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          <title>PGCasa.it | Preventivi e assistenza dai professionisti della casa</title>
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          <description>PGCasa è il portale in cui trovi i servizi e i professionisti della casa. Richiedi un preventivo online e confronta i prezzi delle migliori aziende.</description>
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                            <title>Ristrutturare casa entro il 2026 o aspettare? Cosa cambia con il nuovo TUIR</title>
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                            <pubDate>Wed, 9 Sep 2026 09:09:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-f124c190164cb25a0f53d05c83adff19">Cosa cambia con il nuovo TUIR sui Bonus casa</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-dcc66c23154373d97c7b84f7e395ad21">Conviene ristrutturare entro il 2026 o aspettare il 2027</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-1f24bd3e562a6d39912d21ab8d1ba064">Cosa succede a Sismabonus, Ecobonus e Bonus mobili nel 2027?</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr"><strong>Aspettare il 2027 per ristrutturare casa può costare caro.</strong> Con il<strong> nuovo TUIR</strong>, in vigore dal 1° gennaio, le aliquote di detrazione per Bonus ristrutturazione, Sismabonus ed Ecobonus cambiano, e in alcuni casi si riducono in modo sensibile. Prima di decidere quando avviare i lavori, è utile capire cosa prevede davvero il nuovo testo e quanto puoi ancora recuperare scegliendo di agire entro l’anno. Ecco la mappa completa delle novità.</p></p><p><h2 id="iol-toc-f124c190164cb25a0f53d05c83adff19">Cosa cambia con il nuovo TUIR sui Bonus casa</h2></p><p><p dir="ltr">Il nuovo TUIR <strong>riorganizza le detrazioni edilizie in articoli specifici</strong>, senza toccarne la sostanza:</p></p><ul>
<li>il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/lavori-ristrutturazione-detraibili-2026__50034"><strong>Bonus ristrutturazione</strong></a> passa dal vecchio articolo 16-bis al nuovo articolo 17, che ne fissa requisiti, tetti di spesa e aliquote a regime;</li>
<li><strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/sismabonus-2026-cosa-comprende__48042">Sismabonus</a> </strong>ed <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/sostituzione-infissi-ecobonus-bonus-casa-2026__47988">Ecobonus</a></strong>, misure destinate a scadere, trovano invece posto in due articoli dedicati, il 371 e il 372;</li>
<li>le regole transitorie per il 2026 e il 2027 restano temporaneamente confermate in un articolo a parte, il 373.</li>
</ul><p>Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 luglio, è già consultabile, quindi c’è tutto il tempo per prepararsi. Il risultato pratico è che tecnici e proprietari dovranno aggiornare i riferimenti normativi in moduli, relazioni tecniche e asseverazioni entro l’inizio del prossimo anno.</p><p><h2 id="iol-toc-dcc66c23154373d97c7b84f7e395ad21">Conviene ristrutturare entro il 2026 o aspettare il 2027</h2></p><p><p dir="ltr">Conviene muoversi entro il 2026, perché<strong> le condizioni fiscali di quest’anno sono più favorevoli</strong> di quelle che arriveranno dopo. Nel 2026 la <strong>detrazione è al 50% sulla prima casa e al 36% sulle altre abitazioni</strong>, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027 l’<strong>aliquota scende al 36%</strong> solo per la prima casa, mentre per le seconde case si riduce al 30%, percentuale che resterà in vigore fino al 2033.</p></p><p><p dir="ltr">Anche il<strong> tetto di spesa si dimezza</strong>, passando a 48.000 euro. Su una spesa di 30.000 euro, per fare un esempio concreto, la differenza tra le due finestre temporali vale già qualche migliaio di euro di detrazione in meno, quindi chi ha lavori già in programma farebbe bene ad anticiparli. Tutto questo, va detto, salvo modifiche nella prossima legge di Bilancio, che potrebbe ancora intervenire su aliquote e tetti di spesa.</p></p><p><h2 id="iol-toc-1f24bd3e562a6d39912d21ab8d1ba064">Cosa succede a Sismabonus, Ecobonus e Bonus mobili nel 2027?</h2></p><p><p dir="ltr">Sismabonus ed Ecobonus restano <strong>attivi fino al 31 dicembre 2027</strong>, con le aliquote attuali: 50% per la prima casa e 36% per le altre abitazioni e i familiari dei proprietari. Nessuna delle due agevolazioni prevede più percentuali differenziate per tipo di intervento, come accadeva in passato. Il <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/bonus-mobili-stop-definitivo-2027__49436">Bonus mobili</a></strong>, invece, non compare più tra le misure temporanee del nuovo testo: un’assenza che lascia intuire una possibile mancata proroga nel 2027. Chi vuole ancora sfruttarlo nel 2026 deve ricordare la regola base, cioè avviare i lavori di ristrutturazione prima di acquistare mobili ed elettrodomestici, anche se i lavori si concludono dopo l’acquisto.</p></p><p><p dir="ltr"><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturare-casa-montagna-costi-bonus-idee__46674">Come ristrutturare una casa in montagna? Costi, bonus e idee</a></strong></p></p><h3>Vuoi ristrutturare casa prima che cambino le regole?</h3><p><p dir="ltr">Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi contattare i professionisti della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e confronta le offerte comodamente via email.</p></p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Quali sono i lavori di ristrutturazione che puoi ancora detrarre nel 2026</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/lavori-ristrutturazione-detraibili-2026__50034</link>
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                            <pubDate>Fri, 4 Sep 2026 10:09:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-1998c8abaaeb3a02694354da1d248090">Quali interventi rientrano nel Bonus Ristrutturazione 2026</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-d640792bae204f5461be0142d0a11072">Quanto si può detrarre con il Bonus Ristrutturazione 2026</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-a694377250de04c5d57271a5dabf15ea">Quali lavori sono esclusi dal Bonus Ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-ccd9d8c465abeb06f07c032eaf8fd61c">Quali sono le agevolazioni per la ristrutturazione nel 2027</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr">Nel 2026 puoi ancora detrarre la maggior parte dei lavori di ristrutturazione grazie alla proroga del <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/pavimenti-e-rivestimenti/pavimenti-rientrano-bonus-ristrutturazione-2026__49702">Bonus Ristrutturazione</a>, con aliquota al <strong>50%</strong> sulla prima casa e al <strong>36%</strong> sulle seconde abitazioni. La riduzione delle percentuali, inizialmente prevista dal 1° gennaio, è stata rimandata al 2027: per tutto quest’anno restano quindi valide le stesse regole del 2025, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.</p></p><p><h2 id="iol-toc-1998c8abaaeb3a02694354da1d248090"><strong>Quali interventi rientrano nel Bonus Ristrutturazione 2026</strong></h2></p><p><div id="attachment_49752" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49752" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/ristrutturazione-con-ampliamento-cosa-si-puo-fare-senza-permessi.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Rientrano nel Bonus Ristrutturazione tutti i lavori previsti dall’articolo 16-bis del Tuir. Parliamo prima di tutto della <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/differenza-tra-ristrutturazione-e-manutenzione-straordinaria__41417">manutenzione straordinaria</a> e del restauro conservativo, tra cui:</p></p><ul>
<li>il<strong> rifacimento di impianti</strong> elettrici e idraulici;</li>
<li>la <strong>sostituzione di infissi e sanitari</strong>;</li>
<li>il <strong>consolidamento strutturale</strong>;</li>
<li>le modifiche interne che cambiano la <strong>distribuzione degli spazi</strong>;</li>
<li>gli interventi di <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/come-illuminare-sottotetto-cosa-scegliere__49748"><strong>recupero del sottotetto</strong></a> per trasformarlo in mansarda abitabile.</li>
</ul><p><p dir="ltr">Chi vive in condominio può contare sul <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/condomino-non-vuole-pagare-lavori__44930">bonus anche per le parti comuni</a>: facciate, scale, tetti condominiali e persino la semplice sostituzione di finestre e lucernari senza modifica di forma o materiale. Restano agevolabili pure gli <strong>interventi antisismici minori</strong> non coperti dal Sismabonus, la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-amianto-2026-come-ottenerlo__48389"><strong>bonifica dell’amianto</strong></a>, l’installazione di <strong>impianti di sicurezza</strong> contro i furti, il cablaggio per il contenimento dell’inquinamento elettromagnetico e la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali. Chi ha ambienti senza riscaldamento, come un vecchio sottotetto o un garage da recuperare, può inserire anche questi lavori nel computo, purché il progetto preveda un cambio di destinazione d’uso regolare e autorizzato dal Comune.</p></p><p><h2 id="iol-toc-d640792bae204f5461be0142d0a11072"><strong>Quanto si può detrarre con il Bonus Ristrutturazione 2026</strong></h2></p><p><p dir="ltr">Puoi recuperare il <strong>50% della spesa</strong> se i lavori riguardano la tua <strong>abitazione principale</strong>, fino a un massimo di 96.000 euro per immobile, oppure il <strong>36% se l’intervento riguarda una seconda casa</strong>, con lo stesso tetto di spesa. La detrazione viene ripartita in dieci rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi, quindi il beneficio si spalma nel tempo e non arriva subito. Vale anche se l’immobile non è ancora abitazione principale all’inizio dei lavori, purché lo diventi entro la fine del cantiere.</p></p><p><p dir="ltr">Chi supera i <strong>75.000 euro di reddito</strong> deve ricordare che esiste un tetto complessivo sulle detrazioni fruibili ogni anno, che si somma alle altre spese detraibili come sanità o interessi sul mutuo. In pratica, se la rata annuale del bonus è di 3.000 euro, questa cifra concorre al limite generale insieme a tutte le altre voci indicate in dichiarazione, e non alla spesa complessiva sostenuta per il cantiere.</p></p><p><h2 id="iol-toc-a694377250de04c5d57271a5dabf15ea"><strong>Quali lavori sono esclusi dal Bonus Ristrutturazione</strong></h2></p><p><div id="attachment_49555" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49555" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/06/la-ristrutturazione-si-blocca-una-sentenza-chiarisce-quando-puoi-chiedere-i-danni.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Non tutto quello che fai in casa genera diritto alla detrazione. Sono<strong> esclusi gli interventi di <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/differenza-tra-ristrutturazione-e-manutenzione-straordinaria__41417">manutenzione ordinaria</a></strong> su singole unità immobiliari, come una semplice tinteggiatura delle pareti o la sostituzione di pavimenti senza altre opere collegate, a meno che non riguardino le parti comuni condominiali. Restano fuori anche gli acquisti di arredi non collegati a un intervento edilizio, che invece rientrano nel <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/bonus-mobili-stop-definitivo-2027__49436">Bonus Mobili</a> con aliquota separata al 50% su un tetto di 5.000 euro. Attenzione infine al metodo di pagamento: senza bonifico parlante, con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa, la detrazione salta anche se il lavoro rientra tra quelli ammessi. Lo stesso vale per la documentazione: fatture, ricevute e, quando previsto, i titoli abilitativi vanno conservati per tutta la durata delle dieci rate, non solo nell’anno in cui il lavoro viene concluso.</p></p><p><h2 id="iol-toc-ccd9d8c465abeb06f07c032eaf8fd61c">Quali sono le agevolazioni per la ristrutturazione nel 2027</h2></p><p><p dir="ltr">Dal 2027 le percentuali dovrebbero scendere al<strong> 36% per la prima casa</strong> e al <strong>30% per le seconde abitazioni</strong>, salvo ulteriori proroghe che il governo potrebbe decidere con le prossime manovre di bilancio. Chi ha in mente lavori importanti, come il rifacimento completo di un impianto o una ristrutturazione integrale del bagno, farebbe bene ad avviare il cantiere entro quest’anno per beneficiare ancora dell’aliquota più alta. È quindi il momento giusto per pianificare gli interventi e raccogliere i preventivi, così da non trovarsi a inseguire i tempi con l’aliquota già ridotta.</p></p><p><p dir="ltr"><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p></p><h3>Vuoi ristrutturare casa sfruttando il bonus 2026</h3><p><p dir="ltr">Prima di iniziare i lavori conviene confrontare più preventivi per capire tempi e costi reali dell’intervento. Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi contattare i professionisti della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati, compilando il form online in pochi minuti.</p></p><p></p></div>
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                            <title>Quali Bonus Casa rimangono nel 2027? Tutte le novità dell&#039;estate</title>
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                            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
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	Come cambiano le aliquote per chi ristruttura dal 2027?
