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Scopri come curare un'infestazione da tingide

La tingide è un insetto che attacca alcune piante, causandone malattie e morte. Ecco come comportarsi per debellarla definitivamente dai nostri giardini

tingide
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Si chiamano tingide e sono piccoli insetti aggressivi e voraci che attaccano alcune piante, come per esempio il rododendro, l’azalea, skimmie, platani e pieris. La loro presenza può compromettere gravemente la salute di un vegetale, ecco perché dovrebbero essere riconosciute e tempestivamente rimosse.

In questo articolo troveremo tutte le informazioni necessarie a individuare, riconoscere e curare un’infestazione da tingide.

Cos’è la tingide?

La tingide delle Ericacee, nome volgare dell’insetto Stephanitis takeyai, è un insetto vorace appartenente all’ordine dei Rincoti e alla famiglia dei Tingidi, proveniente dal Giappone. Con la diffusione delle piante di cui si ciba anche in Europa, questo piccolo insetto è stato dunque introdotto anche nei nostri giardini, e rappresenta una seria minaccia alla salute di rododendri, platani azalee, e pieris.

L’esistenza della tingide in Europa è stata segnalata la prima volta nel 2000, e da quel momento sempre più giardinieri e professionisti si sono trovati a fare fronte a infestazioni che possono uccidere le piante.

Come individuare la tingide

La tingide è un insetto visibile ad occhio nudo, e dunque facile da individuare anche dai giardinieri più inesperti. La tingide vive e si nutre da giugno fino a novembre, e si deposita sotto le foglie delle piante Ericacee dove si nutre e riproduce.

L’insetto adulto ha il corpo piatto, è lungo alcuni millimetri e ha una coppia di antenne inserite nel capo. Sul torace si possono vedere delle emielitre semitrasparenti, reticolate di nero.

Le uova delle tingide

Le uova vengono deposte in più momenti dell’anno, a partire dalla seconda metà di marzo, lungo le nervature delle foglie delle piante, o sui margini.

Le uova, visibili, sono tuttavia molto piccole e appaiono trasparenti, ovali e allungate. Vengono generalmente deposte in gruppi da 20 o 100, e hanno un periodo di sviluppo e incubazione che varia dai 12 ai 20 giorni, in funzione del meteo e del clima.

I piccoli di tingide appaiono i primi di aprile, e hanno una forma ovale e piatta. Sono di dimensioni più contenute della loro controparte adulta, e hanno un colore scuro. Non appena escono dalle uova avviano la loro attività di suzione, risucchiando la linfa della pianta per nutrirsi. Dal momento della deposizione dell’uovo all’esemplare adulto, non trascorrono più di due mesi, ammesso che la temperatura di mantenga tra i 20 e i 30°C.

Come difendersi dalla tingide?

L’insetto si diffonde soprattutto attraverso l’acquisto di materiale già infestato che viene introdotto in un nuovo ambiente, favorendone la propagazione. Quando appaiono i primi adulti, la tingide può essere combattuta attraverso l’uso di insetticidi chimici di sintesi, efficaci anche contro gli altri insetti. Gli esperti consigliano pesticidi a base di imidacloprid, abamectina o spirotetramat.

Data l’abitudine dell’insetto di vivere al di sotto delle foglie, è importante applicare il veleno con particolare attenzione a quelle zone, ai margini delle foglie (dove depongono le uova) e colpire così le porzioni di pianta infestate. Per eliminare la tingide, i giardinieri fanno anche uso di insetticidi sistemici i quali applicati al terreno, si diffondono poi sull’intero fusto della pianta.

Indipendentemente dal principio pesticida utilizzato, è importante effettuare un primo intervento in aprile e un secondo dopo 3-4 settimane, in maniera da colpire tutti gli esemplari adulti, anche quelli che sono fuoriusciti dalle uova che sono sfuggite al veleno (o hanno resistito). Quando la pianta è troppo infestata, dev’essere eliminata, possibilmente nel fuoco, per uccidere tutti gli esemplari di tingide che la abitano.

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