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Casa da ristrutturare? Dal 3 agosto dovrai inserire le rinnovabili nel progetto

Stai ristrutturando casa? Dal 3 agosto 2026 scatta l'obbligo delle rinnovabili per molti interventi sull'esistente. Ecco chi riguarda e cosa fare.

15-06-2026

Alessia Mancini

Content manager e blogger

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Stai pianificando una ristrutturazione o prevedi la sostituzione della caldaia? Dal 3 agosto 2026 le regole cambiano, e ignorarle può bloccare i tuoi lavori sul nascere. Il Decreto Legislativo 5/2026, che recepisce la Direttiva Europea Red III, introduce l’obbligo di integrare fonti rinnovabili in una vasta gamma di interventi sull’esistente: non solo nuove costruzioni, ma anche rifacimenti dell’involucro e degli impianti termici oltre certe soglie. Il progetto dovrà prevedere fotovoltaico o solare termico per coprire una quota minima dei consumi, pena il rifiuto del titolo edilizio.

Quando sono obbligatorie le fonti rinnovabili nelle ristrutturazioni

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L’obbligo di adottare le rinnovabili in una ristrutturazione si applica agli interventi per cui il titolo edilizio viene richiesto a partire dal 3 agosto 2026, vale a dire 180 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto (avvenuta il 4 febbraio 2026). Il decreto distingue tra due tipi di intervento:

Non cambia nulla, invece, per nuove costruzioni, demolizioni con ricostruzione e ampliamenti significativi: per questi casi gli obblighi erano già in vigore.

Cosa cambia in pratica per chi ristruttura

La novità più concreta riguarda proprio gli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Anche rinnovare una vecchia caldaia potrà richiedere, in alcuni casi, l’abbinamento ad un sistema a energie rinnovabili. Sarà il progettista a verificare il rispetto delle percentuali e a documentarlo nella relazione tecnica prevista dalla legge 10, il documento che accompagna le pratiche edilizie in materia energetica.

Le nuove norme disciplinano anche il posizionamento fisico degli impianti. I pannelli fotovoltaici e solari termici installati su tetti inclinati dovranno essere aderenti o integrati nella copertura, con lo stesso orientamento della falda. Su tetti piani sono previsti limiti sull’altezza dei moduli. I pannelli installati a terra, invece, non potranno essere conteggiati per raggiungere le quote obbligatorie.

Esistono però delle eccezioni: impossibilità tecnica, eccessiva onerosità, vincoli paesaggistici o culturali, mancanza di spazio adeguato, edifici già allacciati a reti di teleriscaldamento. In questi casi spetta al tecnico dimostrare, in sede progettuale, perché le soluzioni disponibili non sono percorribili.

Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere

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