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Come installare una fossa biologica fai da te

Installare una fossa biologica senza ricorrere ad un'impresa e risparmiando, è possibile se si ha una buona manualità, seguendo le indicazioni di seguito riportate.

La fossa biologica è necessaria quando gli scarichi domestici vengono immessi nella rete fognaria collegata all’impianto di depurazione. In questi casi gli scarichi domestici vengono inviati alla fossa biologica, che ha il compito di raccogliere e trattare le acque reflue domestiche, nel pieno rispetto del Decreto Legislativo 152/06. Queste decantano nella fossa biologica, separando per sedimentazione i liquidi dai solidi e quindi, una volta chiarificate, potranno essere recapitate alle fogne comunali. Nella fossa biologica non dovranno essere convogliate le acque meteoriche, che avranno una raccolta separata. Per la realizzazione, la dimensione e l'allacciamento alla rete fognaria bisogna attenersi a quanto previsto dai Regolamenti Comunali di pubblica fognatura. Volendo installare una fossa biologica fai da te, il primo passo da fare, quindi, è recarsi in Comune per prendere visione del Regolamento Comunale, richiedere il permesso di costruzione della fossa biologica e ottenere le autorizzazioni per l'allacciamento alla rete fognaria. Il Comune può inviare un tecnico a fare un sopralluogo, e successivamente darà i permessi per la costruzione.
Dopo aver avuto i permessi è il momento di scegliere la fossa biologica. In commercio, presso i rivenditori edili o i grossi centri per il fai da te, esistono fosse tradizionali ad anelli in cemento vibrato e fosse prefabbricate in polietilene i cui costi sono molto inferiori rispetto a quelle in cemento. Le dimensioni minime di una fossa biologica sono indicate nel regolamento comunale e di norma sono pari a 150 litri per Abitante Equivalente. Non rimane che preparare gli scavi per alloggiare le tubazioni che convoglieranno le acque reflue alla fossa, l'alloggiamento della fossa biologica e le tubazioni che recapiteranno le acque chiarificate nella fognatura comunale. Gli scavi è opportuno eseguirli con un escavatore di piccole dimensioni che si può noleggiare da un'azienda specializzata nel noleggio di attrezzature edili, e che verrà portato in loco dal noleggiatore. Lo scavo per l'alloggiamento della fossa deve essere leggermente più largo della fossa stessa sia per facilitare la posa della fossa, sia per consentire un agevole raccordo delle tubazioni di carico e scarico. La profondità dello scavo dovrà essere tale che il coperchio della fossa sia allo stesso livello del terreno per permettere le operazioni periodiche di manutenzione.

Gli scavi dell'alloggiamento delle tubazioni dovranno avere una pendenza adeguata per consentire un regolare deflusso degli scarichi. É consigliabile stendere negli scavi per le tubazioni uno strato di sabbia per pareggiare il fondo ed evitare che delle asperità possano bucare le tubazioni. Il fondo dello scavo per la fossa biologica, invece, deve avere delle caratteristiche di planarità e senza pendenze, così da consenitre un appoggio uniforme della fossa. Se consentito dal progetto, si può eseguire il livellamento del fondo con il terreno compattato, altrimenti è consigliabile eseguire un getto di calcestruzzo non strutturale (magrone). Date le ridotte dimensioni di questo getto, il fondo in magrone si può preparare con una betoniera (anche questa noleggiabile) e dei sacchi di calcestruzzo pronti per l'uso reperibili presso le rivendite di materiali edili. Lo spessore sarà di circa 8 centimetri, e dopo almeno due giorni è pronto per ricevere la fossa biologica. Se la fossa scelta è costituita da anelli circolari in cemento, questi vanno sigillati tra un elemento e l'altro con del cemento per garantire la tenuta stagna della fossa.
Con la fossa biologica alloggiata nella sua sede si predispone l'allacciamento dei tubi di immissione nella fossa e di recapito delle acque chiarificate alla rete fognaria. Per la prima operazione ci si può rivolgere ad un idraulico, mentre l'allacciamento della tubazione al condotto fognario sarà cura degli operatori inviati dal comune. Terminate le opere di allacciamento interne si dovrà darne comunicazione al Comune chiedendo l'autorizzazione allo scarico. L'ufficio tecnico comunale potrà far eseguire il collaudo da personale proprio o da un tecnico esterno incaricato dal Comune stesso. Si provano le pendenze con dell'acqua, e se la fossa è in cemento la si riempie di acqua prima di metterla in funzione. L'acqua in eccesso viene poi estratta con una pompa sommersa noleggiabile. Se il collaudo comunale ha esito positivo e si ha l'autorizzazione allo scarico, si passa all'ultima fase della costruzione, ossia il rinterro della fossa biologica e delle tubazioni. Se la fossa è in cemento ed è posizionata in un punto di transito di autoveicoli, il rinterro deve essere eseguito con calcestruzzo, avendo cura di vibrarlo, anche con una barra di ferro, durante la posa. Altrimenti si esegue con il terreno dello scavo, costipandolo durante il rinfianco. Il rinterro degli scavi è' un'operazione che richiede una certa cautela, perché sassi o altri detriti potrebbero danneggiare la fossa in pvc o le tubazioni interrate. Finito il rinterro la fossa biologica è pronta per essere usata.

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