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Smaltimento delle acque reflue: perché è importante

Sai come fare lo smaltimento delle acque reflue? Ecco tutto quello che bisogna sapere

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La depurazione delle acque reflue, come la conosciamo oggi, ha avuto inizio il secolo scorso. Tuttavia, le fognature, al contrario di quello che pensano molte persone, erano già presenti nelle civiltà del passato. I più risolutivi in tal senso furono gli antichi romani che risanarono le zone paludose poste nei dintorni di Roma, attuando un’opera imponente e importante, di cui si beneficia ancora oggi.

Il trattamento delle acque reflue è un’operazione complessa che consente di trasformare l’acqua sporca, che proviene dagli scarichi civili ed industriali, in acqua sufficientemente pulita da poter essere scaricata nella fogna pubblica, senza arrecare danno all’ambiente.

Tipi di impianti di depurazione delle acque reflue

Il trattamento delle acque reflue domestiche e industriali avviene nei depuratori d’acqua. Solitamente, in entrambi i casi, sono previste due linee: la linea acque e la linea fanghi. La prima prevede tre stadi, ovvero il pretrattamento, che permette di rimuovere parte delle sostanze sedimentali contenute nel liquame e comprende la grigliatura, la sabbiatura, la sgrassatura e la sedimentazione primaria.

Tuttavia, si ha anche il trattamento ossidativo biologico, che consente di rimuovere le sostanze organiche sedimentabili e non sedimentabili presenti nelle acque reflue. Comprende l’aerazione e la sedimentazione secondaria. Infine, si hanno i trattamenti ulteriori, che permettono di abbattere le sostanze che non vengono eliminate dopo l’attuazione dei primi trattamenti.

La linea fanghi, invece, ha come obiettivo quello di eliminare l’elevata quantità di acqua contenuta nei fanghi, ma anche di distruggere gli organismi patogeni presenti. L’effluente finale trattato viene convogliato in una condotta detta emissario, che ha come recapito finale le acque superficiali (corsi d’acqua, lago, mare, ecc.), incisioni o lo strato superficiale del terreno, come le trincee drenanti. Tuttavia, il prodotto finale, se presenta delle specifiche caratteristiche, può essere impiegato negli impianti di irrigazione o nell’industria.

Smaltimento delle acque reflue: cosa c’è da sapere?

Alcuni edifici, come ad esempio le case di campagna, devono trattare in modo diverso le acque reflue, poiché non possono usufruire dell’allaccio alla rete fognaria. Di fatto, devono provvedere autonomamente alla realizzazione di un impianto di depurazione a norma di legge e allo smaltimento delle acque reflue, che può avvenire tramite fitodepurazione o la creazione di una fossa Imhoff.

La pratica più diffusa è quella di convogliare gli scarichi alla fossa Imhoff, che è generalmente composta da due vasche interne, solitamente in cemento armato: una superiore detta digestore, dove avviene il processo biologico di fermentazione anaerobica, e una inferiore detta sedimentatore, che si occupa del processo fisico.

Queste costituiscono l’impianto di subirrigazione, che permette di mantenere il liquido e i fanghi separati, così da avere un effluente in uscita di migliore qualità. Per creare un depuratore acque reflue domestiche è necessario rivolgersi a professionisti del settore, i quali, in caso di necessità, si faranno aiutare da un geologo per analizzare determinate caratteristiche del terreno. É consigliabile, quindi, richiedere subito una serie di preventivi per lo smaltimento delle acque reflue, in modo da scegliere quello più conveniente.

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