Passare all'elettrico conviene? Ecco come potrebbe cambiare la bolletta del gas
Cosa cambia con il nuovo decreto sul gas? Bollette, bonus caldaie e perché ora conviene puntare su elettrico e fotovoltaico.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Cosa prevede il nuovo decreto sul gas
- Cosa cambia in bolletta per i consumatori
- Conviene davvero passare all'elettrico
Passare all’elettrico conviene? Sì, e la spinta arriva proprio in questi giorni: il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto che recepisce la Direttiva Europea 2024/1788, cambiando di fatto le regole del mercato del gas. vediamo cosa prevede la norma, perché la parte fissa della bolletta rischia di salire e come mai, con lo stop ai bonus caldaie ormai deciso, elettrico e fotovoltaico diventano la strada più conveniente.
Cosa prevede il nuovo decreto sul gas
Il testo non è più una bozza ma legge a tutti gli effetti. La normativa riscrive le regole dei mercati del gas naturale, dei gas rinnovabili e dell’idrogeno, con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione e garantire maggiore trasparenza per i consumatori finali. Dietro le buone intenzioni europee si nasconde però un nodo economico non da poco. Adeguare le infrastrutture esistenti e collegare i nuovi impianti di biometano richiede investimenti miliardari da parte dei gestori di rete, e questi costi in qualche modo dovranno essere recuperati. La direttiva prova comunque a bilanciare la transizione, lasciando ad Arera la possibilità di intervenire sulle tariffe per sostenere chi sceglie fonti rinnovabili.
Cosa cambia in bolletta per i consumatori
Il rischio concreto è un aumento della quota fissa legata a oneri e trasporto. Mantenere attiva una rete ha un costo fisso enorme, e se le industrie iniziano a staccarsi dal gas per passare all’elettrico, quel costo resterà lo stesso ma sarà diviso tra meno utenti, cioè le famiglie. La direttiva prova a correre ai ripari permettendo ad Arera di ridurre le tariffe per chi consuma gas rinnovabili come il biometano, prodotto localmente da scarti agricoli e non soggetto alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Il colpo più duro, però, riguarda le vecchie caldaie: scatta lo stop definitivo agli incentivi per le caldaie a gas o alimentate solo da combustibili fossili. Non c’è alcun obbligo di rimozione degli impianti esistenti, ma chi deve rinnovare la propria caldaia sarà spinto verso soluzioni ibride abbinate a pompa di calore, pompe di calore elettriche, oppure sistemi già certificati per funzionare con i gas rinnovabili.
Conviene davvero passare all’elettrico
Con i costi del gas destinati a salire e i bonus caldaie ormai in esaurimento, puntare sull’elettrico diventa la scelta più sensata nel medio periodo. Il punto debole di questa transizione è però il costo della bolletta elettrica, che rischia di aumentare proprio mentre più famiglie decidono di abbandonare il gas.
Per questo motivo abbinare la nuova caldaia o pompa di calore a un impianto fotovoltaico cambia completamente lo scenario: produrre energia in autonomia significa ridurre il peso della bolletta e non dipendere dagli aumenti futuri.
Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere
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Domande frequenti:
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Cosa prevede il nuovo decreto sul gas?
Il decreto legislativo recepisce la direttiva europea 2024/1788 e riscrive le regole dei mercati del gas naturale, dei gas rinnovabili e dell'idrogeno, con l'obiettivo di accelerare la decarbonizzazione e garantire più trasparenza ai consumatori.
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Conviene davvero passare all'elettrico?
Sì, soprattutto se abbinato a un impianto fotovoltaico, che permette di produrre energia in autonomia e proteggersi dagli aumenti futuri della bolletta elettrica.
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Quali sono le nuove regole per le caldaie a gas?
Non esiste alcun obbligo di rimozione delle caldaie a gas già installate, ma il decreto elimina gli incentivi pubblici per chi acquista nuovi impianti termici obsoleti o alimentati solo da combustibili fossili. Chi deve sostituire la propria caldaia sarà quindi spinto verso sistemi ibridi abbinati a pompa di calore, pompe di calore elettriche, oppure impianti già certificati per funzionare con i gas rinnovabili.
