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Le detrazioni sulle porte interne con Bonus Ristrutturazione 2020

Vorresti sostituire le porte interne di casa? Ecco quando è possibile usufruire della detrazione prevista dal Bonus Ristrutturazione 2020, scopri di più

10-09-2020 (Ultimo aggiornamento 03-05-2021)
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porte interne

Il Bonus Ristrutturazioni 2020 prevede delle detrazioni per la sostituzione delle porte interne con iva agevolata. Tutti i lavori di manutenzione ordinaria (compresa la sostituzione delle porte interne) possono usufruire del bonus ristrutturazioni nel caso in cui siano collegati a interventi maggiori che fanno parte della manutenzione straordinaria.

A stabilirlo il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha risposto a un’interrogazione di Giovanni Currò, deputato M5S, in merito ai chiarimenti sulla possibilità di detrarre anche le porte interne. Nella circolare 57/1998 il MEF ha stabilito che “qualora gli interventi singolarmente non agevolabili (manutenzione ordinaria) siano integrati o correlati ad interventi di categorie diverse per i quali compete la detrazione d’imposta, per effetto del carattere assorbente della categoria di intervento «superiore» rispetto a quella «inferiore», anche i lavori rientranti in quest’ultima categoria sono ammessi a beneficiare della detrazione d’imposta”.

Nell’elenco delle opere che consentono di accedere al bonus fiscale risultano le porte blindate (che fanno parte di quelle opere finalizzate alla prevenzione di eventuali illeciti) e le porte esterne. Manca invece un esplicito riferimento alle porte interne. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che la detrazione spetta anche quando le spese vengono sostenute per interventi di manutenzione ordinaria sulle unità immobiliari singole. L’accesso al bonus è garantito anche in caso di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

La detrazione dunque si può calcolare anche in riferimento a spese sostenute per operazioni di rifinitura come la sostituzione di porte interne. Solo nel caso in cui le opere siano necessarie per completare nell’insieme l’intervento edilizio.

Detrazione porte interne: quando è possibile

Il Governo ha stabilito la possibilità di beneficiare di detrazioni fiscali del 110% su interventi che rientrano nell’ecobonus 2020 e nel sismabonus. Per le ristrutturazioni edilizie inoltre è stata prevista una detrazione fiscale pari al 50% per lavori di ristrutturazione sino al 31 dicembre 2020 con un limite massimo pari a 96.000 euro. Il funzionamento dell’agevolazione è stato spiegato con chiarezza nella guida agli incentivi fiscali messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione del 50% viene garantita per:

  • Interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • Interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • Lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del
    compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • Interventi effettuati per risparmio energetici;
  • Interventi per l’adozione di misure antisismiche;
  • Interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • Riparazione di impianti per la sicurezza domestica;
  • Apparecchi di rilevazione di gas;
  • Monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • Installazione corrimano.

Ai fini della detrazione si possono considerare anche:

  • Spese per progettazione;
  • Spese per prestazioni professionali;
  • Spese per messa in regola degli edifici;
  • Compenso per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • Spese per effettuare perizie e sopralluoghi;
  • IVA, imposta di bollo e diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunzie di inizio lavori;
  • Oneri di urbanizzazione.

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