	Cosa cambia per Ecobonus e Conto Termico...]]></description>
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-583f01b8fbb08571f0053e76ba956ebd">Come cambiano le aliquote per chi ristruttura dal 2027?</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-fd34001bd78c2fc96cb44f9f59093957">Cosa cambia per Ecobonus e Conto Termico nel 2027?</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-29282a46b417bd1d306b4f356a2c6236">Come funziona il Bonus mobili nel 2027?</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr">Dal 2027 il Bonus ristrutturazione sulla prima casa scende dal 50 al 36%, con tetto di spesa dimezzato a 48mila euro annui. Cambiano anche Sismabonus, Ecobonus e Bonus mobili, salvo modifiche nella Legge di bilancio 2027 attesa in autunno. Ecco tutte le novità aggiornate su aliquote e scadenze. Si parte dalle ristrutturazioni e dal Sismabonus, i primi bonus a cambiare pelle dal nuovo anno.</p></p><p><h2 id="iol-toc-583f01b8fbb08571f0053e76ba956ebd">Come cambiano le aliquote per chi ristruttura dal 2027?</h2></p><p><p dir="ltr">Nel 2027 arriva il <strong>taglio delle aliquote per il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-ristrutturazione-senza-capienza-fiscale-cosa-sapere__49772">Bonus ristrutturazione</a></strong>: lo sconto scende dal 50 al 36%, con tetto di spesa dimezzato a 48mila euro annui invece degli attuali 96mila. Sulle seconde case la percentuale passa dal 36 al 30%, valore che dovrebbe restare fermo fino alla cessazione definitiva, prevista tra il 2032 e il 2033.</p></p><p><p dir="ltr">Cambia anche il riferimento normativo, dal momento che le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie non saranno più regolate dall’articolo 16 bis, ma dal <strong>nuovo articolo 17 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi</strong> (Tuir). Un cambio tecnico che non modifica il diritto al bonus, ma è utile sapere dove cercarlo nei prossimi anni.</p></p><p><p dir="ltr">Il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/sismabonus-2026-cosa-comprende__48042"><strong>Sismabonus</strong></a>, dedicato agli interventi antisismici nelle zone a rischio 1, 2 e 3, resta invece<strong> in vigore fino al 31 dicembre 2027</strong>, ma con le stesse aliquote ridotte del Bonus ristrutturazione, quindi 50% o 36% a seconda del tipo di abitazione.</p></p><p><h2 id="iol-toc-fd34001bd78c2fc96cb44f9f59093957">Cosa cambia per Ecobonus e Conto Termico nel 2027?</h2></p><p><p dir="ltr">Anche l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/sostituzione-infissi-ecobonus-bonus-casa-2026__47988"><strong>Ecobonus</strong></a>, che copre interventi come pompe di calore, infissi e isolamento termico, subisce una riduzione. Per le spese sostenute nel 2027 la <strong>detrazione scende al 30%</strong>, che sale al<strong> 36%</strong> se si tratta di prima casa, rispetto al 36 e 50% validi fino a fine 2026. Il bonus <strong>dovrebbe restare attivo fino al 31 dicembre 2027</strong>, salvo proroghe. Una novità concreta riguarda invece le modalità di erogazione: al posto della detrazione Irpef spalmata in dieci rate annuali, si sta valutando il passaggio al meccanismo del <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/conto-termico-obbligo-diagnosi-energetica__49471"><strong>Conto Termico</strong></a>, che permetterebbe di ottenere un rimborso parziale delle spese già nell’immediato. Una soluzione pensata soprattutto per chi ha redditi più bassi e fatica ad anticipare il capitale necessario ai lavori, anche se l’accesso al Conto Termico prevede requisiti più stringenti.</p></p><p><h2 id="iol-toc-29282a46b417bd1d306b4f356a2c6236">Come funziona il Bonus mobili nel 2027?</h2></p><p><p dir="ltr">Il nuovo articolo del Tuir <strong>non cita il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/bonus-mobili-stop-definitivo-2027__49436">Bonus mobili</a></strong>, il contributo del 50% su arredi e grandi elettrodomestici collegato a una ristrutturazione in corso. Se non arriveranno correttivi in manovra, il 2026 potrebbe essere l’ultimo anno utile. Oggi la detrazione vale il 50% a prescindere che i lavori riguardino la prima o la seconda casa, purché gli elettrodomestici rispettino le classi energetiche minime richieste, come la A per i forni o la E per lavatrici e lavastoviglie. Chi vuole ancora sfruttarlo deve ricordare una regola chiave:<strong> i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati prima dell’acquisto dei mobili</strong>, anche se si concludono successivamente.</p></p><p><p dir="ltr"><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p></p><h3>Vuoi ristrutturare casa prima che cambino le regole?</h3><p><p dir="ltr">Su PagineGialle Casa trovi i professionisti della tua zona pronti a seguirti. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online: risparmi tempo e confronti le offerte comodamente da casa.</p></p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Caldo estremo e piogge intense? 5 interventi per prepararsi al Super El Niño</title>
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                            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 11:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p>Le notizie di questi giorni parlano chiaro: il <strong>Super El Niño 2026</strong> sta portando temperature record e piogge sempre più violente anche in Italia. Per non farsi trovare impreparati servono alcuni controlli mirati in casa, dal tetto agli scarichi. Si parte dal condizionatore, spesso il primo alleato messo alla prova dal caldo. Ecco i 5 interventi da fare subito per proteggere la casa.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Bonus casa 2026, quali errori bloccano l&#039;agevolazione e come risparmiare</title>
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                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 11:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Quando si perde il diritto alla detrazione per ristrutturazione
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-2a638d8b9260046bf3ea4e9d9a59b34f">Quando si perde il diritto alla detrazione per ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-f868797e7b2dc654ac3639ec06ce89f7">Cosa succede se si sbaglia il bonifico per detrazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-1c1b1477f7463ae1e92a90f6dff782be">Cosa succede se la comunicazione ENEA viene presentata dopo i 90 giorni</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-12ae7d536307ce5127152be1d8d0c17e">Qual è la differenza tra l'aliquota per la prima casa e quella per la seconda casa</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr">Perdere il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/isee-2026-bonus__48004">Bonus casa</a> non significa solo rinunciare alla detrazione, ma <strong>restituire fino al 200% della spesa in sanzioni</strong> se l’errore riguarda una difformità nei lavori. Tra bonifici non parlanti, comunicazioni Enea in ritardo e aliquote confuse tra prima e seconda casa, le occasioni per sbagliare non mancano. Scopriamo insieme quando si perde davvero il diritto alla detrazione.</p></p><p><h2 id="iol-toc-2a638d8b9260046bf3ea4e9d9a59b34f"><strong>Quando si perde il diritto alla detrazione per ristrutturazione</strong></h2></p><p><p dir="ltr">Il diritto alla detrazione salta quando<strong> quello che è stato dichiarato non corrisponde a quello che è stato realizzato in cantiere</strong>. Succede spesso con la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata o con la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/milleproroghe-dodici-mesi-piu-scia__48492">Segnalazione Certificata Inizio Attività</a>, i documenti che descrivono l’intervento prima dell’avvio dei lavori. Se durante un sopralluogo emerge una parete spostata non prevista in planimetria, o infissi con una capacità termica inferiore a quella dichiarata, il bonus decade del tutto e scattano <strong>sanzioni comprese tra il 30 e il 200% della spesa</strong>, oltre agli interessi maturati.</p></p><p><p dir="ltr">Per questo motivo l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/cantiere-irregolare-ecco-le-multe-a-carico-dei-committenti-privati-e-come-evitarle__41902"><strong>asseverazione del tecnico incaricato</strong></a>, geometra, architetto o ingegnere, non è un semplice adempimento burocratico da archiviare. Il professionista si assume la responsabilità civile e penale di certificare che l’opera rispetti il progetto approvato e che i materiali impiegati soddisfino i requisiti tecnici richiesti, in particolare quando si tratta di interventi legati al risparmio energetico. Un controllo accurato prima della fine del cantiere permette di correggere eventuali difformità mentre è ancora possibile farlo, senza dover rincorrere il problema a lavori conclusi. Conviene quindi confrontare periodicamente lo stato di avanzamento con il progetto depositato, invece di aspettare il collaudo finale per accorgersi di uno scostamento.</p></p><p><h2 id="iol-toc-f868797e7b2dc654ac3639ec06ce89f7"><strong>Cosa succede se si sbaglia il bonifico per detrazione</strong></h2></p><p><div id="attachment_26464" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-26464" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2021/10/bonifico-parlante-bonus.jpg" alt="bonifico parlante bonus ristrutturazioni" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock, Inc." data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Un errore molto comune riguarda il metodo di pagamento scelto per saldare l’impresa. Il bonifico ordinario, quello usato normalmente per qualsiasi transazione bancaria, non permette alla banca o a Poste Italiane di applicare la <strong>ritenuta d’acconto dell’11%</strong> prevista dalla normativa, e questo può far perdere il beneficio fiscale anche se i lavori sono stati eseguiti correttamente.</p></p><p><p dir="ltr">Serve invece un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonifico-parlante-per-ristrutturazione-quando-usarlo-e-come-compilarlo__21185">bonifico parlante</a>, disponibile su tutte le piattaforme di home banking, che riporti il riferimento normativo dell’agevolazione, il codice fiscale di chi richiede la detrazione e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa che ha emesso la fattura. Chi si accorge di aver usato il bonifico sbagliato può comunque rimediare in due modi. Il primo passa dal chiedere all’impresa la restituzione della somma versata e ripetere il pagamento nella forma corretta. Il secondo prevede che il fornitore rilasci una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, in cui attesta di aver ricevuto e contabilizzato correttamente l’importo ricevuto.</p></p><p><h2 id="iol-toc-1c1b1477f7463ae1e92a90f6dff782be">Cosa succede se la comunicazione ENEA viene presentata dopo i 90 giorni</h2></p><p><p dir="ltr">Anche un adempimento apparentemente secondario come l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/comunicazione-enea-2026-quando-inviarla-bonus-casa__47885">invio dei dati all’Enea</a> può bloccare la detrazione se non rispetta i tempi previsti. La comunicazione va effettuata <strong>entro 90 giorni</strong> dalla conclusione dei lavori attraverso il Portale Bonus Fiscali, indipendentemente dal momento in cui è stato effettuato il pagamento all’impresa.</p></p><p><p dir="ltr">Chi supera la scadenza non perde automaticamente il diritto al bonus, a patto di agire in fretta. La legge consente di sanare il ritardo attraverso la <strong>remissione in bonis</strong>, inviando la comunicazione entro il termine della prima dichiarazione dei redditi utile e versando una sanzione forfettaria di 250 euro tramite modello F24, con codice tributo 8114. Meglio comunque segnare la scadenza in agenda fin dal primo giorno di cantiere, così da non ridursi all’ultimo momento.</p></p><p><h2 id="iol-toc-12ae7d536307ce5127152be1d8d0c17e">Qual è la differenza tra l’aliquota per la prima casa e quella per la seconda casa</h2></p><p><div id="attachment_49909" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49909" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/08/ristrutturazione-low-cost-quando-un-preventivo-troppo-basso-deve-farti-dubitare.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">La categoria dell’immobile incide direttamente sulla <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/iva-ristrutturazione-aliquota__45094">percentuale di detrazione riconosciuta</a>. Chi ristruttura l’abitazione principale ha diritto al <strong>50%</strong>, mentre per le seconde case l’aliquota scende al <strong>36%</strong>, con lo stesso tetto di spesa fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Su una spesa di 80.000 euro la differenza tra le due aliquote vale oltre 11.000 euro di detrazione spalmata in dieci anni, una cifra tutt’altro che trascurabile.</p></p><p><p dir="ltr">Spostare la residenza all’ultimo momento non basta a ottenere lo sconto maggiore, perché l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati anagrafici con quelli delle utenze domestiche. Se i consumi restano vicini allo zero, la detrazione più alta viene contestata e possono arrivare<strong> sanzioni amministrative fino al 120%</strong>. Vale anche la pena ricordare che tutta la documentazione, dai titoli abilitativi alle fatture, fino alle asseverazioni tecniche e ai verbali condominiali, va conservata a lungo, perché il Fisco può richiederla fino a cinque anni dopo l’ultima rata della detrazione. Un archivio ordinato, cartaceo o digitale, è la migliore assicurazione contro un accertamento arrivato a distanza di anni dalla fine del cantiere.</p></p><p><p dir="ltr"><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p></p><h3>Vuoi ristrutturare casa senza rischiare l’agevolazione?</h3><p><p dir="ltr">Affidati a professionisti che conoscono bene le regole del bonus casa. Su PagineGialle Casa puoi richiedere fino a <strong>5 preventivi gratuiti e personalizzati</strong> dagli esperti della tua zona: basta compilare il form online per ricevere le offerte direttamente via email.</p></p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Ristrutturi casa? La scelta del fornitore energia ti può fare risparmiare</title>
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                            <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-ee3efaa93a6affac604efe569a3679e5">Perché il fornitore di energia conta tanto dopo una ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-0c65a22e577c2e74572bcc4e837c9d10">Cosa cambia con pompe di calore e impianti a induzione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-b1e3b81620173c681d7e8908d2ec6b4e">Come valutare le offerte del fornitore e capire cosa conviene</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-f4feccb81e9864cc09ee2c126b1e1094">Come sfruttare il fotovoltaico e l'autoconsumo con il fornitore giusto</a></li>
</ul></p><p>Dopo una <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-low-cost-rischi-costi-nascosti__49908">ristrutturazione</a>, cambiare fornitore di energia elettrica può far <strong>risparmiare centinaia di euro l’anno</strong>. Se in casa sono arrivati una pompa di calore, l’induzione in cucina o un impianto fotovoltaico, i consumi cambiano radicalmente e il contratto stipulato anni prima rischia di farti pagare più del dovuto.</p><p>Scegliere il fornitore giusto, con la tariffa più adatta al nuovo profilo di consumo, può fare la differenza tra una bolletta sostenibile e una spesa che vanifica parte dei risparmi ottenuti con i lavori. Vale la pena dedicare tempo a questa scelta tanto quanto si è fatto per l’impianto stesso, perché un contratto sbagliato può azzerare i benefici economici della ristrutturazione.
</p><p><h2 id="iol-toc-ee3efaa93a6affac604efe569a3679e5"><strong>Perché il fornitore di energia conta tanto dopo una ristrutturazione</strong></h2></p><p>Conta perché <strong>una casa ristrutturata consuma elettricità in modo molto diverso da prima</strong>. Un appartamento che prima usava il gas per riscaldamento e cottura, dopo l’intervento può diventare completamente elettrico, con tutti i <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/interventi-facili-casa-autunno__46295">consumi domestici</a> concentrati su un unico contatore. In questo scenario il vecchio contratto, pensato per consumi ridotti e magari con fasce orarie poco convenienti, diventa inadatto. Restare legati a un’offerta pensata per un’abitazione con impianti tradizionali significa <strong>pagare di più per ogni chilowattora</strong>, proprio mentre la ristrutturazione dovrebbe portare un risparmio complessivo sui costi energetici e non un aumento della spesa mensile.</p><p><h2 id="iol-toc-0c65a22e577c2e74572bcc4e837c9d10"><strong>Cosa cambia con pompe di calore e impianti a induzione</strong></h2></p><p><div id="attachment_49155" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49155" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/04/giornata-della-terra-5-domande-per-capire-se-stai-sprecando-energia-in-casa-1.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Cambia soprattutto la quantità di energia elettrica richiesta durante il giorno. Le <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/fotovoltaico-pompa-calore-obbligo-variazione-catastale__49564">pompe di calore</a>, pur essendo molto efficienti, funzionano per diverse ore consecutive nei mesi più freddi, mentre i piani a induzione concentrano un forte assorbimento nei momenti dei pasti. Questo significa che conviene <strong>valutare tariffe che premiano il consumo concentrato in determinate fasce orarie</strong>, oppure offerte a prezzo fisso se si preferisce avere certezza sulla spesa mensile senza sorprese. Vale la pena anche<strong> controllare la potenza impegnata del contatore</strong>: molte abitazioni ristrutturate con impianti elettrici moderni hanno bisogno di un aumento della potenza disponibile, altrimenti si rischia il distacco automatico quando più apparecchi lavorano insieme, per esempio la pompa di calore e la wallbox dell’auto elettrica.</p><p><h2 id="iol-toc-b1e3b81620173c681d7e8908d2ec6b4e"><strong>Come valutare le offerte del fornitore e capire cosa conviene</strong></h2></p><p>Conviene partire dai propri consumi reali, non dalle promesse pubblicitarie. Prima di cambiare fornitore è utile recuperare le ultime bollette e<strong> osservare <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/costo-kwh-come-si-calcola-il-costo-dell-energia-elettrica__41968">quanti chilowattora si consumano in media </a></strong>al mese, distinguendo se possibile i consumi diurni da quelli serali. Solo con questi dati alla mano ha senso confrontare le offerte del mercato libero, guardando non solo il prezzo dell’energia ma anche i costi fissi mensili e le eventuali clausole di recesso.</p><p>Un’offerta con un prezzo per chilowattora molto basso può risultare meno vantaggiosa di una tariffa leggermente più cara ma senza costi accessori nascosti. Attenzione anche alla <strong>trasparenza del fornitore</strong>: le condizioni contrattuali devono essere chiare fin dal primo contatto, senza rimandi a documenti difficili da reperire o clausole scritte in piccolo. Può essere utile anche leggere le recensioni di altri clienti sulla qualità del servizio, oltre che sul prezzo.</p><p><h2 id="iol-toc-f4feccb81e9864cc09ee2c126b1e1094"><strong>Come sfruttare il fotovoltaico e l’autoconsumo con il fornitore giusto</strong></h2></p><p><div id="attachment_49435" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49435" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/05/installare-il-fotovoltaico-in-condominio-conviene-davvero-ecco-cosa-valutare.png" alt="palazzi con fotovoltaico" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Sfruttarlo bene significa scegliere un fornitore che <strong>gestisca correttamente lo scambio dell’energia prodotta in eccesso</strong>. Chi ha installato pannelli solari durante la ristrutturazione diventa un produttore oltre che un consumatore, e ha bisogno di un contratto che valorizzi l’energia immessa in rete quando i pannelli producono più di quanto la casa consuma in quel momento.</p><p>Non tutti i fornitori trattano questo aspetto allo stesso modo: alcuni offrono <strong>strumenti di monitoraggio dei consumi in tempo reale</strong>, utili per capire se l’impianto sta rendendo come previsto, altri si limitano a inviare la bolletta senza dare visibilità sui flussi energetici. Se in casa è presente anche una batteria di accumulo, la scelta del fornitore diventa ancora più importante, perché la<strong> gestione intelligente della carica e della scarica</strong> può ridurre ulteriormente la dipendenza dalla rete elettrica nelle ore serali, quando l’energia costa di solito di più.</p><p>Prima di firmare un nuovo contratto, è sempre bene chiedere un confronto diretto tra più operatori, portando con sé i dati di consumo aggiornati alla nuova configurazione della casa. Solo così la scelta del fornitore diventa parte integrante del progetto di ristrutturazione, e non un adempimento lasciato al caso o rimandato all’ultimo momento.</p><p></p></div>
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                            <title>Ristrutturazioni e lavori condominiali? Quando è obbligatorio il fondo speciale</title>
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                            <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 09:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-211e031ff7a39862e3192f581539049e">Cosa si intende per fondo speciale in condominio</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-142546d969238e46ae5a45eefaa119ae">Come funziona il fondo speciale per i lavori in condominio</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-f3902818fe3650126150762c423bdb5e">In quale caso è obbligatoria la costituzione di un fondo speciale</a></li>
</ul></p><p><strong>Hai approvato <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/lavori-manutenzione-straordinaria-ordinaria-condominio__47684">lavori straordinari in condominio</a> ma nessuno ha parlato di fondo speciale?</strong> Attenzione, perché senza questo passaggio rischi che la delibera venga impugnata e dichiarata nulla da un condomino. La legge lo rende obbligatorio proprio per evitare che il cantiere si blocchi a metà per mancanza di fondi, lasciando l’impresa senza pagamento e i lavori sospesi a lungo. Ecco quando scatta l’obbligo e come funziona in pratica.
