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Classificazione degli estintori: scelta in base all'incendio

L'estintore è il modo più classico e immediato per spegnere le fiamme di un incendio. Ecco come sono classificati e quali sono le differenze tra uno e l'altro.

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Conoscere le tipologie di estintori può essere decisivo: saper identificare il tipo più adatto da collocare in un determinato ambiente, in correlazione con la natura del potenziale combustibile, non ha un prezzo stimabile per la salvaguardia delle persone e degli ambienti. Ma come è fatto un estintore?

La composizione di un estintore

Tutti i tipi di estintori sono composti dalle stesse parti principali, ovvero:

  1. un serbatoio che contiene l’estinguente e/o il propellente necessari a spegnere l’incendio;
  2. una valvola che consente di regolare il flusso dell’estinguente;
  3. una manichetta, ovvero un tubo flessibile per indirizzare il flusso dell’estinguente.

Per rispettare la normativa estintori vigente, tutti devono essere dotati di una dichiarazione di conformità del produttore, del libretto di uso e manutenzione, delle schede tecniche e di sicurezza.

Classificazione degli estintori

In base al peso

Una prima classificazione suddivide gli estintori in base al peso dell’agente estinguente contenuto nel serbatoio, caratteristica che incide anche sulla durata minima di funzionamento dell’estintore stesso, normalmente misurata con la valvola totalmente aperta.

Si possono così distinguere:

  • gli estintori portatili, con massa fino a 20 kg, pensati per essere portati ed utilizzati a mano da un solo operatore durante un principio d’incendio
  • gli estintori carrellati, con massa superiore a 20 kg, trasportati su ruote e necessariamente utilizzati da due operatori soprattutto in caso di incendi già sviluppati.

In base all’agente estinguente

Un’ulteriore classificazione degli estintori è basata sull’agente estinguente presente all’interno del serbatoio e, di conseguenza, sulla capacità “di spegnere” degli estintori stessi in relazione alla classificazione delle classi di fuoco, così come sancita dal Comitato Europeo di Normazione (CEN).

Estintore ad acqua

L’estintore ad acqua è stato probabilmente il primo mezzo portatile ideato per lo spegnimento di principi d’incendio, recentemente ritornato in auge dalle problematiche ecologiche connesse all’utilizzo di altri composti chimici. Il serbatoio di questo tipo di estintore contiene acqua per il 90% circa, mentre il resto del volume è composto da filmanti ed additivi che agiscono sia per raffreddamento che per spegnimento.

Ha un sistema di pressurizzazione permanente e l’erogazione dell’agente estinguente avviene per nebulizzazione, in modo da produrre un maggior scambio termico e un maggiore assorbimento di calore. In Italia ne è vietato l’uso su apparecchiature elettriche, motivo per cui è obbligatoria l’applicazione del relativo simbolo di pericolo sulla prescritta etichetta.

Estintore a polvere

In questo tipo di estintore, il serbatoio contiene una polvere antincendio composta da varie sostanze chimiche miscelate tra loro, suddivisibili in due macro categorie:

  • polvere ABC, realizzata generalmente con solfato e fosfato d’ammonio, in grado di spegnere più tipi di fuoco (legno, carta, carbone, liquidi e gas infiammabili);
  • polvere BC, costituita principalmente da bicarbonato di sodio e specifica per incendi di liquidi e gas infiammabili.

Le polveri chimiche spengono l’incendio agendo da inibitori del materiale ancora non combusto, soffocando la fiamma ed abbattendo immediatamente la temperatura di combustione tramite un’azione endogena.

Estintore ad idrocarburi alogenati

Contiene come agente estinguente gli idrocarburi alogenati, comunemente detti anche Halons, che intervengono nella reazione di combustione sottraendo l’ossigeno, con conseguente spegnimento dell’incendio. A seguito dell’adozione di protocolli internazionali diretti a bandire l’impiego di sostanze lesive dell’ozono stratosferico e dannose per l’ambiente, gli halons sono stati sostituiti dagli idroclorofluorocarburi (HCFC) e dagli idrofluorocarburi (HFC), che hanno un indice di impoverimento dello strato di ozono prossimo allo “0”.

