Come rendere il giardino della casa al mare bello e pratico
Hai una casa al mare e non sai come curare il giardino? Scopri piante, pavimentazioni e soluzioni per un outdoor resistente e bello tutto l'anno.
Federica Biasella
Architetto
- Quali piante scegliere per un giardino al mare
- Come ridurre l'irrigazione e la manutenzione
- Qual è il pavimento migliore per gli esterni di una casa al mare
- Quali sono gli arredi resistenti a vento e salsedine
- Gli errori più comuni da evitare
Un giardino al mare può essere curato e bello tutto l’anno, ma solo se si scelgono le piante, i materiali e gli arredi giusti per quel contesto. Salsedine, vento e caldo intenso logorano rapidamente qualsiasi soluzione pensata per un giardino normale. Con le scelte corrette, invece, si ottiene uno spazio esterno resistente, piacevole da vivere e facile da gestire anche durante le lunghe assenze.
Quali piante scegliere per un giardino al mare
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Le piante migliori per il mare tollerano salsedine, siccità e vento: lavanda, rosmarino, agapanto, pittosporo, tamerice e graminacee ornamentali sono tra le opzioni più efficaci e decorative. L’ambiente costiero è aggressivo: il sale trasportato dal vento si deposita sulle foglie e brucia i tessuti vegetali, mentre il terreno sabbioso drena l’acqua velocemente. Le piante adatte al contesto marino hanno alcune caratteristiche in comune: foglie piccole o cerose, radici profonde, resistenza naturale alla siccità.
Tra le scelte più affidabili ci sono l’agapanto, con le sue fioriture spettacolari e l’ottima resistenza alla salsedine; il pittosporo, utile come frangivento naturale o siepe; la tamerice, una delle piante più robuste in assoluto nei giardini costieri; e il ginepro strisciante, ideale per coprire terreni sabbiosi con poco sforzo. Da evitare invece le rose ibride a fiore grande, molte conifere ornamentali e le piante con foglie larghe e morbide, che si bruciano facilmente con il vento salino.
Se il giardino è direttamente esposto al mare, conviene creare una prima fascia con specie frangivento come pittosporo, tamerice o oleandro, e riservare le varietà più delicate alle zone riparate.
Come ridurre l’irrigazione e la manutenzione
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La soluzione più efficace è un impianto di irrigazione a goccia programmabile: lavora in autonomia, consuma poca acqua e garantisce alle piante l’apporto necessario anche durante le assenze prolungate. L’irrigazione a goccia è preferibile all’aspersione perché bagna direttamente le radici, riduce l’evaporazione e non bagna le foglie, limitando così i rischi di malattie fungine.
Alcune scelte pratiche aiutano a ridurre ulteriormente i tempi di cura:
- la pacciamatura con corteccia o ghiaia trattiene l’umidità nel terreno e limita la crescita delle erbacce;
- il pietrisco al posto del prato è una soluzione sempre più diffusa nei giardini costieri: richiede zero irrigazione e zero taglio;
- I substrati drenanti sono fondamentali nei terreni sabbiosi per evitare ristagni nelle zone più basse.
Prima di chiudere la casa a fine stagione vale la pena fare una piccola manutenzione: potare le piante più cresciute, controllare i raccordi dell’impianto, proteggere le specie più sensibili con del tessuto non tessuto.
Qual è il pavimento migliore per gli esterni di una casa al mare
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Il gres porcellanato ad alto spessore, la pietra naturale e il legno composito sono le scelte più adatte: resistono all’umidità salina, non si degradano e richiedono poca manutenzione. Il pavimento esterno di una casa al mare deve fare i conti con salsedine, umidità, calore e sbalzi termici. I materiali sbagliati si rovinano in pochi anni: si scrostano, perdono colore o si deteriorano in profondità.
Le opzioni più affidabili sono il gres porcellanato ad alto spessore (2 cm), resistente, antiscivolo e disponibile in molte finiture tra cui quelle che imitano la pietra o il legno; la pietra naturale come travertino o ardesia, bella esteticamente e duratura, ma da sigillare periodicamente per non assorbire umidità; il legno composito (WPC), che ha l’aspetto del legno naturale senza marcire, gonfiarsi o richiedere trattamenti stagionali.
Meglio evitare il legno naturale non trattato, le piastrelle in cotto poroso e i pavimenti con fughe larghe che trattengono sabbia e umidità. Un dettaglio spesso trascurato: il pavimento esterno deve avere una minima pendenza per favorire il deflusso dell’acqua e ridurre i ristagni.
Quali sono gli arredi resistenti a vento e salsedine
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Gli arredi più duraturi al mare sono quelli in alluminio verniciato a polvere, teak, polyrattan e materiali compositi: non arrugginiscono, reggono all’umidità e mantengono l’aspetto nel tempo. Il vento costiero non è solo fastidioso: può rovesciare i mobili, strappare i tessili e accelerare il deterioramento dei materiali. Prima di scegliere gli arredi conviene valutare quanto il giardino è esposto e prevedere, se necessario, una zona riparata o una struttura frangivento.
L’alluminio verniciato a polvere è leggero, resistente alla ruggine e disponibile in molti stili. Il teak è il legno per eccellenza per l’esterno marino, naturalmente ricco di oli protettivi, anche se richiede un trattamento annuale con olio specifico. Il polyrattan è molto usato per divani e sedie lounge e resiste bene sia all’umidità che al sole diretto. Per i tessili è preferibile scegliere stoffe con trattamento antimuffa e antiUV. I cuscini andrebbero riposti al chiuso nei periodi di assenza prolungata o durante i mesi invernali.
Gli errori più comuni da evitare
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L’errore più frequente è replicare in un giardino al mare le stesse scelte di un giardino normale: piante, materiali e arredi non adatti all’ambiente costiero si deteriorano in poco tempo e richiedono interventi costosi. Ecco quelli da tenere a mente:
- piantare specie non resistenti alla salsedine: si bruciano e muoiono nel giro di una stagione;
- usare metalli ferrosi o verniciature non adatte: la ruggine si forma rapidamente;
- sottovalutare il drenaggio: i ristagni d’acqua marciscono le radici anche delle piante più robuste;
- non installare un impianto di irrigazione automatico: senza irrigazione programmata, le piante soffrono nei periodi di assenza;
- trascurare la manutenzione a fine stagione: una piccola verifica prima dell’inverno evita danni più gravi alla riapertura.
Un errore meno ovvio ma molto comune è non prevedere zone d’ombra. Al mare il sole è forte, e un giardino senza pergolato, vela ombreggiante o alberi ad alto fusto diventa inutilizzabile nelle ore centrali della giornata.
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