</p><p><h2 id="iol-toc-211e031ff7a39862e3192f581539049e"><strong>Cosa si intende per fondo speciale in condominio</strong></h2></p><p>Il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/fondo-speciale-per-ristrutturazioni-in-condominio-come-funziona__36221">fondo speciale</a> è una <strong>riserva economica pari all’importo dei lavori straordinari</strong> deliberati dall’assemblea. Non si tratta di un vero e proprio conto corrente separato, ma di uno stanziamento contabile che l’amministratore inserisce nel <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/debiti-condominio-come-evitare-pagare__48604"><strong>bilancio del condominio</strong></a>. Serve a garantire che ci siano risorse sufficienti per pagare l’impresa che eseguirà l’intervento, evitando che il cantiere si fermi per mancanza di liquidità a lavori già iniziati. È diverso dal <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/cos-e-il-fondo-cassa-condominiale__37084">fondo cassa ordinario</a>, che copre le spese di gestione quotidiana come pulizie, luce delle scale o piccola manutenzione, e non può essere usato al suo posto quando si tratta di opere straordinarie. Ha inoltre un vincolo di destinazione preciso: può servire solo a coprire l’intervento per cui è stato costituito, non altre spese del condominio.</p><p><h2 id="iol-toc-142546d969238e46ae5a45eefaa119ae"><strong>Come funziona il fondo speciale per i lavori in condominio</strong></h2></p><p>Il fondo funziona come una <strong>raccolta preventiva di quote tra i condòmini</strong>, proporzionale ai <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/calcolare-i-millesimi-di-un-appartamento-in-condominio-come-fare__33967">millesimi di proprietà</a>, da versare prima dell’inizio dei lavori o comunque prima della firma del contratto d’appalto. Se l’impresa prevede pagamenti legati agli stati di avanzamento lavori, l’assemblea può decidere di<strong> costituire il fondo in più tranche</strong>, corrispondenti ai singoli pagamenti dovuti, anziché versare subito l’intero importo. In questo modo il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/ridurre-morosita-condominio-fine-anno__44157">rischio di morosità di alcuni condòmini</a> non ricade sull’impresa né sugli altri proprietari in regola con i versamenti, che restano tutelati anche in caso di ritardi altrui. L’amministratore ha il compito di verificare che le somme vengano effettivamente raccolte e custodite fino al saldo dei lavori, rendicontando tutto ai condòmini in assemblea e nei bilanci successivi.</p><p><h2 id="iol-toc-f3902818fe3650126150762c423bdb5e"><strong>In quale caso è obbligatoria la costituzione di un fondo speciale</strong></h2></p><p>La costituzione del fondo diventa <strong>obbligatoria</strong> ogni volta che l’assemblea approva<strong> lavori di manutenzione straordinaria</strong>, come il rifacimento del tetto, della facciata o degli <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/fotovoltaico-condominio-conviene-davvero__49433">impianti comuni</a>, oppure innovazioni che comportano una spesa rilevante, come l’installazione di un ascensore o di un impianto fotovoltaico condominiale. La legge non lascia margine di scelta: se manca la<strong> delibera sul fondo speciale</strong> insieme a quella sui lavori,<strong> un condomino può impugnare la decisione</strong>, e la Cassazione ha più volte confermato l’invalidità della delibera priva di questo passaggio, proprio perché la norma tutela sia l’impresa sia i condòmini che pagano regolarmente. Diverso è il caso della <strong>manutenzione ordinaria</strong>, per cui non è richiesto un fondo dedicato ma bastano le quote già previste dal bilancio annuale di gestione. Prima di dare il via libera all’impresa, quindi, è sempre bene controllare che nel verbale assembleare compaia esplicitamente l’importo del fondo e le modalità di versamento, così da evitare contestazioni successive e ritardi nell’avvio del cantiere.</p><h3>Devi ristrutturare le parti comuni del tuo condominio?</h3><p>Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi trovare imprese e professionisti qualificati della tua zona per lavori condominiali e ristrutturazioni. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online, e confronta le offerte senza impegno prima di scegliere.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Casa troppo calda d&#039;estate? Cause e soluzioni per ridurre il surriscaldamento</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/casa-troppo-calda-estate-cause-soluzioni__49910</link>
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                            <pubDate>Wed, 5 Aug 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Perché casa si surriscalda in estate
	Come ridurre il caldo senza climatizzatore
	Come abbassare...]]></description>
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-ce5ea4273f3625392de932d1be1afb80">Perché casa si surriscalda in estate</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-c672112804f8b8baf5216dc389da0950">Come ridurre il caldo senza climatizzatore</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-e1665e2227c87889dbbfdb38573197db">Come abbassare la temperatura in casa d'estate</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-8d2285506ca43a3713ada255a1bcd8eb">Quando conviene installare un climatizzatore</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr">Se in estate le<strong> stanze diventano roventi</strong> già dal primo pomeriggio, il problema quasi sempre non è il caldo esterno in sé, ma la capacità della casa di <strong>trattenerlo</strong>. Isolamento insufficiente, finestre esposte al sole e ventilazione scarsa sono le cause più comuni. La buona notizia è che si possono ridurre in modo concreto, spesso senza dover accendere il condizionatore tutto il giorno. Capire <strong>da dove entra il calore</strong> è il primo passo per risolvere il problema una volta per tutte.</p></p><p><h2 id="iol-toc-ce5ea4273f3625392de932d1be1afb80"><strong>Perché casa si surriscalda in estate</strong></h2></p><p><p dir="ltr">Casa si surriscalda perché il calore entra più velocemente di quanto riesca a uscire. Il <strong>tetto</strong> e le <strong>pareti</strong> esposte al sole <strong>assorbono energia per ore</strong> e la rilasciano lentamente anche di notte, mantenendo alta la temperatura interna anche quando fuori l’aria si è già raffrescata. Le<strong> finestre non schermate amplificano l’effetto serra</strong>, soprattutto se orientate a sud o a ovest, dove il sole batte più a lungo nel pomeriggio. A questo si aggiungono elettrodomestici, luci accese e persino il numero di persone in casa, che contribuiscono al calore accumulato negli ambienti chiusi e poco ventilati. Anche un <strong>isolamento termico datato o assente</strong> gioca un ruolo importante, perché lascia passare liberamente sia il freddo d’inverno sia il caldo d’estate. Le case costruite prima degli anni Novanta, in particolare, spesso <strong>non hanno alcun tipo di coibentazione</strong> e risentono maggiormente di questo problema. Anche l’ultimo piano di un condominio, esposto direttamente al tetto, tende a scaldarsi più degli altri.</p></p><p><h2 id="iol-toc-c672112804f8b8baf5216dc389da0950"><strong>Come ridurre il caldo senza climatizzatore</strong></h2></p><p><div id="attachment_44911" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-44911" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2025/03/idee-per-nascondere-i-cassonetti-delle-tapparelle-1.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Il primo intervento utile riguarda l’<strong>ombreggiamento delle finestre</strong>. Tapparelle, <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/come-funziona-bonus-tende-da-sole-2026__48404">tende oscuranti</a> o frangisole esterni bloccano i raggi solari prima che colpiscano il vetro, risultando molto più efficaci delle tende interne, che fermano il calore solo dopo che è già entrato nella stanza. È utile <strong>aprire le finestre nelle ore più fresche</strong>, di solito la mattina presto e dopo il tramonto, e chiuderle durante il giorno per non far entrare l’aria calda. Anche piccoli accorgimenti aiutano: spegnere le luci non necessarie, usare il forno e gli elettrodomestici nelle ore serali e favorire la ventilazione incrociata aprendo finestre su lati opposti della casa per creare un ricambio d’aria naturale. Un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/ventilatore-condizionatore-cosa-scegliere-risparmiare__49715"><strong>ventilatore da soffitto</strong></a>, pur non abbassando la temperatura, aumenta la percezione di fresco spostando l’aria e può bastare nelle giornate meno estreme. Conta che anche i tessuti scelti in casa incidono: tende leggere di colore chiaro riflettono meglio la luce rispetto a materiali pesanti e scuri.</p></p><p><h2 id="iol-toc-e1665e2227c87889dbbfdb38573197db">Come abbassare la temperatura in casa d’estate</h2></p><p><p dir="ltr">Gli interventi strutturali offrono i risultati più duraturi in termini di comfort termico. Il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/cappotto-termico-obbligatorio__44019"><strong>cappotto termico</strong></a>, spesso associato al risparmio invernale, funziona altrettanto bene in estate perché rallenta l’ingresso del calore dall’esterno verso l’interno. Anche l’<strong>isolamento del tetto</strong> è decisivo, dato che è la superficie più esposta al sole nelle ore centrali della giornata e in un sottotetto non coibentato la temperatura può superare facilmente i quaranta gradi. Un altro intervento efficace riguarda gli <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/differenze-bonus-infissi-prima-casa-seconda-casa-2026__49275"><strong>infissi</strong></a>: vetri doppi o basso emissivi riducono sensibilmente la trasmissione di calore rispetto ai vecchi serramenti singoli, con un beneficio che si nota tutto l’anno. Chi ha un giardino può contare anche sul <strong>verde</strong>, ricorrendo ad alberi a foglia caduca o pergolati posizionati sui lati più esposti, che offrono ombra naturale d’estate, senza sottrarre luce in inverno quando perdono le foglie.</p></p><p><h2 id="iol-toc-8d2285506ca43a3713ada255a1bcd8eb">Quando conviene installare un climatizzatore</h2></p><p><div id="attachment_40766" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-40766" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2024/05/consigli-per-risparmiare-in-bolletta-col-giusto-condizionatore-4.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Installare un climatizzatore conviene quando gli interventi passivi non bastano a garantire un comfort accettabile, soprattutto nelle zone con estati molto calde o in abitazioni ai piani alti particolarmente esposte. Una <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/come-scegliere-condizionatore-pompa-di-calore__49252"><strong>pompa di calore reversibile</strong></a> permette di raffrescare in estate e riscaldare in inverno con un unico impianto, ottimizzando i consumi rispetto a soluzioni separate e riducendo i costi di installazione complessivi. La scelta della potenza va valutata in base ai metri quadri e all’esposizione della casa, evitando impianti sovradimensionati che consumano di più senza reali vantaggi in termini di comfort. Prima di installare un condizionatore è comunque consigliabile <strong>intervenire prima sull’isolamento</strong>, così da ridurre le dispersioni e ottenere risultati migliori con una spesa energetica più contenuta nel tempo. Ricorda che la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/ogni-quanto-pulire-i-filtri-del-condizionatore__16781">manutenzione periodica dei filtri</a> incide sui consumi, perché un impianto sporco lavora di più per raffrescare gli stessi ambienti.</p></p><h3><strong>Vuoi rendere la tua casa più fresca in estate?</strong></h3><p><p dir="ltr">Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi trovare professionisti qualificati della tua zona per interventi di isolamento, schermature solari o installazione di impianti di climatizzazione. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online, e confronta le proposte più adatte alle tue esigenze.</p></p><p></p></div>
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                                    <media:title type="html">PGCasa</media:title>
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                        </item><item>
                            <title>Ristrutturazione low cost: quando un preventivo troppo basso deve farti dubitare</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-low-cost-rischi-costi-nascosti__49908</link>
                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Wed, 5 Aug 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-57da2140a95417fc7ce229f18c80de3d">Quanto deve costare davvero una ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-c39fcc8d63b8e1e665a660f60ffe320c">Quali segnali indicano un preventivo sospetto</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-e4243d5dcf71eb7038c2c75e7def64d3">Cosa manca spesso nei preventivi troppo bassi</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-4b19c08572e056019734a428e84d7b4b">Come verificare l'affidabilità di un'impresa</a></li>
</ul></p><p><strong>Ti hanno proposto un preventivo per ristrutturare casa molto più basso degli altri?</strong> Prima di sentirti fortunato, è il caso di capire cosa ci sia sotto. Spesso dietro un prezzo troppo conveniente si nasconde un cantiere che costerà più del previsto, per materiali di scarsa qualità, pratiche edilizie saltate e mancanza di professionalità. Prima di firmare, conviene confrontare più offerte e capire perché una si discosta così tanto dalle altre.
</p><p><h2 id="iol-toc-57da2140a95417fc7ce229f18c80de3d"><strong>Quanto deve costare davvero una ristrutturazione</strong></h2></p><p>Il costo di una ristrutturazione varia in base a metratura, stato dell’immobile e tipo di intervento, ma esistono fasce di riferimento realistiche. Una <strong>ristrutturazione leggera</strong>, che comprende tinteggiatura, piccole opere murarie e sostituzione di pavimenti, si aggira in genere <strong>tra 300 e 500 euro al metro quadro</strong>. Un intervento completo con <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/idraulica/come-gestire-impianti-durante-ristrutturazione__49102">rifacimento di impianti elettrici e idraulici</a> può invece <strong>superare gli 800 euro al metro quadro</strong>, soprattutto in un appartamento datato dove serve intervenire anche sulle strutture nascoste. Se un’impresa propone cifre molto più basse di questi valori, è il momento di chiedersi cosa sia davvero incluso nel prezzo.</p><p><h2 id="iol-toc-c39fcc8d63b8e1e665a660f60ffe320c"><strong>Quali segnali indicano un preventivo sospetto</strong></h2></p><p>Un<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-difetti-non-puoi-bloccare-pagamento__49708"><strong> preventivo generico</strong></a>, senza voci di spesa dettagliate, è il primo campanello d’allarme. Se manca l’indicazione dei materiali, delle marche o della metratura lavorata, diventa impossibile capire dove viene fatto il risparmio. Attenzione anche a chi chiede<strong> acconti molto alti prima di iniziare i lavori</strong>, magari superiori al 30 o 40 % del totale, o a chi non fornisce alcun riferimento a capitolati e materiali specifici. Anche la <strong>fretta con cui viene proposto un contratto</strong>, senza lasciarti il tempo di verificare l’azienda o confrontarla con altre, è un comportamento da non sottovalutare mai.</p><p><h2 id="iol-toc-e4243d5dcf71eb7038c2c75e7def64d3"><strong>Cosa manca spesso nei preventivi troppo bassi</strong></h2></p><p>Molti preventivi economici <strong>omettono voci fondamentali</strong> come lo smaltimento dei materiali di risulta, gli oneri di sicurezza in cantiere o le pratiche edilizie necessarie per intervenire legalmente, ad esempio la CILA o la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/milleproroghe-dodici-mesi-piu-scia__48492">SCIA</a> a seconda del tipo di lavoro. Il risultato è che il costo finale lievita durante i lavori, con richieste di pagamento aggiuntive non previste all’inizio del cantiere. Anche la <strong>qualità dei materiali usati</strong> può essere molto inferiore a quella dichiarata a voce, con conseguenze dirette sulla durata e sulla resa dell’intervento nel tempo.</p><p><h2 id="iol-toc-4b19c08572e056019734a428e84d7b4b"><strong>Come verificare l’affidabilità di un’impresa</strong></h2></p><p>Controlla sempre la <strong>visura camerale dell’azienda</strong> per capire da quanti anni opera e con quale forma societaria, chiedi referenze di cantieri già conclusi e verifica che disponga di un’assicurazione per i lavori e per eventuali danni a terzi. Un’impresa seria non ha problemi a mostrare queste informazioni e a spiegare nel dettaglio ogni voce del preventivo, senza fretta e senza reticenze. Diffida invece di chi si mostra evasivo o cerca di chiudere l’accordo il più velocemente possibile, perché spesso è proprio chi lavora bene ad avere meno bisogno di fare sconti eccessivi per aggiudicarsi il cantiere.</p><p>Affidarsi al preventivo più economico, senza capire cosa comprende davvero, espone al rischio concreto di <strong>lavori mal eseguiti e costi imprevisti</strong> che si sommano durante il cantiere. Meglio confrontare più proposte dettagliate e scegliere in base alla qualità complessiva dell’offerta, non solo al prezzo indicato in fondo al foglio.</p><p><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p><h4>Vuoi ristrutturare casa in sicurezza?</h4><p>Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi confrontare i professionisti della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Compila il form online e valuta con calma le proposte più adatte alle tue esigenze.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Cos&#039;è la variazione catastale e quando farla dopo la ristrutturazione</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/variazione-catastale-dopo-ristrutturazione__49886</link>
                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 15:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-cce563be239496a39578d1024ef5502c">Cos'è l'aggiornamento catastale</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-b08005b0b4082f02d6cb3784d93871c2">Quando è necessario presentare la variazione catastale</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-6e4dfc92632587ff56e149cf1cc3118a">Come si fa a fare una variazione catastale</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-f4951f1bce911c8aa15e2571bcf644bb">Quanto costa fare una variazione catastale</a></li>
</ul></p><p>La <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/interni/planimetria-catastale-perche-e-importante-aggiorarla__16462"><strong>variazione catastale</strong></a> è la pratica che aggiorna i dati ufficiali di un immobile in catasto dopo lavori che ne hanno modificato la struttura, la planimetria o la destinazione d’uso. Va presentata <strong>entro 30 giorni</strong> dalla fine dei lavori quando la ristrutturazione ha cambiato in modo sostanziale l’immobile rispetto a come risultava registrato in precedenza. Ecco cosa comprende l’aggiornamento, quando è obbligatorio, come procedere e quanto costa.