Estintore idrico a schiuma

Gli estintori a schiuma sono impiegati per lo spegnimento dei fuochi di classe A e B, che avviene per soffocamento, dovuto all’espansione di uno strato di schiuma-film sul fuoco.

Sono a loro volta distinti in due sottocategorie:

  •  estintori a schiuma meccanica, in cui la fuoriuscita dei liquidi schiumogeni miscelati in acqua avviene, per compressione, attraverso una lancia di scarica munita di fori per aspirare l’aria necessaria per l’espansione della schiuma;
  • estintori a schiuma chimica, che sfruttano la reazione chimica tra il solfato di alluminio ed il bicarbonato di sodio, che, mescolate al momento dell’impiego, sviluppano l’anidride carbonica necessaria alla fuoriuscita del prodotto.

Estintore ad anidride carbonica

Una prima fondamentale differenza rispetto agli altri tipi di estintori è data dalla diversa struttura del serbatoio, che in questo caso è costituito da una bombola d’acciaio, realizzata in un unico pezzo di spessore adeguato alle pressioni interne. Poiché l’anidride carbonica in esso contenuta, compressa e liquefatta, è un gas inerte e dielettrico (di natura isolante), la normativa di prevenzione incendi ne prescrive l’installazione in prossimità dei quadri elettrici.

Quando si aziona questo tipo di estintore, l’anidride carbonica viene spinta dalla propria pressione interna attraverso un filtro frangigetto collocato all’interno del cono diffusore, dal quale si espande sotto forma di neve carbonica o ghiaccio secco ad una temperatura di -78°C.

Il gas così espulso, seppure per una distanza utile molto limitata (2-3 m), circonda i corpi in fiamme, abbassa la concentrazione d’ossigeno e provoca lo spegnimento per raffreddamento e soffocamento.

Le classi di fuoco

Dopo aver esaminato i vari tipi di estintori in commercio, è opportuno conoscere le classi di fuoco individuate dal Comitato Europeo di Normazione in base al tipo di incendio che potrebbe insorgere, che sono:

  • classe A, incendi che riguardano materiali solidi come il legno, la plastica e la gomma;
  • classe B, incendi generati da liquidi infiammabili come benzina, gasolio, alcol
  • classe C, incendi scaturiti da gas infiammabili come idrogeno, metano, gas propano;
  • classe D, incendi che derivano da metalli infiammabili come il potassio, il magnesio, il sodio;
  • classe E, incendi di apparecchiature elettriche sotto tensione, quadri elettrici, cabine;
  • classe F, incendi che interessano mezzi di cottura come olio da cucina e grassi vegetali o animali.

Come scegliere l’estintore

Per scegliere l’estintore migliore e più adatto alle nostre necessità, occorre dunque combinare le classificazioni di estintori appena viste, considerando che:

  • gli estintori a polvere, soprattutto di composizione salina, sono consigliati per incendi domestici perché leggeri e semplici da utilizzare su apparecchiature elettriche e liquidi infiammabili;
  • gli estintori ad acqua si possono utilizzare solamente su legna, carta o stoffe, ma non su apparecchiature elettriche;
  • gli estintori a schiuma sono perfetti per i liquidi infiammabili, ma il loro utilizzo è sconsigliato sulle apparecchiature elettriche a causa della presenza di acqua nella schiuma;
  • gli estintori ad anidride carbonica sono adatti per gli incendi che coinvolgono meccanismi delicati o preziosi, apparecchiature elettriche e liquidi o gas infiammabili, ma devono essere utilizzati con cautela nei luoghi chiusi;
  • gli estintori a estinguente liquido sono indicati contro gli incendi di sostanze grasse o di oli alimentari, ma non oli minerali.

Oltre ad avere una conoscenza base su come prevenire e domare un incendio, per essere sicuri dell’estintore da posizionare in un ambiente è comunque consigliabile contattare un esperto in sicurezza, così da non mettere a rischio la propria ed altrui sicurezza nei luoghi pubblici.

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