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Depurazione a fanghi attivi: il top nei sistemi a biomassa

Scopriamo insieme come funziona e perché conviene un impianto di depurazione a fanghi attivi. Leggi il nostro articolo e trova la migliore soluzione per te

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L’impianto di depurazione a fanghi attivi è il più diffuso sistema a biomasse per lo smaltimento dei composti organici contenuti nelle acque di scarico domestiche. La loro eccezionale versatilità li rende adatti sia a singole utenze (una casa di campagna) sia a comunità abitative medio-grandi. Il processo che sta alla base di questa tipologia di impianti riproduce i medesimi meccanismi biologici che avvengono in natura, per esempio in un terreno o nelle acque superficiali di un fiume, di un lago o anche del mare, per smaltire sostanze organiche biodegradabili. Questo avviene grazie alla presenza di microrganismi aerobici che usano come cibo i composti organici, trasformandoli in composti più piccoli e meno pericolosi per l’ambiente. Oltre a riprodurre questo meccanismo, un impianto di depurazione completo ne permette il potenziamento, rendendo possibile uno sviluppo più elevato di questa flora batterica in uno spazio molto ristretto e in minor tempo rispetto a quanto avviene in natura, grazie a un sistema di aerazione elettrico che garantisce un afflusso d’aria costante.

Per questo motivo gli impianti di depurazione a fanghi attivi spesso vengono detti anche ad ossidazione totale. La tecnica dell’ossidazione totale è quella più utilizzata in quanto garantisce ottimi rendimenti depurativi e ridotti costi di gestione e manutenzione. A parte il consumo di energia elettrica necessario a mantenere in funzione l’impianto di aerazione, l’impianto di depurazione a fanghi attivi rappresenta il top in termini di ecosostenibilità.

Come funziona un impianto a fanghi attivi

I fanghi attivi, meccanismo principale di questi sistemi di depurazione detti a biomassa sospesa, non sono altro che una sospensione in acqua, solitamente sotto forma di fiocchi, di microrganismi aerobici riassunti sotto il nome di biomassa attiva, tra i quali protozoi, amebe, batteri saprofiti e rotiferi. Esistono inoltre i sistemi a biomassa adesa, dove invece la biomassa batterica non si muove libera nell’acqua ma resta appoggiata a un supporto che può essere fisso (letto percolatore) o mobile (dischi biologici). Il trattamento biologico attivato da un impianto di depurazione a fanghi attivi avviene in una serie di vasche o recipienti che possono essere costruiti in cemento, plastica o vetroresina, dimensionati in base a un parametro di Abitanti Equivalenti che rappresentano per così dire l’utenza dell’impianto. In un impianto completo di depurazione a fanghi attivi, le acque reflue passano inizialmente da alcune vasche di pretrattamento:

  • Fossa Imhoff: permette una prima sedimentazione del liquame e l’attivazione della digestione anaerobica dei fanghi;
  • Degrassatore e Deoleatore: permettono il trattamento delle acque grigie o saponose e l’eliminazione di scorie come grassi e sostanze oleose.

Una volta pretrattato, il liquame viene convogliato in una vasca costantemente aerata tramite insufflazione d’aria o tramite l’uso di turbine. Con l’apporto di ossigeno sulla superficie del liquame si sviluppano fiocchi gelatinosi di biomassa batterica (bioflocculazione) che si occuperanno della degradazione del refluo in molecole di anidride carbonica, acqua e nitrati. Il liquido che si è venuto a creare passa poi in un sedimentatore dove i fiocchi, posti in condizioni di quiete, tendono a depositarsi sul fondo e a separarsi così dai liquami purificati, che rimangono in superficie. I liquami (puliti e inodori), abbattuto così il loro carico inquinante, possono essere reinseriti nell’ambiente, mente il fango prodotto, detto fango di supero, deve essere periodicamente rimosso (da una a quattro volte all’anno) da ditte di autospurgo, che lo conferiranno in discarica o al depuratore pubblico per essere correttamente smaltito. Periodicamente occorre inoltre reinserire i batteri necessari alla creazione della biomassa e ripristinare così il processo chimico alla base del corretto funzionamento dell’impianto.

Quanto costa un impianto di depurazione a fanghi attivi

Il prezzo di un impianto di depurazione a fanghi attivi varia innanzitutto in base al materiale di cui è costituito e dal numero di Abitanti Equivalenti. Oggi in commercio esistono dei moduli completi di vasca e sedimentatore di dimensioni molto ridotte ai quali si possono abbinare eventuali moduli di pretrattamento del liquame. Per un piccolo impianto sino a 5 Abitanti Equivalenti, perfetto per un’abitazione unifamiliare, il costo può variare dai 1.300€ per un modello in polietilene fino ai 3.700€ per un modello in cemento. Richiedi direttamente un preventivo senza impegno a un professionista della tua zona.

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