</p><p><h2 id="iol-toc-cce563be239496a39578d1024ef5502c">Cos’è l’aggiornamento catastale</h2></p><p><div id="attachment_49379" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49379" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/05/superbonus-come-superare-i-controlli-e-regolarizzare-la-tua-casa-al-catasto-1.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>L’aggiornamento catastale consiste nel comunicare all’Agenzia delle Entrate le <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/quando-aggiornare-rendita-catastale__44540"><strong>modifiche che un immobile ha subito</strong>,</a> così da allineare planimetria, categoria catastale e rendita alla situazione reale. Il catasto, infatti, non serve solo a fini fiscali: è il documento che attesta la <strong>consistenza legale di un’unità immobiliare</strong>, e ogni discrepanza tra ciò che risulta sulla carta e ciò che esiste fisicamente può creare problemi in fase di compravendita, successione o richiesta di mutuo.</p><p>Un immobile con planimetria non aggiornata, ad esempio, può<strong> bloccare un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/comprare-casa/bonus-acquisto-casa-ristrutturata-detrazione-rogito__48196">rogito notarile</a></strong> o rallentare l’istruttoria di un mutuo, perché la banca e il notaio devono verificare la piena corrispondenza tra stato di fatto e stato catastale. La normativa di riferimento è il <strong>decreto legge 4 del 2006</strong>, convertito nella legge 248 del 2006, che ha reso obbligatoria la denuncia di variazione ogni volta che un intervento edilizio cambia la consistenza o la distribuzione interna di un immobile. Si tratta di un<strong> obbligo di legge che ricade sul proprietario, </strong>indipendentemente dal fatto che l’immobile venga poi venduto o continui a essere abitato dalla stessa famiglia.</p><p><h2 id="iol-toc-b08005b0b4082f02d6cb3784d93871c2">Quando è necessario presentare la variazione catastale</h2></p><p>La variazione va presentata <strong>quando la ristrutturazione ha modificato in modo significativo la planimetria depositata in catasto</strong>. Rientrano in questa casistica lo <strong>spostamento di pareti interne</strong>, l’accorpamento o la divisione di più unità immobiliari, il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/cambio-destinazione-uso-tar-lazio__45983"><strong>cambio di destinazione d’uso</strong></a> di uno o più vani, l’aumento della superficie calpestabile, la realizzazione di soppalchi o l’installazione di un ascensore. Anche la trasformazione di un sottotetto in zona abitabile, la chiusura di un balcone o di una veranda, e la creazione di un nuovo bagno in uno spazio precedentemente non censito rientrano tra gli interventi che richiedono l’aggiornamento.</p><p>Diverso è il caso di<strong> lavori che non toccano la distribuzione degli spazi:</strong> il rifacimento di un bagno senza spostare le pareti, la sostituzione di infissi, la tinteggiatura o il rifacimento dell’impianto elettrico non comportano l’obbligo di variazione, perché non alterano la planimetria ufficiale. In caso di dubbio, conviene sempre far <strong>valutare l’intervento da un tecnico prima di iniziare i lavori</strong>, così da sapere fin da subito se sarà necessaria la pratica catastale al termine del cantiere, evitando di ritrovarsi con una scadenza da rispettare in fretta a lavori ultimati.</p><p><h2 id="iol-toc-6e4dfc92632587ff56e149cf1cc3118a">Come si fa a fare una variazione catastale</h2></p><p><div id="attachment_26851" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-26851" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2021/10/riforma-catasto.jpg" alt="riforma catasto" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock, Inc." data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>La procedura richiede l’intervento di un <strong>tecnico abilitato</strong>, come un geometra, un architetto o un ingegnere, che si occupa di sopralluogo e rilievo dello stato reale dell’immobile e di redigere la nuova planimetria secondo gli standard richiesti dal catasto. Il tecnico presenta poi la pratica attraverso il software <strong>Docfa</strong>, acronimo di Documenti Catasto Fabbricati, il sistema utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per gestire le denunce di variazione in modo digitale.</p><p>Per avviare la pratica il proprietario deve conferire una procura al tecnico incaricato e fornire la documentazione relativa ai lavori svolti, comprese eventuali fotografie dello stato precedente e successivo alla ristrutturazione e, se disponibile, la pratica edilizia presentata in Comune. Se l’intervento ha comportato anche un cambiamento della classe energetica dell’immobile, può essere necessario <strong>allegare o aggiornare l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/nuove-regole-attestato-prestazione-energetica__49348">attestato di prestazione energetica</a></strong>.</p><p>Una volta trasmessa la pratica, l’Agenzia delle Entrate verifica la documentazione e, se tutto è in regola, <strong>aggiorna automaticamente i dati catastali</strong>, compresa la rendita, che potrebbe cambiare in base alla nuova consistenza dell’immobile. I tempi di lavorazione da parte dell’ufficio sono generalmente rapidi, ma dipendono dal carico di lavoro della sede territoriale competente.</p><p><h2 id="iol-toc-f4951f1bce911c8aa15e2571bcf644bb">Quanto costa fare una variazione catastale</h2></p><p>Il costo complessivo dipende principalmente dall’onorario del tecnico incaricato, che varia in base alla complessità dell’intervento, alla metratura dell’immobile e all’area geografica in cui ci si trova. Indicativamente si può prevedere una spesa che va <strong>da 300 a 800 euro</strong> per il sopralluogo, il rilievo, la redazione della planimetria e la presentazione della pratica. A questo si aggiungono i costi fissi della procedura Docfa, che comprendono l’imposta di bollo e i tributi speciali catastali, per un totale di <strong>circa 50 o 60 euro</strong>, indipendentemente dal tecnico scelto.</p><p>Nel caso di immobili con planimetrie particolarmente datate, incomplete o di difficile lettura, il lavoro del tecnico può richiedere più tempo e quindi un compenso più alto rispetto a una variazione standard. Vale la pena ricordare che presentare la variazione in ritardo, oltre i 30 giorni previsti dalla legge, espone a <strong>sanzioni amministrative</strong> che possono superare ampiamente l’importo dell’onorario stesso, quindi conviene organizzarsi per completare la pratica appena terminati i lavori, magari incaricando lo stesso tecnico che ha seguito la ristrutturazione.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Qual è il materiale migliore per il lavello della cucina</title>
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                            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-2af4b0807a53659cb374841ffaa775fd">Che differenza c'è tra fragranite e granito</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-b97cf8ad84dd0b357cd692b2b003cc61">Meglio un lavello in acciaio o fragranite</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-1addffa729dbc078bbf1a286f1e2ef72">È più resistente il quarzo o il granito</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-8421c77a599270046c40dfb0777167dd">Qual è il materiale più resistente per un lavandino della cucina</a></li>
</ul></p><p><strong>Quale materiale scegliere per il lavello della cucina?</strong> Se cerchi resistenza e facilità di pulizia, fragranite e quarzo composito sono le opzioni più affidabili, mentre acciaio inox e granito naturale restano valide alternative per motivi diversi. La scelta giusta dipende da quanto usi il lavello ogni giorno, dalle pentole che appoggi più spesso e da quanta manutenzione sei disposto a fare. Vediamo le differenze tra questi materiali per orientarti verso quello più adatto a te.
</p><p><h2 id="iol-toc-2af4b0807a53659cb374841ffaa775fd">Che differenza c’è tra fragranite e granito</h2></p><p>La <strong>fragranite </strong>è un <strong>materiale composito</strong>, ottenuto mescolando graniglia di quarzo con resine acriliche in percentuali molto elevate, mentre il granito utilizzato nei lavelli può essere naturale oppure anch’esso composito, ma con una lavorazione diversa. La fragranite nasce proprio per<strong> superare i limiti della <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/pavimenti-e-rivestimenti/il-marmo-e-la-pietra-naturale-il-classico-intramontabile-sposa-il-design-moderno__5705">pietra naturale</a></strong>: è più leggera, meno porosa e più semplice da lavorare in fase di produzione, il che permette di realizzare forme e colori diversi con maggiore libertà. Il granito naturale, al contrario, mantiene venature uniche e un aspetto più grezzo, apprezzato da chi cerca un effetto pietra autentico in cucina.</p><p>Dal punto di vista pratico, la <strong>fragranite tende a macchiarsi meno</strong> perché la sua superficie è meno porosa, mentre il granito naturale va trattato periodicamente con prodotti specifici per mantenere la resistenza a macchie e calcare. Anche il peso cambia molto tra i due materiali: la fragranite è più leggera e quindi più semplice da installare, mentre un lavello in granito naturale richiede un mobile e un piano di appoggio in grado di sostenerne il peso maggiore.</p><p><h2 id="iol-toc-b97cf8ad84dd0b357cd692b2b003cc61">Meglio un lavello in acciaio o fragranite</h2></p><p><div id="attachment_49864" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49864" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/qual-e-il-materiale-migliore-per-il-lavello-della-cucina-1.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Tra acciaio e fragranite non c’è un vincitore assoluto, perché i due materiali rispondono a esigenze diverse. L’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/fabbri-e-lavorazioni-in-ferro-battuto/ringhiere-acciaio-inox-prezzi-pro-contro__43727"><strong>acciaio inox</strong></a> è igienico, resiste bene al calore e ha un costo generalmente più contenuto, oltre a essere facilissimo da pulire con i normali detergenti da cucina. Il suo limite principale è l’estetica, meno calda rispetto ai materiali compositi, e la tendenza a mostrare graffi superficiali con l’uso quotidiano. La <strong>fragranite</strong>, invece, offre un aspetto più simile alla pietra, assorbe meglio i rumori quando si lavano le pentole e resiste bene a urti e graffi grazie alla sua composizione.</p><p>Di contro ha un prezzo più alto e, se il colore scelto è molto scuro, può mostrare più facilmente aloni di calcare se non asciugata regolarmente. Un altro aspetto da considerare è la posa: l’acciaio si adatta facilmente a qualsiasi tipo di top, mentre la fragranite, essendo più pesante e disponibile in tonalità diverse, va scelta anche in base al colore del piano di lavoro per ottenere un risultato armonico. Chi cerca praticità quotidiana e budget contenuto può orientarsi sull’acciaio, mentre chi vuole un lavello che si integri con arredi di design troverà nella fragranite una scelta più coerente.</p><p><h2 id="iol-toc-1addffa729dbc078bbf1a286f1e2ef72">È più resistente il quarzo o il granito</h2></p><p>Il <strong>quarzo composito</strong> risulta generalmente più resistente del granito naturale, soprattutto per quanto riguarda macchie, graffi e assorbimento dei liquidi. Questo accade perché il quarzo utilizzato nei lavelli da cucina è un materiale ingegnerizzato, composto da una percentuale altissima di minerale di quarzo unito a resine che ne riducono la porosità quasi a zero. Il <strong>granito naturale</strong>, pur essendo una pietra molto dura, presenta comunque micropori che nel tempo possono trattenere unto e residui di cibo, specialmente se la superficie non viene sigillata periodicamente.</p><p>Il quarzo, al contrario, mantiene le sue caratteristiche più a lungo con una manutenzione minima, richiedendo solo una pulizia regolare senza trattamenti aggiuntivi. Va detto che il costo del quarzo composito di qualità è spesso superiore a quello del granito naturale, quindi la scelta finale dipende anche dal budget disponibile e dal tipo di utilizzo previsto in cucina.</p><p><h2 id="iol-toc-8421c77a599270046c40dfb0777167dd">Qual è il materiale più resistente per un lavandino della cucina</h2></p><p><div id="attachment_49863" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49863" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/qual-e-il-materiale-migliore-per-il-lavello-della-cucina-3.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Considerando resistenza a graffi, macchie, calore e urti nel complesso, il <strong>quarzo composito e la fragranite risultano i materiali più affidabili</strong> per un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/cucina-finestra-sopra-lavello__39021">lavello della cucina</a> destinato a un uso intenso. Entrambi nascono per limitare i punti deboli della pietra naturale e dell’acciaio, offrendo una superficie compatta che non assorbe liquidi e resiste bene anche a pentole calde appoggiate direttamente.</p><p>L’acciaio inox resta comunque una scelta solida se la priorità è l’<strong>igiene assoluta</strong>, perché non trattiene batteri e sopporta temperature elevate senza alcun danno. Il granito naturale, infine, va scelto soprattutto per motivi estetici, accettando una manutenzione leggermente più costante. La decisione giusta dipende quindi dall’uso quotidiano della cucina, dallo stile degli arredi e dal budget a disposizione, più che da un singolo materiale definito come il migliore in assoluto.</p><p></p></div>
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                            <title>Casa troppo calda? Tutte le strategie per difenderti dal caldo estivo</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/casa-troppo-calda-come-difendersi-caldo__49840</link>
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                            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 13:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Progettare le tende da sole, prima barriera contro il caldo estivo
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-692b3d567161ac8842b171c96512be41">Progettare le tende da sole, prima barriera contro il caldo estivo</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-0818d6cb293ad7318a4531a7d81c70a9">Installare il condizionatore per raffrescare gli ambienti</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-e2a748e08def3bc27b7ce489698a7d08">Sostituire gli infissi per bloccare il calore fuori casa</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-6c69c4a5a5dcc4c422e2663bb6d2d00a">Installare il ventilatore per una casa fresca a basso costo</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-1bf66df3ae5828414c5459bc862d7aa8">Fare l'isolamento contro il surriscaldamento</a></li>
</ul></p><p><strong>Come proteggere la casa dal caldo estivo senza far impennare la bolletta?</strong> Tra tende da sole, condizionatori, infissi nuovi, ventilatori e coibentazione del tetto, esistono soluzioni per ogni esigenza e ogni budget. In questa guida trovi cinque interventi concreti, con costi indicativi e bonus disponibili, per scegliere quello più adatto alla tua abitazione.
