidati sempre a installatori esperti e competenti, chiedi di fornirti una relazione tecnica dettagliata che certifichi potenza, dimensioni, destinazione d’uso dell’impianto e stima dell’incremento di valore dell’immobile. Questo documento sarà prezioso in caso di verifiche future e ti aiuterà a capire se dovrai procedere con la rivalutazione catastale.
Per approfondimento: Installazione impianto fotovoltaico, tutto ciò che devi sapere
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