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Miniguida utile e curiosa alla scelta del pellet

Come riconoscere il pellet di qualità, prescindendo dall’assenza di una certificazione internazionale

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Il pellet
La stufa a pellet è un sistema di riscaldamento che utilizza il combustibile chiamato, appunto, pellet. Le caratteristiche di questo apparecchio sono:

-È autonomo, si accende tramite una resistenza elettrica ed ha un’autonomia di funzionamento che dipende dalla capacità del serbatoio. Necessita solamente di un normale collegamento alla rete elettrica;
-Funziona a tiraggio forzato, adopera una ventola per estrarre i fumi verso la sua ridotta canna fumaria;-Ha bisogno di una semplice manutenzione;
-Ha un sistema di canalizzazione attraverso il quale è possibile, tramite le bocchette, inviare l’aria calda in altri locali per riscaldarli;
Infine la caratteristiche principale è il suo combustibile. Il pellet è realizzato con gli scarti del legno lavorato, nasce tramite un processo di compressione della segatura o del cippato che sono ridotte a forme cilindriche. Il pellet è valutato come combustibile di biomassa, adoperato per il riscaldamento domestico e residenziale, ma è usato anche per le caldaie delle centrali termoelettriche. Il costo del prodotto finito dipende dalla materia prima e dalla lavorazione. Gli scarti del legno richiedono un investimento ridotto, come il trasporto, essendo un materiale poco denso. Dopo una fase di essiccazione, allo scopo di ridurne l’umidità, si ha la compressione che modifica la lignina e permette di rendere compatta la segatura evitando di ricorrere ai collanti. Non vengono adoperati scarti di lavorazione che siano inquinati da sostanze, come le vernici, poiché bruciando rilasciano sostanze tossiche. Per la produzione di un buon pellet si deve usare una pressione maggiore.
Il pellet di qualità
È assente una normativa che stabilisca la certificazione del pellet, tuttavia molti produttori sottopongono i propri prodotti a particolari test. Essi servono per misurare la qualità, come il DIN Plus, attribuendo una certificazione al pellet. Sebbene sia assente un’attestazione univoca ed internazionale, è assolutamente vietata la vendita di pellet contenuti in imballaggi anonimi, privi di qualsiasi indicazione utile ad identificarne la provenienza. Esempi di certificazione sono: pellet Austriaco ONORM M 7135, pellet Tedesco DIN 51731 e DIN Plus, Svizzero SN 166000. In assenza di una certificazione globale che consenta di qualificare il prodotto, i parametri per identificare il pellet di qualità sono:· Contenuto di ceneri: un pellet che contiene elevate quantità di cenere produce durante la combustione troppa polvere, costringendo ad una manutenzione più frequente;· Quantità della segatura: troppa segatura adoperata per la produzione del pellet significa che tende a sfaldarsi facilmente, obbligando ad una più accurata pulizia e genera meno calore;Anche se la certificazione è nazionale e non internazionale, possiamo suddividere il pellet in tre principali categorie:
· Classe A1 : con un contenuto di ceneri ridottissimo, è la qualità di pellet migliore in circolazione;
· Classe A2 : indica quel prodotto che ha un contenuto di ceneri apprezzabile, del circa 1,2 %, posizionandosi come pellet di media qualità;
· Classe B : principalmente per uso domestico ha un concentrato di ceneri del 3,5 %;
La materia prima non è indicativa per la qualità del pellet, poiché è obbligatorio impiegare solamente legno vergine, cioè non trattato oppure lo scarto di lavorazioni attraverso il quale la segatura è stata contaminata da sostanze chimiche. Per questo tutti i tipi di pellet hanno in comune la stessa origine, diversificandosi per il tipo di produzione che determina la sua qualità.
L’etichetta
L’etichetta delle confezioni di pellet consente di indentificare gli elementi che permettono di valutare il prodotto. La certificazione è indicata, ma come abbiamo notato dipende dalle valutazioni del produttore, per cui bisogna considerare altri elementi. Residuo di ceneri e quantità di segatura sono i primi parametri da esaminare, ma da non dimenticare il potere calorifico. Questo permette di valutare quale capacità ha il combustibile di generare calore; certamente è l’elemento che ai fini pratici è spesso fondamentale per l’acquisto. Assolutamente da ricordare che il potere calorifico del pellet è compreso tra 4,7 e 4,8 kWh/Kg, benché in alcune confezioni si possono trovare cifre anche superiori. Questi valori sono fuorvianti, impossibili da ottenere, dal momento che il vero potere calorifico del pellet viene misurato con il suo contenuto idrico, il quale determina l’energia massima prodotta. Diversamente alcuni produttori indicano il suo valore allo stato anidro, cioè senza comprendere appunto il contenuto idrico, che non può venire omesso.
In conclusione
La certificazione del pellet non è sufficiente per determinare la qualità del prodotto. I test a cui viene sottoposta la biomassa è solamente indicativo, gli altri parametri presenti nell’etichetta sono fondamentali per l’acquisto di un buon pellet. Casi come il pellet Austriaco, prodotto in Turchia, sono la conferma di come sia la certificazione del produttore poco affidabile. La classe di riferimento del pellet, la quantità di ceneri e segatura presenti sono quegli aspetti del prodotto da valutare prima dell’acquisto, poiché sono determinati al fine della potenza calorifica.
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