</p><p><h2 id="iol-toc-692b3d567161ac8842b171c96512be41">Progettare le tende da sole, prima barriera contro il caldo estivo</h2></p><p><div id="attachment_36670" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-36670" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2023/07/idee-per-fare-ombra-in-giardino-1.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Le <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/esterni/tende-da-sole-a-vela-vantaggi-e-utilizzi__19744"><strong>tende da sole a vela</strong></a> rappresentano una delle soluzioni più richieste per ombreggiare giardini e terrazze, grazie alla loro versatilità e all’estetica moderna. Negli ultimi anni sono diventate un vero e proprio <em>best seller</em> tra le coperture da esterno, complici anche i <strong>prodotti Made in Italy</strong>, spesso robusti, funzionali ed eleganti.</p></p><p><p dir="ltr">Tra i <strong>principali vantaggi</strong> troviamo la possibilità di creare uno <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/esterni/arredo-outdoor-scopri-gli-errori-da-evitare__38927">spazio esterno utilizzabile</a> in diverse ore del giorno e stagioni, di arredare con materiali e colori personalizzati, e di ripararsi sia dal sole che dalla pioggia con un’unica soluzione. Non presentano particolari svantaggi, a patto che il prodotto sia di qualità e il <strong>montaggio</strong> eseguito da professionisti affidabili, scegliendo con attenzione i punti di ancoraggio per evitare rischi di instabilità.</p></p><p><p dir="ltr">Dal punto di vista delle <strong>caratteristiche</strong>, le vele si distinguono per forma (quadrata, rettangolare o triangolare) e dimensioni, standard o su misura. Si dividono inoltre in <strong>impermeabili</strong>, in poliestere lavabile e adatte a proteggere anche dalla pioggia se installate con la giusta inclinazione, e in versioni <strong>ombreggianti</strong> in tessuto traspirante, ideali per la stagione estiva.</p></p><p><strong>Scopri di più: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/esterni/tende-da-sole-a-vela-vantaggi-e-utilizzi__19744">Tende da sole a vela: vantaggi e utilizzi</a></strong></p><p><h2 id="iol-toc-0818d6cb293ad7318a4531a7d81c70a9">Installare il condizionatore per raffrescare gli ambienti</h2></p><p><div id="attachment_49701" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49701" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/hai-un-condizionatore-vecchio-come-evitare-blackout-e-bollette-salate.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p><p dir="ltr">Prima di <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/ventilatore-condizionatore-cosa-scegliere-risparmiare__49715"><strong>installare un condizionatore in casa</strong></a> occorre scegliere tra impianto fisso o portatile, valutando tipologia (mono o multi-split), potenza, classe energetica e tecnologia inverter. L’installazione è regolata dal <strong>D.P.R. 146/2018</strong>, che impone l’intervento di tecnici certificati e dotati di patentino, pena sanzioni e denuncia penale.</p></p><p><p dir="ltr">In <strong>condominio</strong> bisogna rispettare <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/regole-per-installare-il-condizionatore-in-condominio__28033">regolamento condominiale</a> e norme comunali, posizionare l’unità esterna ad almeno <strong>3 metri</strong> da finestre e balconi e verificare eventuali limitazioni estetiche imposte dal decoro dell’edificio.</p></p><p><p dir="ltr">Chi installa un nuovo impianto può accedere al <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/come-funziona-bonus-condizionatori-2026__48467"><strong>Bonus condizionatori</strong></a>, parte dell’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/ecobonus-casa-2026__46952"><strong>Ecobonus</strong></a>, con <strong>detrazione fiscale del 50%</strong> sulla spesa, recuperabile in dieci anni e valida anche senza ristrutturazione, sostituendo vecchi impianti con modelli più efficienti. Sul fronte <strong>costi</strong>, un condizionatore fisso mono-split parte da circa <strong>500 fino a 1.200 euro</strong>, mentre dual e multi-split possono <strong>superare 1.800 euro</strong>, manodopera inclusa. Il fai da te è vietato per legge.</p></p><p><strong>Scopri di più: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/installare-condizionatore-costi-normativa-bonus__45651">Come installare un condizionatore in casa: consigli, costi, normativa e bonus</a></strong></p><p><h2 id="iol-toc-e2a748e08def3bc27b7ce489698a7d08">Sostituire gli infissi per bloccare il calore fuori casa</h2></p><p><div id="attachment_49276" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49276" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/05/quali-sono-le-differenze-tra-bonus-infissi-prima-casa-e-seconda-casa-2026.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>La <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/cambiare-colore-infissi-condominio__46244"><strong>sostituzione degli infissi</strong></a> va valutata quando le finestre lasciano passare aria o non isolano più bene dal punto di vista termico e acustico, idealmente durante una ristrutturazione per sfruttare le agevolazioni disponibili. Il <strong>materiale</strong> scelto incide molto sul prezzo: gli infissi in <strong>PVC</strong> costano tra <strong>150 e 300 euro/mq</strong>, quelli in <strong>alluminio</strong> tra <strong>200 e 400 euro/mq</strong>, mentre quelli in <strong>legno</strong>, più adatti a stili classici, arrivano a <strong>300-500 euro/mq</strong>.</p><p>Anche la <strong>tipologia di finestra</strong> influisce sul costo finale, che può variare da un minimo di <strong>150 euro/mq</strong> per una fissa in PVC fino a <strong>1.500 euro/mq</strong> per una scorrevole in alluminio. Vanno poi considerati costi aggiuntivi come trasporto, smaltimento dei vecchi infissi e manutenzione, più impegnativa per il legno rispetto a PVC e alluminio.</p><p>Sul fronte fiscale, l’intervento rientra generalmente nell’<strong>Ecobonus</strong> con detrazione dal <strong>50 al 65%</strong>, oppure nel <strong>Bonus Ristrutturazione</strong> al 50%, con la pratica <strong>ENEA</strong> obbligatoria che costa circa <strong>150 euro</strong>.</p><p><strong>Scopri di più: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/quanto-costa-sostituire-gli-infissi__9303">Quanto costa sostituire gli infissi?</a></strong></p><p><h2 id="iol-toc-6c69c4a5a5dcc4c422e2663bb6d2d00a">Installare il ventilatore per una casa fresca a basso costo</h2></p><p><div id="attachment_49716" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49716" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/ventilatore-o-condizionatore-ecco-cosa-scelgono-gli-italiani-per-risparmiare.png" alt="ragazza che utilizza condizionatore" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/quanto-consuma-ventilatore__45731"><strong>ventilatore</strong> </a>consuma mediamente <strong>tra 20 e 100 Watt</strong>, con i modelli da tavolo più contenuti (20-40 W) rispetto a quelli a colonna o a soffitto, che possono arrivare a 100 W. Acceso per 8 ore al giorno, il costo mensile oscilla tra <strong>2,4 e 5,7 euro</strong>, e i motori a corrente continua (DC) permettono di ridurre i consumi fino al <strong>70%</strong> rispetto ai modelli AC tradizionali.</p><p>Il <strong>termoventilatore</strong>, usato solo in modalità ventilazione, ha consumi simili a un ventilatore normale, ma se utilizzato a 2000 watt per un’ora costa circa <strong>0,44 euro</strong>. I <strong>ventilatori a soffitto</strong>, invece, restano tra i più efficienti per ambienti ampi, con consumi tra <strong>30 e 100 Watt</strong>, nettamente inferiori ai 700 Watt di un condizionatore.</p><p>Per <strong>risparmiare</strong> conviene regolare la velocità minima efficace, curare la manutenzione periodica, sfruttare le tariffe biorarie e abbinare il ventilatore al condizionatore per impostare temperature più alte, riducendo i consumi complessivi in bolletta.</p><p><strong>Scopri di più: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/quanto-consuma-ventilatore__45731">Quanto consuma un ventilatore e come risparmiare energia durante l’estate senza rinunciare al comfort</a></strong></p><p><h2 id="iol-toc-1bf66df3ae5828414c5459bc862d7aa8">Fare l’isolamento contro il surriscaldamento</h2></p><p><div id="attachment_38938" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-38938" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2024/01/come-fare-la-manutenzione-del-cappotto-termico.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>La <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/come-ristrutturare-tetto-guida-completa__49596"><strong>coibentazione del tetto</strong></a> consiste nella posa di materiali isolanti tra struttura e copertura, con l’obiettivo di ridurre la dispersione termica e limitare i <strong>ponti termici</strong>. Dal 2015, con il <strong>DM 26 giugno 2015</strong>, l’isolamento del tetto è diventato <strong>obbligatorio per legge</strong>, permettendo un risparmio in bolletta stimato tra il <strong>30 e il 40%</strong>, oltre a garantire un buon isolamento acustico.</p><p>Tra i <strong>materiali isolanti</strong> più utilizzati troviamo polistirene espanso, fibra di legno, sughero, poliuretano, lana di roccia e fibra di vetro, da scegliere in base al valore di <strong>conducibilità termica Lambda</strong>: più basso è il Lambda, maggiore è il potere isolante, soprattutto se abbinato a spessori adeguati. Utile anche prevedere uno spazio ventilato tra isolante e copertura, così da evitare l’accumulo di umidità in inverno e di calore in estate.</p><p>Per quanto riguarda i <strong>costi</strong>, l’intervento di coibentazione oscilla mediamente <strong>tra 25 e 40 euro al metro quadro</strong>, cifra che varia in base al tipo di tetto e alle spese accessorie come ponteggi, smaltimento e manodopera specializzata.</p><p><strong>Scopri di più: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/coibentazione-tetto-materiali-costi-e-consigli-utili__5312">Coibentazione tetto: materiali, costi e consigli utili</a></strong></p><h4>Vuoi installare o sostituire il tuo condizionatore?</h4><p><p dir="ltr">Affidati a un professionista qualificato per un impianto efficiente e a norma. Su<strong> PagineGialle Casa</strong> puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati dagli installatori della tua zona: basta compilare il form online per confrontare le offerte e scegliere quella più conveniente.</p></p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Devi ristrutturare casa? Quando serve l&#039;autorizzazione paesaggistica</title>
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                            <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:07:00 +0000</pubDate>
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	Cosa si intende per autorizzazione paesaggistica
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-aec4b9150a6a80b1f19a57fca505344c">Cosa si intende per autorizzazione paesaggistica</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-edda6ca4c403b0a6136eec89a96f3477">Quando è necessaria l'autorizzazione paesaggistica per una ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-3495de17409d8380b585f162120f372b">Quali interventi sono esonerati da autorizzazione paesaggistica</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-42861300f3df5831717328dd8fcdcc67">Quanti anni dura l'autorizzazione paesaggistica</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-827fa93e513bf0ba839c9934b2dffc8d">Cosa succede in caso di mancata autorizzazione paesaggistica</a></li>
</ul></p><p><strong>Devi ristrutturare casa?</strong> Prima di far partire il cantiere, molti proprietari scoprono un dettaglio che può cambiare tutti i piani: se la casa si trova in un’area vincolata, ristrutturare senza autorizzazione paesaggistica può <strong>bloccare i lavori o costare caro</strong>. La legge lo prevede chiaramente, ma non tutti gli interventi rientrano nell’obbligo. Ecco come capire subito se il tuo caso richiede il via libera della Soprintendenza.
</p><p><h2 id="iol-toc-aec4b9150a6a80b1f19a57fca505344c">Cosa si intende per autorizzazione paesaggistica</h2></p><p>È un <strong>provvedimento amministrativo </strong>distinto dal permesso di costruire o dalla <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/milleproroghe-dodici-mesi-piu-scia__48492">SCIA</a>, che serve a verificare che i lavori rispettino i valori paesaggistici di un’area protetta. La rilasciano il <strong>Comune </strong>o la <strong>Regione</strong>, quasi sempre dopo il parere della Soprintendenza, ente che valuta se il <strong>progetto è compatibile con il contesto tutelat</strong>o. Non sostituisce il titolo edilizio: è un atto che deve arrivare prima, perché senza il via libera paesaggistico anche una SCIA regolarmente presentata non permette di aprire il cantiere. I vincoli che rendono necessaria questa autorizzazione possono derivare dalla legge, come nel caso delle coste, dei boschi o delle fasce fluviali, oppure da un provvedimento specifico che riguarda un singolo immobile o una zona più ampia, magari un centro storico o un’area di particolare pregio paesaggistico.</p><p><h2 id="iol-toc-edda6ca4c403b0a6136eec89a96f3477">Quando è necessaria l’autorizzazione paesaggistica per una ristrutturazione</h2></p><p><div id="attachment_49825" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49825" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/casa-a-1-euro-sul-mare-1.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Serve ogni volta che l’immobile si trova in un’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-vincolo-paesaggistico-opere-ammesse-vietate__49812"><strong>area vincolata</strong></a> e i lavori cambiano l’<strong>aspetto esteriore dell’edificio</strong> o incidono sull’<strong>assetto del territorio circostante</strong>. Rientrano in questa casistica gli <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-ampliamento-cosa-fare-senza-permessi__49750"><strong>ampliamenti</strong></a>, le <strong>sopraelevazioni</strong>, la<strong> modifica di facciate</strong>, <strong>coperture </strong>o <strong>materiali esterni</strong>, e più in generale qualsiasi ristrutturazione che alteri la percezione visiva dell’immobile dall’esterno. Prima di avviare qualsiasi progetto in queste zone conviene far verificare l’<strong>esistenza del vincolo a un tecnico abilitato</strong>, architetto o ingegnere, che può controllare la situazione dell’immobile e capire se serve la procedura ordinaria, più lunga e con relazione paesaggistica dettagliata, oppure quella semplificata, prevista per gli interventi di minore impatto elencati nel DPR 31 del 2017.</p><p><h2 id="iol-toc-3495de17409d8380b585f162120f372b">Quali interventi sono esonerati da autorizzazione paesaggistica</h2></p><p>Non tutti i lavori in area vincolata richiedono il via libera della Soprintendenza. Il DPR 31/2017 elenca una trentina di interventi che si possono realizzare senza chiedere l’autorizzazione, perché considerati privi di reale impatto sul paesaggio. Tra questi rientrano:</p><ul>
<li>i <strong>lavori interni che non toccano l’aspetto esterno dell’edificio</strong>;</li>
<li>la<strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/differenza-tra-ristrutturazione-e-manutenzione-straordinaria__41417"> manutenzione ordinaria e straordinaria</a> che non altera i prospetti</strong>;</li>
<li>gli interventi di <strong>consolidamento statico e antisismico </strong>che non cambiano la forma e le dimensioni della costruzione;</li>
<li>l’installazione di <strong>impianti tecnologici esterni</strong> di piccole dimensioni come climatizzatori o caldaie;</li>
<li>l’<strong>eliminazione delle <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-barriere-architettoniche-2026-proroga-emendamento__48176">barriere architettoniche </a></strong>tramite rampe basse o servoscala.</li>
</ul><p>Anche piccole opere come la <strong>sostituzione di infissi </strong>con materiali e colori coerenti con l’edificio originario, o la <strong>tinteggiatura delle facciate</strong> nei toni già approvati dal piano del colore comunale, rientrano spesso tra i casi esclusi. Anche qui resta comunque consigliabile una <strong>verifica preventiva con un tecnico abilitato</strong>, perché la valutazione va sempre fatta caso per caso e dipende dalle caratteristiche specifiche dell’immobile e dal tipo di vincolo applicato.</p><p><h2 id="iol-toc-42861300f3df5831717328dd8fcdcc67">Quanti anni dura l’autorizzazione paesaggistica</h2></p><p><div id="attachment_31289" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-31289" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2022/11/cucina-casa-montagna.jpg" alt="Arredare cucina casa in montagna" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Una volta ottenuta, l’autorizzazione paesaggistica ha una<strong> validità di cinque anni</strong> a partire dal momento in cui diventa efficace il titolo edilizio collegato, che sia <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/come-ottenere-bonus-mobili-senza-cila__49090">CILA</a>, SCIA o permesso di costruire. Entro questo periodo i lavori vanno completati, o quantomeno avviati secondo quanto previsto dalla normativa vigente al momento del rilascio. Se il cantiere non parte o non si conclude in tempo, l’<strong>autorizzazione decade </strong>e per proseguire con il progetto occorre presentare una nuova domanda, con tutte le verifiche e i tempi che questo comporta.</p><p>La procedura ordinaria richiede in media un <strong>centinaio di giorni tra presentazione e rilasci</strong>o, mentre quella semplificata si esaurisce di solito in un paio di mesi. Per questo motivo, chi pianifica una ristrutturazione in area vincolata dovrebbe organizzare bene le tempistiche del cantiere fin dall’inizio, magari con l’aiuto di un tecnico che segua l’intero iter, così da non doversi ritrovare a rifare l’intera procedura a metà lavori.</p><p><h2 id="iol-toc-827fa93e513bf0ba839c9934b2dffc8d">Cosa succede in caso di mancata autorizzazione paesaggistica</h2></p><p>Eseguire lavori in area vincolata senza aver ottenuto prima l’autorizzazione paesaggistica configura un <strong>abuso</strong>, indipendentemente dal fatto che il titolo edilizio sia stato regolarmente presentato. Le conseguenze possono essere pesanti:<strong> sanzioni amministrative</strong>, obbligo di <strong>ripristinare lo stato dei luoghi </strong>precedente all’intervento e, nei casi più gravi, anche <strong>rilievo penale</strong>.</p><p>Il titolo edilizio da solo non basta a sanare la posizione, perché l’autorizzazione paesaggistica è un atto autonomo e presupposto rispetto a SCIA o permesso di costruire. Regolarizzare una situazione del genere dopo i lavori è complesso, spesso più costoso e non sempre possibile, motivo per cui la verifica preventiva del vincolo resta il modo più sicuro per evitare brutte sorprese durante o dopo il cantiere.</p><p>👉 <strong>Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/speciale-bonus-casa-2026-guida-completa__47887">Speciale Bonus Casa 2026, guida completa sulle detrazioni confermate </a></strong></p><p></p></div>
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                                    <media:title type="html">PGCasa</media:title>
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                        </item><item>
                            <title>Casa a 1 euro sul mare? Dove sono e quando conviene ristrutturarle</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/casa-1-euro-mare-dove-sono-quando-conviene__49821</link>
                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-d4a7b81846e1ea5c793bf60148d3ac56">Dove si trovano le case a 1 euro sul mare</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-08bbc2e9675f8b589ef905c685e230e4">Come funziona l'acquisto delle case a 1 euro</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-27cc2898dda4661f69dcb3e287ee192a">Quanto costa ristrutturare una casa a 1 euro</a></li>
</ul></p><p><strong>Vuoi comprare una casa vicino al mare senza dilapidare i risparmi?</strong> Alcuni comuni italiani vendono immobili a 1 euro proprio nei pressi di località balneari, in <strong>Puglia</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Sicilia</strong>. L’acquisto costa poco, ma i lavori di ristrutturazione sono obbligatori e vanno pianificati con attenzione fin da subito. Ecco dove si trovano queste case, come funziona il bando e quanto bisogna mettere in conto per renderle abitabili.
