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Come riverniciare gli infissi e le persiane in legno

Le vecchie persiane in legno si possono riportare a nuova vita utilizzando queste semplicissime tecniche di restauro degli infissi alla portata di tutti gli appassionati di bricolage.

Le persiane in legno sono utilizzate in tutti gli edifici meno moderni, ma al tempo stesso, sono state scelte da numerosi architetti contemporanei per abitazioni nuove oppure restaurate. Il motivo di questa scelta è facile da immaginare: con buona pace di PVC ed alluminio, il legno gode di un'estetica impareggiabile, accompagnata anche da buone caratteristiche meccaniche. Ovviamente però il legno è un materiale particolare, diverso da tutti gli altri proprio perché deriva direttamente dalle piante che sono esseri viventi. Anche una volta tagliate e lavorate, le fibre continuano le loro interazioni organiche con l'ambiente circostante, ad esempio regolando il loro tasso di umidità. Per questo motivo occorre sempre avere cura di questi oggetti e fare in modo che rimangano puliti ed integri, protetti dagli agenti esterni. Quando la semplice manutenzione ordinaria non basta più, si possono pianificare ad intervalli regolari semplici interventi di restauro degli infissi in legno che tutti possono eseguire senza troppe difficoltà.
Per ottenere un risultato professionale senza spendere una fortuna, basta darsi un'organizzazione ed agire seguendo un metodo ordinato, senza lasciare nulla al caso. Innanzi tutto scegliamo un periodo dell'anno abbastanza caldo ed asciutto, in cui sarà possibile rimuovere le finestre interamente senza che la famiglia debba patire eccessivamente. Sarebbe anche opportuno svolgere queste operazioni durante le ferie o almeno quando si possono avere alcuni giorni liberi, per non correre il rischio di lasciare qualcosa in sospeso e compromettere il risultato. Per quanto riguarda attrezzatura e materiali da impiegare, ce ne sono in commercio numerosi che differiscono anche in base al procedimento che intendiamo seguire. Se pennelli e vernici vengono sempre al primo posto, spesso ci si dimentica di un paio di accorgimenti che è bene non trascurare. Per prima cosa dotarsi di cavalletti sufficientemente alti e comodi per operare senza difficoltà e mantenere le persiane sollevate dal pavimento. Inoltre è bene ricordarsi della propria salute ed incolumità e munirsi di guanti resistenti, occhiali protettivi ed abiti adeguati per maneggiare prodotti chimici pericolosi ed eventualmente trapani e simili.

Dopo aver sistemato la nostra persiana sul sostegno, la prima operazione da effettuare è rimuovere con cura lo strato di vernice presente, in modo da avere un fondo liscio e levigato. Questo passaggio richiede tempo, soprattutto se si sceglie di scartavetrare a mano tutti i pezzi, ma con un po' di pazienza, la resa sarà ottima anche se non siete dei professionisti. Per i più pratici, ci sono due metodi che velocizzano le operazioni: applicare uno scrostante chimico oppure utilizzare una pistola di calore. Entrambi questi metodi sono molto più rapidi ma richiedono una certa dimestichezza per maneggiare prodotti corrosivi o apparecchi elettrici potenzialmente pericolosi. Per preparare al meglio il legno, si consiglia di passare una mano di impregnante possibilmente naturale come l'olio di lino. Esistono due varianti di questo prodotto: crudo e cotto. Quello crudo ha una capacità di penetrazione maggiore nelle fibre anche se richiede un tempo di essiccazione maggiore di quello cotto che si presenza più denso tanto da poter essere utilizzato come sostituto della vernice per un effetto "al naturale".
Applicando la protezione sulle persiane in legno, il restauro può quasi dirsi completo, a questo punto possiamo scegliere se colorare o lasciare inalterata la tinta dell'essenza legnosa. I pigmenti colorati, offrono una buona protezione dai raggi solari e permettono così una maggiore durata nel tempo degli infissi. Inoltre seccandosi la vernice crea una patina isolante che chiude la strada ad intemperie, umidità, muffe e parassiti che attaccano il legno vivo. Una volta deciso il colore da abbinare all'arredamento della casa, l'ultimo dilemma che ci resta da sciogliere riguarda l'utilizzo di vernici ad acqua oppure a solvente. Occorre precisare che sarebbe sempre preferibile utilizzare meno agenti chimici possibile, il solvente infatti evapora costantemente, rilasciando odori nella stanza specialmente quando è ancora fresco. Le tinte idrosolubili, quando seccano, mantengono un'elasticità maggiore, offrendo quindi una durata nel tempo prolungata. L'unico inconveniente delle vernici ad acqua sta nella difficoltà di applicazione che richiede una maggiore cura dei dettagli. Il corrispettivo a solvente al contrario si presenta naturalmente più coprente e forma uno strato più omogeneo anche se impiegato da mani non esperte. Quando la prima mano di colore si sarà seccata, si consiglia di procedere con una leggera passata di carta vetrata per rimuovere le imprecisioni ed ottenere un infisso liscio ed uniforme. Per ottenere il massimo risultato, passare una seconda mano.

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