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Ristrutturare casa con gli incentivi fiscali

La ristrutturazione edilizia comprende quegli interventi volti a modificare consistenza e distribuzione interna di un edificio, per renderne più agevole la destinazione d'uso.

Con il termine di ristrutturazione edilizia si intendono tutti quei lavori di manutenzione edile necessari per rinnovare gli elementi costitutivi di un immobile, modificandone la struttura originaria. Questo concetto differenzia la ristrutturazione dalla manutenzione straordinaria e del risanamento conservativo, che invece prevedono il mantenimento dell'aspetto originario. Pur trattandosi in entrambi i casi di interventi di recupero, secondo quanto stabilito dall'articolo 3 del decreto 457/78 del Testo Unico sull'Edilizia, le due tipologie di lavori si differenziano notevolmente per le opere previste. Nel caso di ristrutturazione edilizia infatti verranno realizzati interventi di demolizione e successivo rifacimento dell'edificio. La diversa distribuzione degli spazi non dovrà modificare la superficie originaria dell'immobile. Anche il cambio di destinazione d'uso di un immobile (ad esempio da ufficio ad abitazione) viene considerato intervento di ristrutturazione edilizia. Nel caso in cui i lavori siano destinati al recupero di un sottotetto è possibile ottenere il permesso per realizzare volumi più ampi rispetto a quelli originari.
I principali interventi di ristrutturazione edilizia comprendono l'insieme delle opere che hanno come obiettivo il consolidamento delle fondamenta, dei solai e della muratura. Questa tipologia di lavori è soggetta a preventive autorizzazioni comunali, da richiedere attraverso perizie e documentazioni redatte da un professionista. Sarà compito dello stesso professionista compilare una richiesta di preventivo, da sottoporre successivamente a due o più imprese, al fine di individuare quella più idonea per l'esecuzione dei lavori. Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia hanno diritto ad una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute. Fino al 31 dicembre 2017 sarà così possibile detrarre la metà delle spese complessivamente sostenute per questa tipologia di interventi, fino ad un massimo di €. 96.000,00. Questo significa che se eseguiamo un lavoro di ristrutturazione sul nostro appartamento e sosteniamo una spesa di 60.000,00 euro, avremmo diritto ad un rimborso di 30.000,00 euro da suddividere in dieci anni. In questo modo ogni anno ci vedremo restituire dallo Stato la somma di 3.000,00 euro.

Benché questo rimborso possa essere richiesto sia con il Modello 730 che con il Modello Unico, è preferibile, qualora vi siano i presupposti per poterlo fare, prediligere il Modello 730 per ottenere il rimborso in tempi molto più rapidi. Occorre precisare infine che il credito Irpef verrà rimborsato solo fino all'importo consentito dalle ritenute subite. Pertanto non avranno diritto a nessun tipo di rimborso coloro che non hanno subito ritenute nel corso dell'anno interessato dai lavori (disoccupati, lavoratori dipendenti o pensionati che non hanno subito ritenute fiscali). Occorre quindi prestare molta attenzione nel momento in cui si effettua la scelta del soggetto che, nell'ambito del nucleo familiare, risulterà l'intestatario dei documenti di spesa relativi ai lavori di ristrutturazione edilizia. Per richiedere il rimborso è necessario esibire i documenti comprovanti la spesa al proprio commercialista in sede di dichiarazione dei redditi. Hanno diritto alla detrazione, oltre al proprietario dell'immobile, anche l'inquilino, il comodatario e l'usufruttuario. Occorre però avere eseguito il pagamento dei suddetti interventi esclusivamente a mezzo bonifico bancario o postale, effettuato dal soggetto intestatario delle fatture.
Nel bonifico dovranno essere indicati nome, cognome, codice fiscale e generalità del soggetto che effettua il versamento, dati identificativi della ditta che ha eseguito i lavori, importo totale dei lavori, numero e data della fattura. L'importo detraibile verrà suddiviso in dieci rate annuali di pari importo. Non vi è più obbligo di indicare in fattura il costo della manodopera. Alle spese relative all'intervento vero e proprio vanno ad aggiungersi anche gli oneri per la progettazione, per le prestazioni professionali legate al tipo di intervento da effettuare, per perizie e sopralluoghi e per il materiale necessario. Un'altra considerazione deve essere fatta riguardo all'aliquota IVA sui suddetti interventi di ristrutturazione edilizia. Tutte le opere eseguite per interventi di ristrutturazione godono dell'applicazione dell'IVA agevolata al 10%. L'agevolazione viene estesa anche a quei beni che, benché incorporati nell'edificio in ristrutturazione, conservano una propria identità. Porte ed infissi interni ed esterni, caldaie e sanitari, potranno essere acquistati con l'IVA al 10% sia dal committente sia dall'impresa che esegue i lavori. In fase di ristrutturazione edilizia è inoltre possibile usufruire di altri incentivi, come il Bonus Mobili relativo all'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici di classe energetica A+ o superiore. Per quanto riguarda i forni invece, sono ammessi anche modelli che rientrano in classe energetica A. Non sono ammessi alla detrazione gli elettrodomestici usati e quelli acquistati da privati.


  • Rstrutturazione edilizia
  • lavori di manutenzione edile

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