</p><p><h2 id="iol-toc-d4a7b81846e1ea5c793bf60148d3ac56">Dove si trovano le case a 1 euro sul mare</h2></p><p><div id="attachment_49823" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49823" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/casa-a-1-euro-sul-mare-2.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Le case a 1 euro non si trovano proprio sulla spiaggia, ma spesso in <strong>borghi dell’entroterra a pochi minuti di auto dalla costa</strong>. In Puglia il comune di <strong>Taranto</strong> ha lanciato negli anni scorsi un progetto di recupero della città vecchia, con l’obiettivo di <strong>ripopolare il centro storico</strong> e creare una rete turistico ricettiva diffusa. Al momento non ci sono immobili disponibili, ma l’amministrazione potrebbe riaprire i bandi con nuove proposte. Sempre in Puglia, nel foggiano, il comune di <strong>Biccari</strong> ha scelto una strada diversa e ha messo online un catalogo di case che vanno da 1 euro fino a 30mila euro, pensato per chi cerca un immobile già più pronto da abitare.</p><p>In <strong>Calabria</strong> il progetto più noto è quello di <strong>Cinquefrondi</strong>, che cede a prezzo simbolico gli immobili abbandonati del centro storico. Il paese non è direttamente sul mare, ma si trova <strong>a metà strada tra la costa ionica e quella tirrenica</strong>, raggiungibili in circa mezz’ora d’auto, il che lo rende comunque una base comoda per chi cerca casa vicino alla spiaggia senza pagarla a prezzi da località turistica.</p><p>In <strong>Sicilia</strong> spiccano invece <strong>Mussomeli</strong>, in provincia di <strong>Caltanissetta</strong>, e <strong>Piazza Armerina</strong>, in provincia di Enna. <strong>Mussomeli</strong> è probabilmente il caso più conosciuto in assoluto tra le case a 1 euro: il progetto ha attirato investitori da tutto il mondo, con centinaia di compravendite già concluse e un indotto che ha portato nuova vita al borgo, tra bar, ristoranti e attività ricettive nate proprio grazie agli acquirenti stranieri. <strong>Piazza Armerina</strong>, città nota anche per i mosaici della Villa Romana del Casale, punta invece con il suo bando a riqualificare il centro storico e a mettere in sicurezza gli edifici fatiscenti che da anni deturpano il tessuto urbano. Entrambi i comuni si trovano nell’entroterra siciliano, ma sono a distanza ragionevole dalle coste sud e sud orientali dell’isola, tra le più suggestive della regione.</p><p><h2 id="iol-toc-08bbc2e9675f8b589ef905c685e230e4">Come funziona l’acquisto delle case a 1 euro</h2></p><p>L’acquisto parte da uno screening che il comune fa sugli immobili abbandonati presenti sul territorio. L’amministrazione<strong> contatta i proprietari e propone loro di cedere la casa a un prezzo simbolico</strong>, spesso proprio 1 euro, invece di doversi accollare i costi di manutenzione o <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/demolizione-ricostruzione-ampliamento__45060">demolizione</a>. Chi acquista partecipa a un <strong>bando pubblico</strong> e si impegna a presentare un <strong>progetto di ristrutturazione</strong>, insieme a una garanzia economica che viene restituita solo se i lavori vengono davvero completati nei tempi previsti dal regolamento comunale.</p><p>Ogni bando fissa una <strong>scadenza entro cui avviare il cantiere</strong>, generalmente compresa tra sei mesi e un anno dall’acquisto, e un termine più ampio per concludere i lavori di messa in sicurezza e recupero, che può arrivare fino a tre anni. Il mancato rispetto delle scadenze può comportare la <strong>perdita della garanzia</strong> o, in alcuni casi, la restituzione dell’immobile al comune. Proprio per questo motivo prima di partecipare a un bando conviene verificare con attenzione lo <strong>stato dell’immobile</strong>, i <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-vincolo-paesaggistico-opere-ammesse-vietate__49812">vincoli urbanistici e paesaggistici della zona</a></strong>, che nelle località vicine al mare sono spesso più stringenti, e il <strong>costo reale della ristrutturazione</strong>.</p><p><h2 id="iol-toc-27cc2898dda4661f69dcb3e287ee192a">Quanto costa ristrutturare una casa a 1 euro</h2></p><p><div id="attachment_49824" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49824" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/casa-a-1-euro-sul-mare-3.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Il vero investimento in queste operazioni non è l’acquisto ma il <strong>recupero dell’immobile</strong>. Trattandosi quasi sempre di case abbandonate da anni, gli interventi da preventivare riguardano il <strong>consolidamento delle strutture</strong>, il <strong>rifacimento di impianti</strong> elettrici e idraulici ormai fuori norma, la <strong>sostituzione di infissi e tetto</strong>, oltre a un <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/efficientamento-energetico-fondi-pnrr__45183">adeguamento energetico</a></strong> che tenga conto del clima costiero, spesso più umido e salino. Per un piccolo immobile in condizioni compromesse la spesa complessiva può partire da alcune decine di migliaia di euro e salire sensibilmente se sono necessari interventi strutturali importanti o se l’immobile si trova in una zona sottoposta a vincoli della Soprintendenza.</p><p>Per contenere i costi è utile verificare quali <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/isee-2026-bonus__48004">bonus fiscali</a> si possono applicare ai lavori, dal bonus ristrutturazioni all’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, e farsi seguire da un tecnico che valuti in anticipo lo stato reale dell’edificio prima di partecipare al bando. Un sopralluogo preventivo evita brutte sorprese e permette di stimare con più precisione il budget necessario per trasformare un rudere in una casa vacanze sul mare.</p><p>👉 <strong>Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/speciale-bonus-casa-2026-guida-completa__47887">Speciale Bonus Casa 2026, guida completa sulle detrazioni confermate </a></strong></p><h3>Vuoi ristrutturare una casa a 1 euro</h3><p>Affidarsi a professionisti qualificati fa la differenza tra un investimento riuscito e un cantiere infinito. Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati dalle imprese della tua zona: ti basta compilare il form online per ricevere le offerte comodamente via email.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Superbonus: dal 23 luglio cambia il modello per cessione del credito e sconto in fattura</title>
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                            <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Chi può ancora usare il Superbonus nel 2026
	Cosa cambia con il nuovo modello dal 23 luglio
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                                    <div class="body"><p><p dir="ltr"></p><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-af8732dbb4e4559a284b4b888c4b29ca">Chi può ancora usare il Superbonus nel 2026</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-aea948f590cefe7cc90bb87e540bead4">Cosa cambia con il nuovo modello dal 23 luglio</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-dae6ae1082979b6bd376453a87893813">Quali documenti servono per inviare la comunicazione Superbonus 2026</a></li>
</ul></p><p></p></p><p><p dir="ltr">Chi ha diritto al <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/quando-usare-superbonus-2026-novita-privati-condomini__48180">Superbonus nel 2026</a> deve fare attenzione a una novità in arrivo. Dal<strong> 23 luglio</strong> è disponibile un nuovo modello per comunicare al Fisco la scelta tra sconto in fattura e cessione del credito, obbligatorio per chi ha immobili danneggiati dai terremoti in Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Ecco chi può ancora usare l’agevolazione, cosa cambia nella compilazione e quali documenti servono per non rischiare di perdere l’incentivo.</p></p><p><h2 id="iol-toc-af8732dbb4e4559a284b4b888c4b29ca"><strong>Chi può ancora usare il Superbonus nel 2026</strong></h2></p><p><p dir="ltr">Il Superbonus non è più una misura accessibile a chiunque ristrutturi casa. Dopo il progressivo depotenziamento rispetto all’aliquota originaria del 110%, oggi resta utilizzabile solo in casi residuali: gli <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/superbonus-scoperta-truffa-7-milioni__49288"><strong>interventi su immobili colpiti dai sismi</strong></a> del 2009 e del 2016-2017 nei territori di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Per tutti gli altri proprietari, chi vuole ristrutturare deve orientarsi su strumenti come il <strong>Bonus ristrutturazione</strong> o l’<strong>Ecobonus</strong>, che restano invece aperti a una platea più ampia di beneficiari.</p></p><p><h2 id="iol-toc-aea948f590cefe7cc90bb87e540bead4"><strong>Cosa cambia con il nuovo modello dal 23 luglio</strong></h2></p><p><p dir="ltr">La vera novità riguarda le specifiche tecniche di trasmissione al Fisco. Dal 23 luglio il<strong> nuovo modello</strong> dovrà essere usato per comunicare l’opzione scelta, sconto in fattura oppure cessione del credito, sia per gli interventi sulle singole unità immobiliari sia per quelli sulle <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/superbonus-controlli-fisco-sanzioni__49376">parti comuni condominiali</a>.</p></p><p><p dir="ltr">L’invio resta esclusivamente telematico, tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate o i consueti canali telematici. La comunicazione relativa alle unità immobiliari va sempre inviata dal soggetto che rilascia il visto di conformità, mentre per le parti comuni può occuparsene anche l’amministratore di condominio. È bene ricordare che l’Agenzia può comunque effettuare <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/controlli-bonus-casa-fisco__48115">controlli automatici sui dati trasmessi</a>, con possibile scarto della comunicazione in presenza di anomalie o incoerenze: un motivo in più per affidarsi a un professionista che curi la pratica senza errori.</p></p><p><h2 id="iol-toc-dae6ae1082979b6bd376453a87893813"><strong>Quali documenti servono per inviare la comunicazione Superbonus 2026</strong></h2></p><p><p dir="ltr">Oltre ai consueti adempimenti previsti per la detrazione, chi utilizza il Superbonus deve allegare il <strong>visto di conformità</strong>, rilasciato da commercialisti, consulenti del lavoro o CAF abilitati, e l’<strong>asseverazione tecnica</strong> che certifica il rispetto dei requisiti per l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/conto-termico-nuovi-incentivi-efficienza-energetica__48979">efficienza energetica</a> o la riduzione del rischio sismico, oltre alla congruità delle spese sostenute.</p></p><p><p dir="ltr">Per gli interventi condominiali, la comunicazione può essere inviata anche dall’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/lavori-condominio-amministratore-decidere-da-solo__45754">amministratore</a> o dal condomino incaricato, ma in questo caso il soggetto che rilascia il visto di conformità deve comunque verificare e validare tutti i dati prima dell’invio. Il modello si compone di diverse sezioni, dal frontespizio con i dati del beneficiario fino ai quadri dedicati alla tipologia di intervento, ai dati catastali e all’importo del credito ceduto o dello sconto applicato.</p></p><p><p dir="ltr"><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p></p><h3>Hai un immobile che rientra tra quelli danneggiati dal sisma?</h3><p><p dir="ltr">Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi trovare professionisti qualificati della tua zona per gestire pratiche e interventi legati al Superbonus senza pensieri. Richiedi fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati compilando il form online: ti basteranno pochi minuti per confrontare le offerte migliori.</p></p><p></p></div>
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                                    <media:title type="html"><![CDATA[palazzo con impalcature]]></media:title>
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                                    <media:title type="html">PGCasa</media:title>
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                        </item><item>
                            <title>Ristrutturazione con vincolo paesaggistico? Ecco tutte le opere ammesse e vietate</title>
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                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-71d00fe24256b5b7d2f0c80be8e745dc">Cosa comporta il vincolo paesaggistico</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-edda6ca4c403b0a6136eec89a96f3477">Quando è necessaria l'autorizzazione paesaggistica per una ristrutturazione</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-de17df527655d961abb17cba544c057b">Come superare il vincolo paesaggistico</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-dac31b0ce13fbe68c7a4a00a0fe5717b">Quali interventi sono esclusi dal parere paesaggistico</a></li>
</ul></p><p><strong>Vuoi ristrutturare casa ma temi il vincolo paesaggistico?</strong> Molti interventi, dalla tinteggiatura agli infissi, non richiedono alcuna autorizzazione. Altri invece passano da una procedura ordinaria o semplificata, con tempi diversi a seconda dei casi. In questa guida trovi cosa puoi fare senza permessi e cosa serve invece autorizzare.
</p><p><h2 id="iol-toc-71d00fe24256b5b7d2f0c80be8e745dc"><strong>Cosa comporta il vincolo paesaggistico</strong></h2></p><p>Avere un <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/vincoli-e-normativa-delle-ristrutturazioni-centro-storico__38757">immobile in area vincolata</a> significa che ogni modifica visibile all’esterno può incidere sul valore paesaggistico del luogo, e per questo va valutata prima dei lavori. Il vincolo non blocca la ristrutturazione, ma la sottopone a un controllo aggiuntivo rispetto al normale titolo edilizio. La disciplina di riferimento è il <strong>Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio</strong>, il D.Lgs. 42/2004, che all’articolo 146 vieta di introdurre modifiche che pregiudichino i valori tutelati senza il via libera dell’ente competente. I vincoli possono riguardare centri storici, coste, boschi, corsi d’acqua, aree montane o zone individuate dai piani paesaggistici regionali. Per sapere se la tua abitazione rientra in una di queste aree conviene<strong> chiedere un certificato di destinazione urbanistica al Comune</strong> o consultare il piano paesaggistico regionale.</p><p><h2 id="iol-toc-edda6ca4c403b0a6136eec89a96f3477"><strong>Quando è necessaria l’autorizzazione paesaggistica per una ristrutturazione</strong></h2></p><p><div id="attachment_49752" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49752" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/ristrutturazione-con-ampliamento-cosa-si-puo-fare-senza-permessi.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Serve l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-ampliamento-cosa-fare-senza-permessi__49750">autorizzazione paesaggistica</a> ogni volta che l’intervento cambia l’aspetto esteriore dell’edificio o dell’area circostante, come nel caso di modifiche a facciate, infissi, coperture, recinzioni o volumi. La procedura può seguire due strade. Quella ordinaria, prevista dall’articolo 146 del Codice, riguarda gli interventi più rilevanti e può richiedere fino a 120 giorni, perché coinvolge il parere vincolante della Soprintendenza. Quella semplificata, introdotta dal DPR 31/2017 per le opere elencate nell’<strong>Allegato B</strong>, si conclude invece entro 60 giorni. In entrambi i casi l’autorizzazione va richiesta prima dell’inizio dei lavori e non può essere ottenuta a posteriori, nemmeno se il cantiere è già parzialmente avviato. Una volta rilasciata, resta valida cinque anni.</p><p><h2 id="iol-toc-de17df527655d961abb17cba544c057b"><strong>Come superare il vincolo paesaggistico</strong></h2></p><p>Il vincolo non si aggira, ma si gestisce con un progetto costruito bene fin dall’inizio. Il primo passo è <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/general-contractor-chi-e-cosa-fa-ristrutturazione__49619"><strong>affidarsi a un tecnico</strong></a> che sappia inquadrare correttamente l’intervento tra procedura ordinaria, semplificata o esclusa, perché un errore di classificazione porta al rigetto della domanda e a una ripartenza da zero. Conviene poi presentare una <strong>relazione paesaggistica chiara</strong>, con foto dello stato attuale, elaborati grafici e materiali coerenti con il contesto, così da ridurre le richieste di integrazione che allungano i tempi. Scegliere <strong>soluzioni rispettose del paesaggio</strong> circostante, come coperture in coppi tradizionali o infissi in legno anziché in alluminio a vista, aumenta le probabilità di un parere favorevole. Se il progetto viene bocciato, la Soprintendenza comunica un preavviso negativo e concede 15 giorni per presentare una proposta modificata prima del diniego definitivo.</p><p><h2 id="iol-toc-dac31b0ce13fbe68c7a4a00a0fe5717b"><strong>Quali interventi sono esclusi dal parere paesaggistico</strong></h2></p><p><div id="attachment_49555" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49555" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/06/la-ristrutturazione-si-blocca-una-sentenza-chiarisce-quando-puoi-chiedere-i-danni.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Il DPR 31/2017 individua nell’<strong>Allegato A</strong> trentuno tipologie di lavori che non richiedono alcuna autorizzazione perché considerate di impatto trascurabile. Rientrano tra queste le opere interne che non alterano l’aspetto esterno dell’edificio, anche quando comportano un cambio di destinazione d’uso, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non modificano materiali e colori delle finiture esistenti, la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/serramenti-senza-certificazione-rischio-multe__49366">sostituzione di infissi e serramenti</a> con caratteristiche analoghe a quelli originari, la tinteggiatura delle facciate con colori già in uso e la posa di pannelli solari termici o fotovoltaici in condizioni di scarsa visibilità dagli spazi pubblici.</p><p>Anche piccoli interventi su recinzioni esistenti, pavimentazioni esterne e impianti tecnologici a servizio dell’abitazione possono rientrare tra le opere libere, sempre nel rispetto dei limiti dimensionali fissati dalla norma. Prima di iniziare, è comunque consigliabile far verificare l’intervento a un tecnico, perché anche un lavoro apparentemente minore può richiedere l’autorizzazione se incide sulla percezione visiva del bene tutelato.</p><p>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></p><h3><strong>Vuoi ristrutturare casa in zona vincolata?</strong></h3><p>Affidarsi a professionisti che conoscono le regole del vincolo paesaggistico ti evita ritardi e richieste respinte. Su <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati dai migliori tecnici ed esperti della tua zona: basta compilare il form online per ricevere le offerte direttamente via email.</p><p></p></div>
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                                    <media:title type="html"><![CDATA[due persone discutono a proposito degli interventi da eseguire durante una ristrutturazione della casa]]></media:title>
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                        </item><item>
                            <title>Come cambieranno i Bonus Casa nel 2027? Scadenze e novità sugli incentivi</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-casa-2027-scadenze-novita__49790</link>
                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Quali sono i bonus per la casa nel 2027
	Perché le aliquote dei Bonus casa scendono ancora
	Cosa...]]></description>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-1c01ec79584b1d33d0fc00fef9683a04">Quali sono i bonus per la casa nel 2027</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-22211dfc9da0fe6dbaeac5063153a440">Perché le aliquote dei Bonus casa scendono ancora</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-8523f8f0f9a60f6a69527f73c904c37f">Cosa succede ai Bonus casa dal 2028 </a></li>
	<li><a href="#iol-toc-abd6b0bdb8a5d89c9c051bbcf09bb4c8">Conviene ristrutturare prima del 2027</a></li>
</ul></p><p><strong>Tra un anno cambia tutto per chi vuole ristrutturare casa</strong>. Dal 1° gennaio 2027 le detrazioni per ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus <strong>scendono dal 50% al 36%</strong> per la prima casa e dal 36% al 30% per le altre abitazioni, mentre il tetto di spesa resta fermo a 96.000 euro. È solo il primo passo di una revisione più ampia, che dal 2028 porterà a un’aliquota unica del 30% e a un massimale dimezzato. Ecco cosa cambia nel dettaglio e quando conviene muoversi.
