Si paga la TARI per una casa disabitata? Cosa sapere per risparmiare
Casa disabitata: devi pagare la TARI? Scopri quando è obbligatoria, come risparmiare e quali rischi corri se non paghi.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Quanto si paga di TARI per una casa disabitata
- Come avere uno sconto sulla TARI
- Chi è esente dal pagamento della TARI
- Cosa si rischia se non si paga la TARI
Hai una casa vuota e ti chiedi se devi pagare lo stesso la TARI?
La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì. La tassa si paga non perché la casa produce rifiuti, ma perché è suscettibile di produrli se usata. Detto questo, esistono situazioni in cui puoi ottenere uno sconto significativo o addirittura non pagare nulla. Devi però dimostrarlo e farne richiesta: non succede in automatico.
Scopri come viene calcolata la TARI per un immobile vuoto, quando puoi chiedere una riduzione, chi ha diritto all’esenzione e cosa rischi se non paghi.
Quanto si paga di TARI per una casa disabitata

Shutterstock
La TARI non si paga se l’immobile è oggettivamente inutilizzabile. Questo è il principio stabilito dalla Corte di Cassazione e confermato dal Ministero dell’Economia, ma va applicato in modo preciso. Per ottenere l’esenzione, bisogna distinguere tra casa disabitata e casa oggettivamente inutilizzabile. Non si paga la tassa sui rifiuti quando l’immobile non è allacciato ai contatori di luce, acqua e gas, e non possiede gli arredi essenziali che lo rendano abitabile, come letto, sedie e servizi sanitari.
La TARI non è dovuta nemmeno per chi acquista o eredita una casa da ristrutturare, purché sia priva di allacci alle forniture e senza mobili. Sono esenti anche gli immobili fatiscenti, pericolanti o considerati ruderi. Attenzione: quando una casa è inutilizzata ma abitabile, la TARI è comunque dovuta. Il pagamento non presuppone che si producano necessariamente rifiuti, ma la semplice possibilità di produrli se l’immobile venisse utilizzato.
Per ottenere l’esenzione occorre sempre presentare una dichiarazione al Comune di riferimento, allegando la documentazione che attesti l’assenza di utenze e di arredi. Il Comune può effettuare un sopralluogo per verificare quanto dichiarato.
Come avere uno sconto sulla TARI
Anche se la tua casa non rientra nei casi di esenzione totale, potresti avere diritto a una riduzione. La prima cosa da sapere è che le riduzioni non scattano in automatico: devi richiederle tu. Le agevolazioni non sono automatiche e dipendono interamente dalle disposizioni del singolo Comune.
Detto questo, ci sono diverse situazioni in cui puoi ottenere uno sconto sulla TARI:
- Seconda casa a uso saltuario. Molte amministrazioni comunali prevedono una riduzione, spesso attorno al 30%, per le seconde case a uso saltuario. Per sapere se nel tuo Comune è prevista questa agevolazione, devi consultare il regolamento TARI comunale.
- Residenti all’estero. La Legge di Bilancio 2021 prevede la riduzione della TARI di due terzi per le abitazioni di soggetti che non risiedono in Italia, a condizione che l’immobile non sia concesso in comodato a terzi e non sia locato. La domanda va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo.
- Servizio non erogato correttamente. Se il servizio di raccolta rifiuti non viene effettuato correttamente, il contribuente ha diritto a uno sconto del 20% o del 40% sulla tassa.
- Nucleo familiare con ISEE basso. Dal 2026 il bonus TARI nazionale è applicato nella misura del 25% ed è riconosciuto automaticamente in bolletta senza necessità di fare domanda. Ne beneficiano circa 4 milioni di famiglie con ISEE fino a 9.530 euro, soglia che sale a 20.000 euro con almeno quattro figli a carico.
Per le altre riduzioni, invece, dovrai presentare richiesta all’ufficio tributi del tuo Comune con la documentazione necessaria: dichiarazione sostitutiva, dati catastali dell’immobile, e in alcuni casi perizia tecnica.
