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Affittare casa a studenti: quale contratto scegliere

Devi affittare casa a uno studente universitario? Esistono diverse tipologie di contratto d'affitto, alcune agevolate e quindi più convenienti in questo caso. Ecco quali sono

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Con l’arrivo del nuovo anno, sempre più persone decideranno di affittare casa agli studenti. Gli obiettivi saranno diversi, ma tra questi ci sarà sicuramente anche quello di recuperare liquidità dopo un anno difficile, caratterizzato dall’emergenza Covid-19. Bisogna considerare anche che nell’ultimo anno, proprio a causa della pandemia, molti atenei italiani hanno sospeso le lezioni in presenza e ciò ha ridotto il numero di affitti sottoscritti da studenti. Nonostante ciò, una buona parte degli affittuari anno dopo anno è rappresentata proprio da studenti (poco più del 9% secondo un recente report Tecnocasa). Ma quali sono i contratti di affitto più convenienti? Scopriamolo subito.

Tipologie di contratto di affitto

I contratti di affitto si dividono in due grandi gruppi: canone libero e canone concordato. Il primo viene deciso liberamente dalle due parti interessate. Secondo la legge ha una durata di quattro anni, che può essere esteso via via di altri quattro anni.

Il contratto con canone concordato è quello più consigliato quando si affitta casa a studenti. A sua volta si suddivide in contratto convenzionato, contratto agevolato per studenti e contratto transitorio.

Contratto convenzionato: come funziona

Questo tipo di contratto è regolato dalla Legge n.431 del 9 dicembre 1998. Ha una durata base triennale e in seguito viene rinnovata automaticamente ogni due anni, sempre che non venga disdetto. Viene normalmente consigliato agli studenti universitari perchè la durata di tre anni è il tempo ideale per conseguire una laurea breve e non preoccuparsi di cambiare casa durante il percorso di studi.

Un altro aspetto interessante è il canone calmierato, deciso dai diversi Comuni in base a diversi criteri. Per controllare le caratteristiche del proprio canone di riferimento occorre fare riferimento al Comune in cui è situato l’immobile da affittare. Inoltre, chi opta per questo tipo di contratto d’affitto ha diverse agevolazioni fiscali.

Contratto di affitto per studenti fuori sede

Tra le tipologie di affitto più indicate c’è anche il contratto transitorio, particolarmente adatto a chi ha un immobile e vuole darlo in affitto a studenti. Tra i suoi punti di forza spicca la tassazione, infatti rientra nel regime della cedolare secca. Si tratta di un sistema di tassazione che esenta dal pagamento dell’Irpef e di altre imposte, ma anche eventuali tasse legate alla proroga dell’affitto. L’aliquota è del 21% ma può anche subire un ulteriore ribasso arrivano al 10% nel caso in cui l’immobile si trovi in un Comune con particolari caratteristiche, come quelli ad alta densità. Per la stesura di questo contratto è sufficiente ritirare, presso il Comune in cui è situato l’immobile, l’apposito modulo del contratto di affitto.

Questo tipo di contratto può durare da sei mesi a tre anni massimo e per sottoscriverlo è necessario che gli studenti siano residenti in un Comune diverso da quello in cui si trova l’abitazione da affittare. La residenza dello studente deve esplicitamente scritta all’interno del contratto. Il rinnovo di questo contratto è automatico. Inoltre, è necessario che nel Comune in cui si trova l’immobile sia presente l’Università che gli affittuari frequentano. Quindi si rivolge a studenti fuori sede.

Se sussistono questi requisiti si può sottoscrivere il contratto e si possono avere una serie di agevolazioni. Per esempio, il reddito imponibile della casa è ridotto al 30%, mentre l’IMU e la TASI vengono ridotte al 75%. Il contratto, una volta compilato, deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate per poter usufruire delle agevolazioni, entro 30 giorni dalla stipula.

Contratto transitorio

L’ultima tipologia di contratto usata in Italia può essere utile se si sta per terminare il percorso di studi oppure si sta frequentando un corso breve. Il canone transitorio ha una durata minima di 1 mese e massima di 18 mesi. Non si rinnova automaticamente ma deve essere stipulato ogni volta un nuovo contratto.

Concludendo, il contratto migliore per uno studente standard è sicuramente quello pensato appositamente per questa categoria di affittuario, occorre però stare attenti e inviare tutti i dati all’Agenzia delle Entrate per ottenere i benefici. Mentre per studenti che richiedono un periodo minore, si può optare per il contratto transitorio.

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