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Scarico acque nere: normativa e sanzioni

Lo scarico delle acque nere è regolamentato da specifici vincoli. Ecco tutto quello che c'è da sapere per evitare di incorrere in spiacevoli sanzioni.

scarico delle acque nere
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Se vuoi sapere cosa si intende per scarico di acque nere, cosa prevede la normativa in merito ad autorizzazioni, limiti e sanzioni e vuoi capire meglio la differenza tra acque reflue domestiche, acque reflue industriali e urbane, leggi questa breve guida che ti spiegherà tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Acque reflue: caratteristiche e tipologie 

La cattiva gestione delle acque reflue, in passato, ha portato gravi problemi per la salute e l’igiene pubblica. Basti pensare ai periodi in cui la popolazione è stata colpita da epidemie di epatite, colera e dissenteria. Da buoni cittadini è opportuno, quindi, conoscere un po’ più a fondo questo argomento e sapere a cosa si va incontro se non si rispetta la normativa che disciplina lo scarico.

Il Ministero, innanzitutto, nel Testo Unico Ambiente (art. 74) effettua una distinzione delle acque reflue in base alla loro origine:

  • Acque reflue domestiche, ovvero le acque “provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche”. A loro volta vengono classificate in acque nere (provenienti da vasi igienici dei bagni), acque grigie (provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet dei bagni), acque saponate grasse (da lavelli e lavastoviglie delle cucine), acque meteoriche (provenienti dalle precipitazioni atmosferiche).
  • Acque reflue industriali, ovvero “qualsiasi tipo di acque scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni”. La normativa tende a sottolineare la differenza rispetto alle acque reflue domestiche ed, in particolare, alle acque nere. Il criterio che le distingue dalle altre è, in particolare la qualità e la provenienza. I limiti per lo scarico sono più restrittivi e la preventiva richiesta di autorizzazione va assolutamente effettuata, pena pesanti sanzioni, in quanto lo scarico senza autorizzazione integra il reato di scarico abusivo.
  • Acque reflue urbane, ovvero quelle provenienti dalle reti fognarie, i cui relativi scarichi sono: i terminali delle reti meteoriche, gli sfioratori di piena delle reti miste, i terminali degli impianti di depurazione, gli scarichi dei miscugli di condensa.

Autorizzazione scarico acque reflue domestiche

Per quanto riguarda, in particolare, l’autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche, tra cui le acque nere, la normativa specifica che esso è sempre ammesso “purché si osservino i regolamenti emessi dal gestore del servizio idrico integrato e vengano approvati dal rispettivo Ente di Governo dell’ambito”. Nello specifico, se la fognatura è di tipo privato, il proprietario dell’abitazione deve convogliare le acque reflue domestiche alla rete nera della pubblica fognatura con specifiche condutture, facendo attenzione che le acque nere non vengano immesse in altri collettori. Le abitazioni collocate in zone di campagna e rurali possono, invece, ricorrere a metodi alternativi, tra cui l’installazione di una fossa biologica e di un impianto di fitodepurazione.

L’autorizzazione allo scarico delle acque reflue domestiche è rilasciata dal Comune di competenza e la domanda si presenta compilando un modulo corredato degli allegati planimetrici, degli schemi costruttivi della rete fognaria interna e del progetto dell’impianto (corredato della scheda tecnica dello scarico e del report geologico).

L’autorizzazione può essere inoltrata tramite posta, oppure consegnata tramite direttamente agli operatori che rilasceranno ricevuta, altrimenti può essere inviata attraverso la PEC (posta elettronica certificata).

Scarico acque reflue domestiche senza autorizzazione: sanzioni

Le persone che effettuano lo scarico di acque reflue domestiche senza autorizzazione vanno incontro a sanzioni salate: il limite minimo è di 6 mila euro, il limite massimo è di 60 mila euro. Solamente per gli scarichi relativi ad edifici isolati la sanzione va da 600 euro fino a 3000 euro. Mentre la mancanza di autorizzazione per quelle aree soggette a Vincolo Idrogeologico la sanzione va da 240 a 1400 euro.

Tutti gli scarichi, quindi, secondo l’art. 124 del Decreto Legislativo n. 152 del 3.04.2006 “devono essere preventivamente autorizzati e devono rispettare dei valori limite. Se non vuoi incorrere in sanzioni pesanti, fai attenzione a rispettare la normativa. Nel caso la tua area di residenza sia sprovvista di rete fognaria pubblica, puoi ancora metterti in regola: puoi scaricare le acque nere o assimilate in ambiente, realizzando un impianto di depurazione idoneo autorizzato dal tuo Comune.

Contatta un professionista per evitare eventuali sanzioni.

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