Casa da ristrutturare? Dal 3 agosto dovrai inserire le rinnovabili nel progetto
Stai ristrutturando casa? Dal 3 agosto 2026 scatta l'obbligo delle rinnovabili per molti interventi sull'esistente. Ecco chi riguarda e cosa fare.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Quando sono obbligatorie le fonti rinnovabili nelle ristrutturazioni
- Cosa cambia in pratica per chi ristruttura
Stai pianificando una ristrutturazione o prevedi la sostituzione della caldaia? Dal 3 agosto 2026 le regole cambiano, e ignorarle può bloccare i tuoi lavori sul nascere. Il Decreto Legislativo 5/2026, che recepisce la Direttiva Europea Red III, introduce l’obbligo di integrare fonti rinnovabili in una vasta gamma di interventi sull’esistente: non solo nuove costruzioni, ma anche rifacimenti dell’involucro e degli impianti termici oltre certe soglie. Il progetto dovrà prevedere fotovoltaico o solare termico per coprire una quota minima dei consumi, pena il rifiuto del titolo edilizio.
Quando sono obbligatorie le fonti rinnovabili nelle ristrutturazioni
L’obbligo di adottare le rinnovabili in una ristrutturazione si applica agli interventi per cui il titolo edilizio viene richiesto a partire dal 3 agosto 2026, vale a dire 180 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto (avvenuta il 4 febbraio 2026). Il decreto distingue tra due tipi di intervento:
- per le ristrutturazioni di primo livello, quelle che coinvolgono oltre il 50% della superficie disperdente dell’edificio insieme all’impianto termico, la quota minima di energia da rinnovabili sale al 40% dei consumi previsti;
- per le ristrutturazioni di secondo livello, che riguardano più del 25% dell’involucro, la soglia scende al 15%. La stessa percentuale del 15% si applica anche al semplice rifacimento dell’impianto termico, salvo dimostrata impossibilità tecnica o economica.
Non cambia nulla, invece, per nuove costruzioni, demolizioni con ricostruzione e ampliamenti significativi: per questi casi gli obblighi erano già in vigore.
Cosa cambia in pratica per chi ristruttura
La novità più concreta riguarda proprio gli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Anche rinnovare una vecchia caldaia potrà richiedere, in alcuni casi, l’abbinamento ad un sistema a energie rinnovabili. Sarà il progettista a verificare il rispetto delle percentuali e a documentarlo nella relazione tecnica prevista dalla legge 10, il documento che accompagna le pratiche edilizie in materia energetica.
Le nuove norme disciplinano anche il posizionamento fisico degli impianti. I pannelli fotovoltaici e solari termici installati su tetti inclinati dovranno essere aderenti o integrati nella copertura, con lo stesso orientamento della falda. Su tetti piani sono previsti limiti sull’altezza dei moduli. I pannelli installati a terra, invece, non potranno essere conteggiati per raggiungere le quote obbligatorie.
Esistono però delle eccezioni: impossibilità tecnica, eccessiva onerosità, vincoli paesaggistici o culturali, mancanza di spazio adeguato, edifici già allacciati a reti di teleriscaldamento. In questi casi spetta al tecnico dimostrare, in sede progettuale, perché le soluzioni disponibili non sono percorribili.
Per approfondire: Installazione pannelli fotovoltaici: cosa devi sapere
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