Prestazione energetica degli edifici: cosa cambia dal 3 giugno
Cosa cambia per l'APE dal 3 giugno 2026? Nuovi indicatori, emissioni e classificazione: scopri se devi aggiornare il tuo attestato.
Alessia Mancini
Content manager e blogger
- Cosa cambia nel 2026 per l'APE
- Chi deve aggiornare l'APE nel 2026
- A cosa serve il nuovo APE e come usarlo per ristrutturare
Dal 3 giugno 2026 le regole per valutare la prestazione energetica degli edifici cambiano. Chi dovrà richiedere un nuovo APE da quella data si troverà di fronte a un attestato più articolato, che non misura solo i consumi ma include anche le emissioni legate al ciclo di vita dell’immobile. Chi ha già un attestato in corso di validità non deve fare nulla: l’APE resta valido fino alla sua scadenza naturale.
Cosa cambia nel 2026 per l’APE
Dal 3 giugno 2026 ogni nuovo APE dovrà includere più indicatori: non solo i consumi di energia primaria, ma anche energia finale, quota da fonti rinnovabili, emissioni operative e il GWP, cioè il potenziale di riscaldamento globale calcolato sull’intero ciclo di vita dell’edificio. Questo indicatore, espresso in kgCO2eq/m², tiene conto non solo dell’uso quotidiano dell’immobile ma anche di materiali, costruzione, manutenzione e demolizione. Verrà introdotto per fasi: dal 2028 per i nuovi edifici sopra i 1.000 metri quadrati, dal 2030 per tutte le nuove costruzioni.
Cambia anche la scala di classificazione: la direttiva prevede una classificazione uniforme dalla classe A alla classe G, dove la A è riservata agli edifici a emissioni zero e la G ai meno efficienti. Per l’Italia, che oggi usa la scala da A1 ad A4, sarà necessario un adeguamento strutturale del sistema, i cui dettagli dipenderanno dal recepimento nazionale della direttiva.
Chi deve aggiornare l’APE nel 2026
Chi ha già un APE valido non deve fare nulla: l’attestato resta efficace fino alla scadenza ordinaria di dieci anni, indipendentemente dall’entrata in vigore dei nuovi Requisiti Minimi. L’unica eccezione riguarda chi esegue interventi sull’immobile che ne modificano la prestazione energetica: in quel caso l’APE va aggiornato subito, a prescindere dalla data di rilascio.
Chi invece deve richiedere un nuovo APE dopo il 3 giugno, perché sta vendendo casa, stipulando un contratto di locazione, avviando una ristrutturazione significativa o rinnovando un mutuo ipotecario, riceverà un documento più articolato rispetto a quelli rilasciati finora, con più indicatori e una valutazione più ampia che potrà incidere concretamente sulla commerciabilità dell’immobile.
Per chi possiede un immobile in classe energetica bassa (sotto la classe C), la direttiva prevede l’istituzione di sportelli di consulenza dedicati, che forniranno indicazioni sugli interventi possibili e sugli incentivi disponibili, secondo modalità che verranno definite in sede di recepimento nazionale.
A cosa serve il nuovo APE e come usarlo per ristrutturare
Con i nuovi Requisiti Minimi l’APE smette di essere un obbligo burocratico e diventa un documento tecnico con raccomandazioni concrete: interventi possibili, risparmi attesi, emissioni da ridurre. Per i proprietari che stanno valutando una ristrutturazione, questo significa avere in mano uno strumento utile per decidere cosa fare, in quale ordine e con quali aspettative di risparmio. Chi ha un immobile in classe G o F, ad esempio, potrà trovare nell’attestato le indicazioni per pianificare interventi mirati, eventualmente agganciandosi ai bonus edilizi ancora disponibili.
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Domande frequenti:
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Cosa cambia nell'APE dal 3 giugno 2026?
Dal 3 giugno 2026 entrano in vigore i nuovi Requisiti Minimi: ogni nuovo APE dovrà includere più indicatori energetici, tra cui consumi di energia finale, quota da fonti rinnovabili e, progressivamente, le emissioni legate al ciclo di vita dell'edificio (GWP).
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Quando è obbligatorio richiedere un nuovo APE?
L'APE è obbligatorio in caso di vendita, locazione, nuova costruzione, ristrutturazione importante e rinegoziazione del mutuo ipotecario.
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Cosa si intende per GWP nell'APE?
Il GWP (Global Warming Potential) misura il potenziale di riscaldamento globale dell'edificio sull'intero ciclo di vita, tenendo conto non solo dei consumi d'uso ma anche di materiali, costruzione, manutenzione e demolizione. Sarà obbligatorio nei nuovi APE a partire dal 2028 per gli edifici sopra i 1.000 m².
La nuova scala energetica A-G vale già dal 3 giugno?
No. La nuova classificazione
