Smart working in estate: come scegliere il condizionatore
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Lavori in smart working? Ecco perché il condizionatore è importante

Lavori da casa tutto il giorno? Scopri perché il condizionatore può far salire la bolletta e come usarlo senza sprechi.

20-05-2026
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Alessia Mancini

Content manager e blogger

Content manager e blogger, narratrice digitale appassionata di condividere idee e storie che ispirano e informano. Specializzata in interior design e tendenze del settore arredo, è affascinata da tutto ciò che riguarda il mondo della casa.
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Lavorare da casa fa bene all’ambiente, ma d’estate può pesare sulla bolletta. Secondo uno studio ENEA e Banca d’Italia, lo smart working riduce le emissioni di CO2 fino al 75% rispetto a chi si sposta ogni giorno in ufficio. Il problema è che tenere il condizionatore acceso per molte ore consecutive fa salire i consumi domestici in modo significativo, fino al punto da vanificare parte del risparmio. Sapere come usarlo nel modo giusto fa la differenza tra una bolletta sostenibile e una sorpresa di fine mese.

Smart working e bolletta: perché i consumi aumentano lavorando da casa

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Shutterstock

Chi lavora da remoto consuma più energia tra le mura domestiche, è un dato di fatto. Lo conferma la ricerca ENEA condotta su oltre 4.200 dipendenti di Banca d’Italia: lavorando da casa si tengono luci accese più a lungo, si usa il computer per ore e si aziona il climatizzatore per mantenere una temperatura adatta alla concentrazione. Guardando la composizione di questi consumi aggiuntivi, il riscaldamento pesa per il 63% del totale, mentre l’aria condizionata incide per il 29%. Il restante 8% riguarda computer e illuminazione. In estate, quindi, il condizionatore diventa la voce principale su cui intervenire per contenere i costi.

Il punto critico è la durata d’uso. Chi va in ufficio accende lo split al massimo due o tre ore la sera, al rientro. Chi lavora in smart working può tenerlo in funzione anche otto o dieci ore consecutive. Senza qualche accorgimento concreto, il vantaggio ambientale dello smart working rischia di trasformarsi in un costo energetico tutt’altro che trascurabile, che si vede chiaramente sulla bolletta di luglio e agosto. C’è anche un aspetto meno ovvio da considerare: la casa di chi lavora in remoto deve essere un ambiente confortevole e funzionale, non solo un posto dove dormire. Una temperatura adeguata non è un lusso, ma una condizione necessaria per lavorare bene e mantenere la concentrazione nelle ore più calde della giornata.

Gli errori con il condizionatore che fanno salire la bolletta

Esistono abitudini sbagliate che molti lavoratori da remoto adottano senza rendersene conto e che incidono concretamente sui consumi.

Il primo è impostare una temperatura troppo bassa. ENEA suggerisce di non scendere sotto i 24 o 26 gradi e di mantenere un divario di 2 o 3 gradi rispetto alla temperatura esterna. Andare oltre questo range non migliora il comfort ma aumenta il consumo in modo sproporzionato rispetto al beneficio reale. Un altro errore frequente è trascurare la pulizia dei filtri. Filtri intasati di polvere riducono l’efficienza del climatizzatore fino al 30%, costringendolo a lavorare di più per ottenere lo stesso risultato. Una pulizia periodica, almeno una volta all’inizio della stagione, è sufficiente per mantenere le prestazioni ottimali e allungare la vita dell’impianto.

Molti lasciano poi lo split acceso in stanze che non usano. Se durante la giornata lavorativa si occupa prevalentemente lo studio o la sala, non ha senso raffreddare anche camera da letto e bagno. Concentrare il raffrescamento dove si è realmente presenti riduce i consumi in modo immediato.

Come usare il condizionatore in modo intelligente lavorando da casa

una ragazza gestisce bene il condizionatore e ha una bolletta meno cara

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Lavorare in smart working durante i mesi caldi non significa necessariamente pagare bollette più alte. Con qualche attenzione in più, è possibile stare al fresco senza sprechi.

La modalità deumidificazione, presente su quasi tutti i modelli moderni, è spesso trascurata. Ridurre l’umidità percepita rende il caldo molto più sopportabile e permette di alzare la temperatura impostata consumando meno corrente. Un ventilatore da tavolo può aiutare allo stesso scopo, muovendo l’aria senza richiedere l’energia di uno split a piena potenza. Anche alcune buone abitudini domestiche possono fare la differenza. Abbassare le tapparelle e chiudere le tende, specialmente sui lati esposti al sole, può ridurre la temperatura interna di diversi gradi senza accendere niente. È un accorgimento elementare ma con effetti concreti, soprattutto in appartamenti con infissi datati o poco isolati.

Per chi lavora da casa in modo stabile, vale la pena ragionare anche sull’isolamento termico in ottica più strutturale. Un’abitazione mal isolata disperde il fresco prodotto dal condizionatore e costringe l’impianto a lavorare quasi sempre al massimo. Intervenire su infissi, cassonetti e pareti riduce i consumi in modo duraturo, non solo durante l’estate.

Infine, non vanno sottovalutati i consumi in stand-by dei dispositivi. Spegnere monitor, stampanti e periferiche quando non si usano, magari con una ciabatta dotata di interruttore, può alleggerire la bolletta di qualche euro ogni mese senza rinunciare a nulla.

Per approfondire: Come installare un condizionatore in casa: consigli, costi, normativa e bonus

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Domande frequenti:

  • Lo smart working fa aumentare i consumi di energia a casa?

    Sì. Lavorare da remoto sposta i consumi dall'ufficio all'abitazione: si tengono luci accese più a lungo, si usa il computer per ore e si aziona il climatizzatore per tutta la giornata lavorativa. Secondo uno studio ENEA e Banca d'Italia, l'aria condizionata rappresenta il 29% dei consumi domestici aggiuntivi legati allo smart working estivo.

  • Quali errori evitare con il condizionatore per non spendere troppo in bolletta?

    I più comuni sono impostare una temperatura troppo bassa (sotto i 24°C), non pulire i filtri almeno una volta a stagione, tenere lo split acceso in stanze vuote e lavorare con le finestre aperte. Ognuno di questi comportamenti aumenta i consumi senza migliorare il comfort reale.

  • Come si usa il condizionatore in modo efficiente d'estate?

    La prima cosa da fare è impostare la temperatura tra i 24 e i 26°C, mantenendo un divario di 2 o 3 gradi rispetto all'esterno. Sfruttare la modalità deumidificazione, tenere chiuse persiane e finestre nelle ore più calde e spegnere i dispositivi in stand-by sono accorgimenti semplici che riducono i consumi in modo concreto.

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