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Incentivi per impianti a biomassa: come sono e quali sono i nuovi requisiti

Dal 13 giugno 2022 sono cambiate le regole per installare gli impianti di calore a biomassa e ottenere le agevolazioni: ecco le novità

06-07-2022
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installazione impianti biomassa

Dal 13 giugno 2022 sono cambiate le regole relative all’installazione di generatori di calore a biomassa. I nuovi requisiti sono utili anche per chi vuole ricevere agevolazioni legate agli impianti, come il Conto Termico. Le novità sono il frutto (DL 199 dell’8 novembre 2021) dell’adeguamento alle normative europee legate all’input verso le fonti rinnovabili. Ecco le novità.

Requisiti degli impianti a biomassa dal 13 giugno

Dal 13 giugno gli impianti di calore a biomassa dovranno avere nuovi requisiti, fondamentali soprattutto per chi vuole accedere agli incentivi. Ma i requisiti da rispettare non saranno uguali per tutti, dipenderanno da alcune caratteristiche del dispositivo, come la potenzia nominale e il tipo di dispositivo (si va dai termo-camini alle stufe).

Per le caldaie a biomassa caratterizzate da una potenza nomale uguale o inferiore a 500 kWt è obbligatorio presentare la certificazione che dimostra che l’impianto è in regola, in base alla normativa UNI EN 303-5, classe 5. La certificazione viene rilasciata da un professionista abilitato.

Inoltre, occorre aggiungere all’impianto anche un sistema di accumulo che si deve adattare al tipo di alimentazione (manuale, automatica o a pellet). Anche il combustibile deve essere dotato di una certificazione alla norma ISO/IEC 17065 e delle norme della serie UNI EN ISO 17225.

Le tipologie di biomassa disponibili sono le più disparate: dal pellet, alla legna, fino al cippato e alle bricchette. Tutte le tipologie ammesse sono segnalate all’interno del DL n. 152 del 3 aprile 2006, alla Parte V, Allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d.

Nel caso in cui la caldaia abbia una potenza nominale maggiore di 500 kWt deve rispettare ulteriori requisiti. Innanzitutto, occorre misurare le emissioni di gas nell’atmosfera e a farlo dovrà essere un laboratorio abilitato. Le emissioni devono rispettare i parametri indicati nella normativa ISO/IEC 17025.

Se la caldaia è automatica, occorre che il progettista indichi nella documentazione specifica la presenza di una compensazione di carico, perchè l’attivazione e lo spegnimento devono essere minori possibili in modo da evitare lo spreco di energia. Tutti i requisiti sono comunque indicati all’interno del Allegato IV del DL 199/2021, da pag. 83, lettere c), d), e).

Certificazione ambientale obbligatoria

Tra i primi requisiti spicca la certificazione ambientale, che diventa obbligatoria secondo quanto indicato dall’allegato IV del Decreto. Infatti, chi vuole accedere alle agevolazioni per sostituire un vecchio sistema con un climatizzatore alimentato a biomassa si dovrà ottenere una certificazione ambientale caratterizzata da una classe di 4 stelle almeno.

In alcuni casi però sarà obbligatorio avere una certificazione ambientale con una classe di 5 stelle, ovvero:

  • quando si sostituisce un climatizzatore invernale alimentato a carbone, a gasolio o altro combustibile
  • nuova installazione di un impianto a biomassa

La certificazione ambientale è, quindi, un documento davvero importante.

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