</p><p><h2 id="iol-toc-1c01ec79584b1d33d0fc00fef9683a04"><strong>Quali sono i bonus per la casa nel 2027</strong></h2></p><p>Nel 2027 restano attivi <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-ristrutturazione-senza-capienza-fiscale-cosa-sapere__49772"><strong>Bonus ristrutturazione</strong></a>, <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/differenza-ecobonus-bonus-casa-enea__47264"><strong>Ecobonus</strong> </a>e <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/sismabonus-bonus-case-ristrutturate-cumulabili__46579"><strong>Sismabonus</strong></a>, ma con percentuali più basse rispetto al 2026. Per l’abitazione principale<strong> la detrazione scende al 36%,</strong> mentre per le seconde case e per gli immobili diversi dalla prima casa<strong> si ferma al 30%</strong>. Per accedere all’aliquota maggiorata del 36% è necessario avere un diritto reale sull’immobile, quindi essere proprietari o titolari di un diritto di godimento, non semplici inquilini o comodatari.</p><p>Il limite massimo di spesa ammessa alla detrazione resta invece<strong> invariato a 96.000 euro per unità immobiliare</strong>, sia per la prima sia per le altre case, e la ripartizione avviene sempre in dieci rate annuali. Il Superbonus, di fatto, non è più disponibile se non per interventi legati a specifici eventi sismici avviati con istanze presentate entro il 30 marzo 2024. Per il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/arredamento/bonus-mobili-stop-definitivo-2027__49436"><strong>Bonus mobili</strong></a>, legato ai lavori di ristrutturazione, si attende invece la conferma definitiva nella prossima legge di bilancio.</p><p><h2 id="iol-toc-22211dfc9da0fe6dbaeac5063153a440"><strong>Perché le aliquote dei Bonus casa scendono ancora</strong></h2></p><p><div id="attachment_48451" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-48451" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/02/ristrutturazione-tetto-3.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>La riduzione fa parte di un piano più ampio annunciato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che punta a rendere il sistema delle detrazioni fiscali più selettivo e meno dispersivo. L’obiettivo del Governo è superare i bonus concessi in modo indistinto negli ultimi anni, mantenendo un<strong> sostegno concreto solo per i nuclei familiari con redditi medio bassi</strong>, mentre restano invariati gli strumenti legati al reddito delle famiglie, come l’assegno unico e le detrazioni per le spese sanitarie. Sul fronte edilizio pesano anche gli impegni europei del Pnrr e di <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/efficientamento-energetico-fondi-pnrr__45183">REPowerEU</a>, che spingono verso l’eliminazione dei sussidi ritenuti meno sostenibili dal punto di vista ambientale, con un possibile aumento della tassazione per il settore dello smaltimento dei rifiuti privo di recupero energetico.</p><p><h2 id="iol-toc-8523f8f0f9a60f6a69527f73c904c37f"><strong>Cosa succede ai Bonus casa dal 2028 </strong></h2></p><p>Dal 2028 al 2033 il taglio diventa strutturale e uguale per tutti. <strong>L’aliquota si uniforma al 30% per qualsiasi tipologia di immobile, senza più distinzione tra prima e seconda casa.</strong> Il cambiamento più rilevante riguarda però il tetto di spesa, che si dimezza passando <strong>da 96.000 a 48.000 euro</strong>, riducendo in modo sensibile il risparmio ottenibile sui lavori più costosi come il rifacimento del tetto o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento. Solo dal 2034 è previsto un parziale recupero, con la detrazione che risale al 36% per tutti gli immobili, ma il massimale resta comunque fermo a 48.000 euro. Chi rimanda i lavori rischia quindi non solo un’aliquota più bassa nel periodo 2028-2033, ma anche un importo massimo detraibile molto più contenuto rispetto a oggi.</p><p><h2 id="iol-toc-abd6b0bdb8a5d89c9c051bbcf09bb4c8"><strong>Conviene ristrutturare prima del 2027</strong></h2></p><p><div id="attachment_48231" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-48231" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/02/ristrutturazione-tetto-1.jpg" alt="ristrutturare" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Per capire l’impatto reale basta un esempio semplice. Su una spesa di 30.000 euro per la ristrutturazione della prima casa, nel 2026 la detrazione al 50% vale 15.000 euro spalmati in dieci anni. Con l’aliquota al 36% prevista dal 2027 lo stesso intervento porta a una detrazione di 10.800 euro, quasi 4.200 euro in meno. Il divario si allarga ulteriormente dal 2028, quando l’aliquota scende al 30% per tutti: sulla stessa spesa la detrazione scenderebbe a 9.000 euro, oltre 6.000 euro in meno rispetto a oggi. Numeri che aiutano a capire perché <strong>conviene programmare con anticipo gli interventi più impegnativi</strong>. Chi ha già in programma lavori importanti, come il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/rifacimento-tetto-meglio-le-tegole-o-i-coppi__13631">rifacimento del tetto</a>, la sostituzione degli infissi o un intervento di efficientamento energetico con pompa di calore, ha convenienza a intervenire entro la fine del 2026, quando le aliquote sono ancora al 50% e al 36% e il tetto di spesa è pieno.</p><p><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p><h3>Devi ristrutturare casa prima che cambino le aliquote</h3><p>Con <strong>PagineGialle Casa</strong> puoi metterti in contatto con i professionisti della tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati, senza impegno. Basta compilare il form online per ricevere le offerte direttamente via email e confrontarle con calma prima di scegliere.</p><p></p></div>
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                            <title>Hai diritto al Bonus ristrutturazione se non hai capienza fiscale? Cosa sapere</title>
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                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Qual è la capienza fiscale del Bonus ristrutturazione 2026
	Come capire la propria capienza...]]></description>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-e7f00dd968e3cf34d659a4654e8d2b73">Qual è la capienza fiscale del Bonus ristrutturazione 2026</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-ab6eef13d9746723b4be027361681d1c">Come capire la propria capienza fiscale</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-6fb0b4558af3beb510cb02ebe854a48b">Cosa succede al Bonus casa in mancanza di capienza fiscale</a></li>
</ul></p><p>Se hai un reddito basso o poche imposte da versare, potresti chiederti se ha senso avviare una ristrutturazione. La decisione varia in base alla tua capienza fiscale: il <strong>Bonus ristrutturazione</strong> è una detrazione IRPEF, non un rimborso diretto, quindi funziona solo se hai imposte sufficienti da scalare ogni anno. La norma di riferimento è l’<strong>articolo 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi</strong>, che regola da anni il recupero del patrimonio edilizio. Vediamo cosa cambia in concreto, come calcolare la propria situazione e come muoverti prima di firmare qualsiasi preventivo.
</p><p><h2 id="iol-toc-e7f00dd968e3cf34d659a4654e8d2b73"><strong>Qual è la capienza fiscale del Bonus ristrutturazione 2026</strong></h2></p><p><div id="attachment_49709" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-49709" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/07/ristrutturazione-con-difetti-ecco-quando-non-puoi-bloccare-il-pagamento.png" alt="geometra al lavoro" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>La <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/il-bonus-ristrutturazione-si-puo-avere-con-incapienza-fiscale-la-risposta-del-fisco__36603">capienza fiscale</a> è la capacità di un contribuente di assorbire, con l’IRPEF dovuta, la quota annuale di detrazione spettante. Il Bonus ristrutturazione 2026 riconosce una <strong>detrazione del 50%</strong> sulle spese per l’abitazione principale e del 36% per le altre unità immobiliari, fino a un <strong>massimale di 96.000 euro per unità</strong>. L’importo non viene erogato in un’unica soluzione ma ripartito in dieci quote annuali di pari valore, da recuperare direttamente in dichiarazione dei redditi.</p><p>Ogni anno, quella quota si sottrae all’imposta lorda dovuta. Se l’IRPEF versata è sufficiente a coprirla, il beneficio viene incassato per intero. Se invece l’imposta è più bassa della quota, la parte che eccede non viene restituita in altro modo, né subito né negli anni successivi. Da qui l’importanza di <strong>calcolare in anticipo la propria situazione fiscale</strong>, soprattutto per chi ha un reddito modesto, è pensionato con un assegno contenuto, lavora part time o ha già altre detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta da pagare, come quelle per carichi di famiglia o altri bonus edilizi in corso.</p><p><h2 id="iol-toc-ab6eef13d9746723b4be027361681d1c"><strong>Come capire la propria capienza fiscale</strong></h2></p><p>Per verificare la capienza fiscale basta <strong>guardare la propria dichiarazione dei redditi</strong>, <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/come-inserire-bonus-casa-precompilata-2026__49147">modello 730</a> o Redditi Persone Fisiche, e individuare l’IRPEF lorda dovuta prima di applicare le altre detrazioni. Questo dato va confrontato con la quota annua del Bonus ristrutturazione, calcolata dividendo la detrazione totale per dieci. Facciamo un esempio pratico: su una spesa di 40.000 euro con aliquota al 50%, la detrazione complessiva è di 20.000 euro, quindi 2.000 euro l’anno per dieci anni. È un calcolo che vale la pena rifare per ogni intervento, perché cambia in base all’importo speso, all’aliquota applicabile e al fatto che l’immobile sia abitazione principale o meno.</p><p>Se l’imposta netta dovuta supera questa cifra, la capienza è sufficiente e l’intero importo verrà recuperato senza problemi. Se invece l’imposta è inferiore, ad esempio 1.200 euro, la differenza di 800 euro per quell’anno non è recuperabile. Un commercialista o un CAF può fare questa verifica in pochi minuti, incrociando i dati del quadro RN con l’importo della detrazione prevista per i lavori da eseguire. Vale la pena farlo prima di firmare il preventivo, non dopo: conoscere in anticipo la propria capienza permette di scegliere l’importo dei lavori più adatto alla propria situazione fiscale, evitando di ritrovarsi con una detrazione solo parzialmente utilizzabile.</p><p><h2 id="iol-toc-6fb0b4558af3beb510cb02ebe854a48b"><strong>Cosa succede al Bonus casa in mancanza di capienza fiscale</strong></h2></p><p><div id="attachment_48820" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-48820" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/03/bonus-che-quasi-nessuno-chiede-ma-che-tagliano-le-bollette-luce-e-acqua-2.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>In mancanza di capienza fiscale, la quota di detrazione che supera l’IRPEF dovuta per quell’anno <strong>si perde e non si recupera negli anni successivi</strong>. Fa eccezione il caso di chi, in un determinato anno, non ha presentato la dichiarazione dei redditi perché non ne aveva l’obbligo, per esempio per assenza totale di reddito: come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la <strong>circolare n. 17/E del 2023</strong>, in questa situazione la rata non va persa e può essere recuperata in una dichiarazione successiva, indicando il numero di rata corretto.</p><p>Dal 2025 inoltre<strong> non è più possibile ricorrere allo sconto in fattura o alla cessione del credito</strong>, quindi chi ha poca capienza non ha più alternative per monetizzare la parte di detrazione che rischia di andare persa. Restano però due strade praticabili: intestare le spese, in tutto o in parte, a un familiare convivente con capienza fiscale più alta, oppure suddividere la spesa tra più comproprietari dell’immobile, distribuendo la detrazione su più dichiarazioni. Prima di firmare preventivi importanti, conviene sempre fare due conti con un professionista, così da pianificare i lavori in base alla reale capienza fiscale.</p><p><strong>👉 Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p><h3><strong>Vuoi ristrutturare casa in sicurezza?</strong></h3><p>Su<strong> PagineGialle Casa</strong> puoi trovare i professionisti giusti per la tua zona e richiedere fino a 5 preventivi gratuiti e personalizzati. Basta compilare il form online per confrontare le offerte e scegliere quella più adatta al tuo progetto.</p><p></p></div>
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                        </item><item>
                            <title>Casa umida anche in estate? Ecco le possibili cause e i controlli da fare</title>
                            <link>https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/casa-umida-estate-cause-soluzioni__49760</link>
                            <dc:creator><![CDATA[PGCasa]]></dc:creator>
                            <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Perché la casa è umida anche in estate
	Quali sono i segnali da non sottovalutare con una casa...]]></description>
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-b3218ad567e446ce75ef89f3a3859330">Perché la casa è umida anche in estate</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-8c88bcebc2f37ce0f8be0b87947b0888">Quali sono i segnali da non sottovalutare con una casa umida</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-72faccb6e10ae284b2cc0b7f6fac2311">Quali controlli fare in una casa umida</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-980a44a3990b91fbef00872ad5aeb18e">Come risolvere il problema dell’umidità in casa</a></li>
</ul></p><p>Casa umida anche con il caldo? Non è normale, e quasi sempre dipende da <strong>condensa</strong>, <strong>infiltrazioni </strong>o <strong>ventilazione insufficiente</strong>. In estate il fenomeno può sembrare paradossale, ma è proprio lo sbalzo tra l’aria fresca degli ambienti interni e quella calda e satura di vapore che arriva da fuori a creare le condizioni ideali per macchie, muffa e cattivi odori. Capire da <strong>dove nasce il problema </strong>è il primo passo per risolverlo davvero, invece di limitarsi a tamponare i sintomi con un deumidificatore acceso tutto il giorno, soluzione utile ma temporanea se la causa reale resta nascosta dietro un armadio o dentro una parete.
