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Talea di Oleandro, come e quando realizzarla?

La talea di oleandro è uno dei metodi di propagazione di questa pianta che si ottiene mediante passaggi semplici e ben definiti. Andiamo a scoprirli insieme

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La talea di oleandro ci permette di ottenere una nuova pianta da un esemplare che abbiamo già nel nostro giardino. Questo significa che la nuova pianta avrà caratteristiche identiche – per esempio colore e qualità dell’arbusto – a quella cui abbiamo già dedicato cure e tutto il nostro impegno. La moltiplicazione per talea consiste nel prelevare un rametto di 10 – 15 cm dalla pianta adulta. Si scelgono rametti apicali, recidendoli in obliquo, e che non abbiano già fiorito. Attenzione: ogni qualvolta si armeggia con l’oleandro occorre utilizzare guanti e sterilizzare mani e arnesi dopo. L’oleandro, infatti, è una specie che può risultare velenosa, come la mandragora.

Oleandro: come ottenere un ramoscello da trapianto

Il rametto da trapianto, una volta prelevato, va pulito da buona parte delle foglie presenti. Questo serve a consentirgli di riservare tutti i suoi sforzi alla crescita di nuove radici. La talea così ottenuta va interrata, per almeno 10 cm, in un composto di terra e sabbia. La coltivazione può svolgersi in un contenitore in plastica come una vaschetta per la frutta o la base di una bottiglia dell’acqua. È importante, però, praticarvi dei fori alla base che servono a irrigare il terreno. La propagazione per talea si svolge, in genere, in piena estate. Rispettando questa regola, si può evitare di coprire la coltura che, tuttavia, ne ha bisogno con temperature più basse.

Talee di oleandro in serra: quando e come farle

Quella che abbiamo descritto su, infatti, è una piccola serra autoprodotta. Le talee di oleandro vi vanno lasciate per circa 3 mesi, durante i quali saranno comparse le prime foglie nel giro di 50 – 60 giorni. Occorre esporre le piantine all’ombra luminosa (una serra solare ombreggiata sarebbe perfetta) evitando il sole diretto che potrebbe seccarle. C’è chi preferisce propagare le talee immergendole in acqua, avendole prima trattate con un ormone radicante, una polvere da diffondere sulle radici. Successivamente, anche queste talee si depositano nel terreno; non tutti amano questo step aggiuntivo che, in parte, è visto come una forzatura dei tempi naturali di crescita.

Alcune precauzioni per la sua coltivazione

L’oleandro, capace di svilupparsi da una talea semilegnosa, è in grado di moltiplicarsi e raggiungere un’altezza di 3 o 4 metri pure con poca acqua a disposizione. Le uniche accortezze necessarie sono legate al suo contenuto di alcaloidi che può risultare velenoso, specie per gli animali. È dunque necessaria massima premura nel maneggiarlo, utilizzando sempre guanti e lavando le mani. Va evitata perfino la bruciatura dei resti della potatura, le cui esalazioni sono pericolose. Proprio perché pericolosa, è sempre meglio affidarsi ad un esperto giardiniere ed evitare così spiacevoli situazioni. Potete richiedere un preventivo comodamente dal nostro sito.

Cespugli fioriti e allegri per ogni giardino

La talea di oleandro rappresenta il modo più semplice e felice per far riprodurre questa pianta dalle origini antiche. Secondo molti, l’oleandro nasce in Asia e nelle zone mediterranee dove prolifera rigoglioso in ogni condizione climatica. Gli oleandri caratterizzano i paesaggi dei posti di mare, in luoghi, quindi, bene esposti al sole e con un’umidità costante. Eppure gli oleandri sono anche le piante delle autostrade dove ingentiliscono gli spartitraffico con i loro fiori vivaci e vistosi.

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