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Accettazione tacita dell'eredità: i termini della successione

L'accettazione dell'eredità può essere tacita o espressa ed è l'atto con cui l'erede dichiara di voler succedere al parente defunto. Ecco tempi e modi per effettuare l'accettazione.

Quando un proprio parente decede è possibile entrare in possesso dell’eredità in diversi modi, tramite accettazione dell’eredità espressa oppure tacita. Ciò significa che i legittimi eredi del defunto possono manifestare la volontà di accettare l’eredità esplicitamente, ovvero tramite un’azione chiara e netta, oppure attraverso un comportamento che mostri un’intenzione non dichiarata ma comunque valida. La tacita accettazione dell’eredità è riconosciuta dalla legge italiana in materia di successioni, grazie a una serie di normative e di sentenze della Cassazione. Queste norme stabiliscono, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, quando un erede diviene responsabile dell’eredità, facendosi carico sia del patrimonio mobiliare e immobiliare che di eventuali debiti lasciati dal defunto.

Accettazione dell'eredità
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Accettazione tacita dell’eredità: che cos’è e come funziona

Con la morte di un parente e il lascito di un patrimonio, gli eredi possono entrare in possesso dell’eredità secondo diverse modalità. Una di esse è l’accettazione tacita dell’eredità, una condizione specifica prevista dalla legge, che prevede il compimento di un atto volontario da parte del legittimo erede. Quest’atto deve mostrare la chiara e insindacabile volontà di voler accettare l’eredità. Sebbene possa sembrare una banalità in realtà è una cosa piuttosto seria. Infatti, oltre a ereditare case e beni mobili e patrimoniali del defunto, l’erede diviene responsabile anche di eventuali debiti lasciati dal parente scomparso, quindi questa condizione deve essere manifestatamente accettata.

Quando viene riconosciuta l’accettazione tacita dell’eredità?

Secondo le normative di legge in materia, articoli 477 e 478 del codice civile, esistono alcuni comportamenti che mostrano una chiara accettazione tacita dell’eredità, tra cui:

- depositare e incassare assegni intestati al defunto

- pagare debiti relativi all’eredità

- operazioni burocratiche legate a immobili ereditati

- rilevare l’attività imprenditoriale o commerciale del defunto

- effettuare ricorsi

- dividere il patrimonio in quote tra i vari eredi

- sostenere cause legali legate a pendenze del defunto

Rientrano in questa categoria anche le donazioni e le cessioni di tutto o di una parte del patrimonio ereditato, la rinuncia ai diritti di successione e la mancanza dell’inventario dei beni del defunto. Quest’ultima condizione si realizza, per esempio, quando un erede continua a vivere nell’abitazione ereditata senza inviare alcuna comunicazione.

Invece non possono valere come accettazione tacita dell’eredità la domanda di successione, la richiesta di informazioni e di documenti, il pagamento della tassa di successione e delle spese relative al funerale del parente recentemente scomparso.

Termini e tempistiche per accettare l’eredità

Secondo la legge italiana, l’accettazione tacita dell’eredità prevede un periodo massimo di 10 anni, superati i quali i diritti dell’erede vanno in prescrizione, quindi decadono naturalmente. Entro questo termine è necessario che si verifichi una delle condizioni di cui sopra, altrimenti si perde ogni diritto alla successione e alla titolarità sul patrimonio.

Altre modalità di accettazione dell’eredità

Oltre all’accettazione tacita ed espressa, è possibile entrare in possesso dell’eredità del defunto secondo altre modalità. La legge ne prevede due, l’accettazione semplice o con beneficio di inventario. Nel primo caso si diviene proprietari e responsabili anche dei debiti contratti dal defunto attraverso una dichiarazione esplicita, che può essere fatta tramite scrittura privata o alla presenza di un notaio, nel secondo caso invece è possibile evitarlo. Con l’accettazione espressa con beneficio di inventario, gli eredi non diventano responsabili dei debiti, come previsto dagli articoli 471 e 472 del codice civile. I soggetti che possono usufruire di questa normativa sono i minorenni, le persone giuridiche, le associazioni, gli enti e le persone dichiarate inabili.

Potrebbe infine verificarsi la possibilità che l’erede accetti solo parzialmente l’eredità. Purtroppo però la legge non permette questa condizione, infatti stabilisce nitidamente che l’eredità è un diritto universale, ovvero non divisibile tramite l’accettazione parziale. In questi casi l’operazione viene subito dichiarata nulla e invalidata da un giudice.

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