</p><p><h2 id="iol-toc-b3218ad567e446ce75ef89f3a3859330">Perché la casa è umida anche in estate</h2></p><p>La causa più comune è la <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/pavimenti-e-rivestimenti/condensa-pavimento-quando-preoccuparsi__47772">condensa</a> </strong>che si forma quando l’aria calda esterna, carica di vapore acqueo, entra a contatto con superfici più fredde come muri perimetrali, infissi o pavimenti di cantine e seminterrati. Il vapore si condensa e resta intrappolato, soprattutto nelle stanze poco areate o esposte a nord. A questo si aggiunge spesso l’<strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/umidita-risalita-barriera-chimica-funziona__47406">umidità di risalita</a> </strong>capillare, che sale dal terreno attraverso le murature prive di una barriera adeguata, e che il caldo tende ad accentuare perché favorisce l’evaporazione superficiale dell’acqua presente nei materiali.</p><p>Non va sottovalutato nemmeno l’<strong>effetto di un impianto di climatizzazione mal dimensionato o senza <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/condizionatori/a-cosa-serve-l-impianto-di-deumidificazione-e-quanto-costa__36903">deumidificazione</a></strong>, che raffredda l’aria senza eliminare l’umidità in eccesso. Anche piccoli<strong> errori quotidiani </strong>contribuiscono al problema, come stendere il bucato in casa a finestre chiuse o cucinare a lungo senza accendere la cappa, gesti che in estate pesano più del previsto perché l’aria calda trattiene una quantità di vapore molto più alta rispetto all’inverno. Non a caso i problemi peggiorano nei mesi più caldi: l’aria calda trattiene molto più vapore, che rilascia come condensa incontrando una parete fredda.</p><p><h2 id="iol-toc-8c88bcebc2f37ce0f8be0b87947b0888">Quali sono i segnali da non sottovalutare con una casa umida</h2></p><p><div id="attachment_47409" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-47409" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2025/11/umidita-di-risalita-1.png" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>I <strong>primi indizi </strong>sono spesso discreti: un leggero odore di chiuso appena si entra in una stanza, piccole macchie scure vicino agli angoli del soffitto, condensa sui vetri delle finestre anche nelle ore più calde della giornata. Con il tempo possono comparire aloni sulle pareti, intonaco che si sfoglia o bolle, e la classica muffa nerastra negli angoli meno ventilati, dietro gli armadi o vicino ai bagni.</p><p>Anche un semplice <strong>senso di afa persistente</strong>, diverso dal normale caldo estivo, può essere un campanello d’allarme utile da non ignorare, perché indica che l’aria interna non riesce a smaltire correttamente il vapore acqueo prodotto in casa. Un dettaglio spesso trascurato è l’odore in un armadio rimasto chiuso per giorni: se persiste anche dopo aver arieggiato, quasi sempre indica <strong>muffa</strong> già presente ma non ancora visibile.</p><p><h2 id="iol-toc-72faccb6e10ae284b2cc0b7f6fac2311">Quali controlli fare in una casa umida</h2></p><p>Prima di intervenire conviene <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/infissi/guarnizioni-dei-vecchi-infissi-come-e-quando-sostituirle__22981"><strong>controllare lo stato delle guarnizioni di porte e finestre</strong></a>, spesso responsabili di infiltrazioni sottili che passano inosservate, e verificare che i punti di scarico dell’acqua, come <strong>grondaie </strong>e <strong>pluviali</strong>, siano liberi e funzionanti. È utile anche osservare la base dei muri esterni per capire se ci sono <strong>segni di risalita</strong>, come intonaco sgretolato o efflorescenze biancastre. Nei bagni e in cucina bisogna assicurarsi che l’<strong>aspiratore </strong>funzioni davvero, e che non ci siano perdite sotto i lavelli o intorno alla doccia.</p><p>Un <strong>misuratore di umidità </strong>economico, nelle stanze più a rischio, aiuta a capire se i valori restano stabilmente sopra il 65%, soglia oltre cui la muffa trova terreno fertile. Anche il mobilio conta: armadi appoggiati contro pareti fredde, senza qualche centimetro di distacco, impediscono la circolazione dell’aria e diventano spesso il primo punto in cui compare la condensa. Un controllo semplice consiste nell’attaccare un pezzo di pellicola trasparente su un punto sospetto della parete per un giorno: se la condensa compare verso la stanza il problema è legato all’aria interna, se compare verso il muro è più probabile un’infiltrazione.</p><p><h2 id="iol-toc-980a44a3990b91fbef00872ad5aeb18e">Come risolvere il problema dell’umidità in casa</h2></p><p><div id="attachment_36907" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-36907" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2023/07/deumidificatore-1.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Nella maggior parte dei casi bastano<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/interni/migliorare-ventilazione-casa__38873"><strong> interventi mirati sulla ventilazione</strong></a>, come aprire le finestre nelle ore più fresche della giornata, installare griglie di aerazione nei bagni ciechi o valutare un sistema di ventilazione meccanica controllata, che ricambia l’aria senza disperdere troppo il fresco interno. Dove la condensa è legata a punti freddi specifici, come cassonetti delle tapparelle o angoli poco isolati, un<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/bonus-isolamento-termico-2026__49202"><strong> intervento di isolamento termico</strong></a> mirato risolve il problema alla radice.</p><p>Se invece l’umidità arriva dal terreno, servono soluzioni più strutturali come barriere chimiche iniettate nelle murature o intonaci macroporosi deumidificanti, capaci di far respirare la parete senza trattenere l’acqua. Quando i segnali sono diffusi o persistenti nonostante i primi rimedi, conviene far valutare la situazione da un tecnico, che con una diagnosi accurata individua la causa esatta e l’intervento più adatto, evitando lavori inutili. Per mantenere l’ambiente sano nel tempo è buona norma tenere l’<strong>umidità relativa</strong> tra il 40 e il 60 per cento, intervallo che riduce il rischio di muffa senza seccare troppo l’aria.</p><p></p></div>
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                            <title>Ristrutturazione con ampliamento: cosa si può fare senza permessi?</title>
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                            <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:07:00 +0000</pubDate>
                            <category><![CDATA[Riparazioni casa]]></category>
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	Cosa si intende per ampliamento in edilizia
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                                    <div class="body"><p><ul class="iol-toc">
	<li><a href="#iol-toc-64b7e3845c6191cb774def756ba31ced">Cosa si intende per ampliamento in edilizia</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-161a3af86323ede067113f880d6314f5">Cosa significa "ampliamento del 20 per cento"</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-fb1ac57bd9b90070248687695650c91b">Come sapere se è possibile ampliare casa</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-270f703216598076eb768e822c79cf5a">Che permessi servono per ampliare una casa</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-b188b8d67041869a9e4e146a598759fd">Quali sono le conseguenze di un ampliamento abusivo</a></li>
	<li><a href="#iol-toc-52780c5a4b06774b072d3a54ba3a8ac7">Quanto costa fare un ampliamento di una casa</a></li>
</ul></p><p>Ampliare casa senza alcun titolo edilizio non è quasi mai possibile. Qualsiasi intervento che aumenti il volume o la superficie di un edificio, anche di pochi metri quadrati, <strong>rientra nell’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/lavori-edilizia-libera-idee-risparmiare__48074">edilizia libera</a> solo in casi molto marginali</strong>, come piccole tettoie amovibili. Nella maggior parte dei casi serve invece la <strong>SCIA </strong>alternativa oppure, più spesso, il <strong>Permesso di Costruire</strong>, come previsto dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001). Vediamo come muoversi nel caso in cui la ristrutturazione della casa preveda un ampliamento.
</p><p><h2 id="iol-toc-64b7e3845c6191cb774def756ba31ced">Cosa si intende per ampliamento in edilizia</h2></p><p>Per ampliamento si intende qualsiasi opera che <strong>aumenta la volumetria o la superficie utile di un fabbricato</strong> già esistente. Rientrano in questa categoria l’estensione laterale verso il giardino, la sopraelevazione di un piano, la chiusura di verande, portici o balconi e il recupero di sottotetti quando comporta un aumento di volume.</p><p>Non si tratta di semplice ristrutturazione, perché l’ampliamento crea un organismo edilizio diverso da quello di partenza, anche quando le opere riguardano una parte piccola della casa. Per questo motivo viene <strong>trattato dalla normativa in modo più rigido </strong>rispetto ai lavori sulle parti già esistenti, con verifiche su distanze dai confini, altezze massime e rapporto aeroilluminante degli ambienti. Anche una semplice camera ricavata chiudendo un porticato, se aumenta il volume dell’edificio, è a tutti gli effetti un ampliamento.</p><p><h2 id="iol-toc-161a3af86323ede067113f880d6314f5">Cosa significa “ampliamento del 20 per cento”</h2></p><p><div id="attachment_48222" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-48222" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2026/02/ristrutturazione-casa-5.jpg" alt="ristrutturazione" width="600" height="342" data-iol-source="Shutterstock" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>L’espressione fa riferimento al <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bonus-volumetria-piano-casa-come-funziona__49350"><strong>Bonus volumetrico</strong></a> riconosciuto da molte leggi regionali sul <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/piano-casa-2026-legge-cosa-cambia-cittadini__49689">Piano Casa</a>, che consente di aumentare la volumetria esistente entro un tetto massimo, <strong>generalmente il 20%</strong>. Ogni Regione applica però condizioni diverse. Nel <strong>Lazio il limite è il 20%</strong> della volumetria residenziale esistente, con un tetto di 70 metri quadrati per edificio. In Campania la stessa percentuale vale solo per edifici uni o bifamiliari con volumetria non superiore a 1.500 metri cubi. In altre Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, la soglia può arrivare al 35 per cento.</p><p>Il bonus si applica solo su un edificio realmente esistente, non su una volumetria semplicemente autorizzata ma non ancora costruita, come confermato di recente anche dal Consiglio di Stato. Alcune Regioni concedono <strong>percentuali più alte</strong>, fino al 25-35%, quando l’ampliamento viene realizzato con criteri di <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/bioedilizia-un-trend-in-crescita__31367">bioedilizia</a> o fonti rinnovabili, ma le regole cambiano di anno in anno ed è sempre il caso di verificarle presso l’ufficio tecnico comunale prima di avviare qualsiasi progetto.</p><p><h2 id="iol-toc-fb1ac57bd9b90070248687695650c91b">Come sapere se è possibile ampliare casa</h2></p><p>Bisogna partire dalla verifica dell’indice di edificabilità residuo del lotto e delle distanze dai confini previste dal<strong> Piano Regolatore </strong>o dal <strong>Piano di Governo del Territorio </strong>del proprio Comune. Senza margine edificabile disponibile, l’ampliamento non si può realizzare, qualunque sia il budget a disposizione. Occorre poi controllare se l’immobile rientra in<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/fotovoltaico-vincoli-paesaggistici-nuova-sentenza__49375"><strong> aree vincolate dal punto di vista paesaggistico o storico</strong></a>, perché in questi casi le regole si fanno più severe e a volte l’ampliamento non è ammesso.</p><p>Il passo più concreto resta comunque un <strong>sopralluogo con un tecnico abilitato</strong>, che calcola la volumetria attuale e quella massima raggiungibile incrociando normativa statale, regionale e comunale. Anche la<strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/notai-rogito-e-atti-per-la-casa/abusi-edilizi-conformita-catastale-cosa-controllare__44172"> conformità catastale</a> dell’immobile</strong> va controllata prima di procedere, perché eventuali difformità pregresse possono bloccare la pratica per il nuovo ampliamento.</p><p><h2 id="iol-toc-270f703216598076eb768e822c79cf5a">Che permessi servono per ampliare una casa</h2></p><p><div id="attachment_46275" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-46275" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2025/08/come-funzionano-i-mutui-acquisto-piu-ristrutturazione.jpg" alt="" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Nella maggior parte dei casi serve il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/milleproroghe-dodici-mesi-piu-scia__48492"><strong>Permesso di Costruire</strong></a>, il titolo previsto per gli interventi che aumentano in modo stabile la volumetria di un edificio. In alternativa, quando ricorrono le condizioni previste dall’articolo 23 del Testo Unico, si può usare la <strong><a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/milleproroghe-dodici-mesi-piu-scia__48492">SCIA</a> </strong>alternativa al Permesso di Costruire, che permette di iniziare i lavori più rapidamente ma comporta comunque un progetto firmato da un tecnico e depositato in Comune.</p><p>Se l’immobile è sottoposto a vincolo paesaggistico, si aggiunge anche l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/risparmio-energetico-e-fotovoltaico/fotovoltaico-vincoli-paesaggistici-nuova-sentenza__49375"><strong>autorizzazione paesaggistica</strong></a>, con tempi di rilascio più lunghi. A fine lavori è inoltre obbligatorio aggiornare la planimetria catastale tramite la procedura <strong>DOCFA</strong>, così da adeguare la rendita e le imposte legate al nuovo volume. Senza uno di questi titoli, l’ampliamento è irregolare a prescindere dalle dimensioni dell’opera.</p><p><h2 id="iol-toc-b188b8d67041869a9e4e146a598759fd">Quali sono le conseguenze di un ampliamento abusivo</h2></p><p>La conseguenza principale è l’<a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ordinanza-demolizione-quando-decade__45546"><strong>ordine di demolizione</strong></a> con <strong>ripristino dello stato dei luoghi</strong>, a spese del proprietario. Se la demolizione non viene eseguita entro 90 giorni dall’ingiunzione, il Comune può acquisire l’immobile al proprio patrimonio o applicare una sanzione pecuniaria sostitutiva, comunque eccezionale e concessa solo quando il ripristino danneggerebbe la parte conforme dell’edificio. L’<strong>articolo 44 del Testo Unico </strong>prevede inoltre <strong>sanzioni penali </strong>per gli abusi più gravi.</p><p>Un ampliamento non sanato<strong> blocca anche le compravendite</strong>, perché banche e notai verificano sempre la conformità urbanistica prima di un mutuo o di un rogito, e gli eredi ereditano l’abuso insieme all’immobile. Nel 2026 non esiste un condono edilizio nazionale attivo, quindi l’unica strada per regolarizzare un ampliamento volumetrico rilevante realizzato senza titolo è la <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/sanatoria-superbonus-in-arrivo-cos-e-la-misura-salva-condomini-2026__48416"><strong>sanatoria ordinaria</strong></a>, possibile solo se l’opera rispetta la doppia conformità, ovvero se era conforme alle regole sia al momento della costruzione sia a quello della domanda.</p><p><h2 id="iol-toc-52780c5a4b06774b072d3a54ba3a8ac7">Quanto costa fare un ampliamento di una casa</h2></p><p><div id="attachment_47664" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-47664" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2025/12/bonus-ristrutturazione-quando-spetta-il-50-e-il-36.png" alt="coppia che ridipinge casa" width="600" height="342" data-iol-width="1217" data-iol-height="694"></p><p><p class="wp-caption-text">Shutterstock</p></p><p></div></p><p>Per un’estensione in muratura i costi di costruzione oscillano<strong> tra 1.300 e 2.200 euro al metro quadrato</strong>, escluse progettazione e oneri comunali. Per un ampliamento di 50 metri quadrati si può stimare una spesa tra 75.000 e 100.000 euro, comprendendo circa 15.000-45.000 euro di parcelle tecniche tra architetto, strutturista e pratiche edilizie, più 3.000-10.000 euro di oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione, che il Comune calcola su superficie e destinazione d’uso.</p><p>È sempre utile aggiungere un<strong> 10-15% del budge</strong>t per imprevisti, soprattutto quando l’ampliamento si collega a un intervento più ampio di ristrutturazione. Va ricordato che il <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/dubbi-bonus-ristrutturazione-2026-domande-risposte__49084"><strong>Bonus ristrutturazione </strong></a>al 50% non si applica alla parte di ampliamento, perché fiscalmente viene considerata nuova costruzione, mentre resta valido per i lavori sulla parte già esistente della casa.</p><p><strong>Per approfondire: <a href="https://www.pgcasa.it/articoli/riparazioni-casa/ristrutturazione-casa-tutto-su-costi-preventivo-bonus-idee__44836">Ristrutturazione casa: tutto su costi, preventivo, bonus e idee</a></strong></p><p></p></div>
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