Chi è esente dal pagamento della TARI

Shutterstock
L’esenzione totale è possibile, ma solo in presenza di condizioni specifiche e verificabili. Non basta che in casa non ci viva nessuno. Per non pagare la TARI su una casa disabitata, è necessario dimostrare che non sia arredata con i mobili essenziali (letto, sedie, tavoli) e che i contatori di luce, acqua e gas siano tutti scollegati. Non basta l’assenza di una sola utenza: devono mancare tutte e tre.
In pratica, sono esenti:
- gli immobili privi di allacci a luce, acqua e gas e senza arredi essenziali;
- gli immobili inagibili, ovvero senza collegamento alle reti fognaria, idrica ed elettrica;
- gli immobili oggetto di lavori di ristrutturazione o risanamento, limitatamente al periodo di validità del permesso rilasciato;
- gli immobili acquistati o ereditati che necessitano di ristrutturazione e risultano privi di allacci e di arredi.
Per dimostrare la condizione di disabitato è necessario presentare apposita documentazione al Comune, che potrà effettuare un’ispezione per verificare l’effettiva assenza di arredi e l’inattività delle forniture. Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 1263 del 23 gennaio 2021), nei casi di seconde case inagibili, inabitabili o di fatto non utilizzate, i contribuenti possono attestare tale condizione con autocertificazione. La dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento.
Cosa si rischia se non si paga la TARI
Non pagare la TARI, anche su una casa disabitata per cui si ritiene di essere esenti, può avere conseguenze serie se non si è prima presentata la dichiarazione di esenzione. Il primo passo del Comune è l’invio di un avviso di sollecito. Se il debito non viene saldato, si passa all’avviso di accertamento con l’applicazione di sanzioni e interessi. Trascorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso, questo diventa esecutivo, aprendo la strada alle procedure di riscossione coattiva.
Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:
- 0,1% per ogni giorno di ritardo entro i 14 giorni dalla scadenza; 1,5% tra 15 e 30 giorni; 1,67% tra 30 e 90 giorni;
- superata questa soglia, la sanzione ordinaria è del 30% dell’importo dovuto, a cui si aggiungono interessi di mora.
Se il debito non viene saldato dopo i solleciti, il Comune o l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare il pignoramento del conto corrente, dello stipendio o della pensione, fino all’ipoteca sull’immobile se il debito supera determinati importi. Se ti accorgi di non aver pagato, la strada migliore è il ravvedimento operoso: puoi regolarizzare la posizione spontaneamente, con sanzioni ridotte in proporzione alla tempestività del pagamento. Il diritto del Comune a riscuotere la TARI si prescrive in 5 anni dall’anno successivo a quello di imposta, ma attenzione: ogni sollecito o ingiunzione interrompe il conteggio, allungando i tempi.
Per dimostrare che un immobile è realmente inutilizzabile, uno degli elementi fondamentali è l’assenza di arredi. In molti casi, soprattutto per immobili ereditati o da ristrutturare, è necessario intervenire con uno sgombero completo prima di poter richiedere l’esenzione TARI.
Devi svuotare una casa per non pagare la TARI?
Su PagineGialle Casa puoi trovare professionisti dello sgombero nella tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e ricevi le offerte direttamente via email!
Domande frequenti:
-
Quanto si paga di TARI per una casa disabitata?
Nella maggior parte dei casi si paga comunque, perché la tassa si basa sulla potenziale produzione di rifiuti, anche se l’immobile non è abitato.
-
Come ottenere uno sconto o l’esenzione sulla TARI?
È necessario fare richiesta al Comune dimostrando condizioni specifiche, come inutilizzo dell’immobile, assenza di utenze o particolari requisiti previsti dal regolamento locale.
-
Cosa succede se non si paga la TARI su una casa vuota?
Si rischiano sanzioni, interessi e cartelle esattoriali, fino a procedure di riscossione come pignoramenti se il debito non viene saldato.
