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Sanificazione dei tessuti: come si fa e quali prodotti utilizzare

Ti sei mai domandato come fare una valida sanificazione dei tessuti? Scopri in questo articolo tutti i passaggi fondamentali

17-11-2021
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sanificazione e disinfestazione

Che siano tessuti entrati a contatto con liquidi biologici infetti o semplicemente presentino macchie molto più ostinate del solito, la sanificazione dei tessuti è un procedimento complicato che deve essere eseguito con attenzione e nel massimo rispetto delle norme.

In particolare, a causa della pandemia da Covid 19, l’attenzione alla sanificazione dei tessuti è cresciuta notevolmente. In particolare perché, lo stesso Ministero della Salute, con il Rapporto sulla sanificazione di superfici, ambiente e abbigliamento, ha evidenziato come il virus possa rimanere presente e attivo sui tessuti fino a 24 ore dalla contaminazione.

Come procedere, quindi, in caso di necessaria sanificazione dei tessuti? Ecco le linee guida sul procedimento e sui prodotti da utilizzare.

Le criticità dovute al materiale

Sanificare una superficie inerte – come potrebbe essere un pavimento, un muro, del vetro di una finestra o le superfici di una scrivania – è relativamente semplice: il materiale tende ad essere resistente e durevole. Lo stesso non si può dire per i tessuti i quali, per loro natura, tendono ad essere più fragili, a scolorire e a deperire se posti in contatto con sostanze o trattamento aggressivi.

Per evitare di ritrovarsi con un intero guardaroba rovinato a causa di una procedura aggressiva di sanificazione, i prodotti e i trattamenti effettuati dovranno rispettare alcuni criteri, suggeriti dal Rapporto ISS stesso:

  • Compatibilità: non deve causare rilevanti cambiamenti delle proprietà delle fibre, dei materiali e delle sostanze chimiche presenti sul tessuto (es. coloranti) anche in seguito a ripetuti trattamenti;
  • Rapidità di azione: efficacia raggiunta in breve tempo;
  • Penetrazione: intesa come capacità dei disinfettanti di raggiungere il materiale trattato considerando diversità di spessore dei tessuti, cuciture, risvolti e pieghe del capo confezionato;
  • Sicurezza per l’operatore, l’utilizzatore finale e l’ambiente;
  • Costo-efficacia: costi ragionevoli per attrezzatura, installazione ed utilizzo.

Sanificazione con prodotti chimici

Il trattamento con disinfettanti chimici dei materiali tessili generalmente non è consigliato. Infatti alcuni prodotti adatti alla disinfezione, potrebbero causare danni irreversibili ai tessuti. Le fibre naturali, ma anche alcune fibre sintetiche  infatti, potrebbero essere soggette a fenomeni di degradazione o rigonfiamento al di sotto di pH 3 e al di sopra di pH 10-11. Inoltre, le caratteristiche di resistenza, di aspetto e quelle ecotossicologiche del capo potrebbero irrimediabilmente risultare compromesse.

In ogni caso, è sempre buona norma valutare l’effetto del prodotto prescelto su una parte nascosta del tessuto che si intende trattare.

  • Alcoli: etanolo e propanolo possono interagire con le fibre naturali provocando fenomeni di rigonfiamento, ma anche il loro utilizzo su fibre sintetiche, normalmente più resistenti all’alcool, potrebbe causare danni irreversibili ai capi colorati dando origine a fenomeni di scolorimento o scioglimento.
  • Ipoclorito di sodio e acqua ossigenata: queste sostanze chimiche sono sconsigliate poiché potrebbero danneggiare i capi colorati causando il rilascio di colore e la formazione di macchie.
  • Ozono: l’ozono, pur essendo capace di agire in tempi rapidi sui virus, il suo impiego andrebbe valutato con attenzione poiché il suo potere ossidante potrebbe alterare i colori dei capi ed i tempi di esposizione risulterebbero un fattore molto critico da controllare.

Trattamenti fisici

Per quanto riguarda la sanificazione dei tessuti, le metodologie più consigliate – perché contestualmente efficaci e sicure per i tessuti stessi – sono i trattamenti fisici.

  • Calore (vapore a secco): l’utilizzo del calore a secco tramite un vaporizzatore non rappresenta un problema poiché viene già utilizzato nelle operazioni di finissaggio dei tessuti. Il trasferimento del vapore deve essere però effettuato per un tempo non inferiore ai 30 minuti, affinché il trattamento di sanificazione risulti efficace per la complessità dell’articolo, ovvero la presenza di pieghe, cuciture, risvolti, ecc. Questa tipologia di sanificazione può essere svolta tranquillamente anche con vaporizzatori portatili in ambiente domestico, basterà soltanto ventilare abbondantemente la stanza dopo l’applicazione del vapore al fine di evitare il trasferimento di eventuali residui contaminanti.
  • Le radiazioni UV: Le lampade che emettono radiazioni UV – in particolare quelle dello spettro UV-C fra i 207-222 nm – sono risultate capaci di sanificare i tessuti da alcuni tipi di virus, come quello dell’influenza di tipo A. Non si tratta però di un metodo infallibile in quanto, in ambito tessile, devono essere tenuti in considerazione i seguenti fattori: scarsa penetrazione, distanza minima sorgente UV – materiale trattato, costo energetico e delle lampade, dipendenza dalle condizioni ambientali, contenimento dell’esposizione dell’operatore, degradazione dei colori.
  • Altre forme di irraggiamento: altre forme di irraggiamento per la sanificazione dei tessuti potrebbero essere le radiazioni ionizzanti (radiazioni elettromagnetiche a corta lunghezza d’onda ed alta energia), in particolare i raggi γ (Cobalto-60), i raggi X, gli elettroni (acceleratori elettronici). Il meccanismo d’azione ed i costi elevati però, limitano il loro utilizzo ai soli processi industriali.

Domande frequenti:

  • Come si fa la sanificazione?

    A seconda delle caratteristiche del materiale da trattare, la sanificazione può essere fatta con prodotti chimici (alcoli, Ipoclorito di sodio, acqua ossigenata o azoto) o con trattamento fisici (calore, raggi UV, ecc).

  • Chi può fare la sanificazione?

    La sanificazione è un processo che coinvolge spesso agenti chimici o trattamento pericolosi, per i quali servono le competenze di un esperto del settore. Solo il trattamento con il vapore caldo a secco – oltretutto il più sicuro ed efficace – può essere eseguito da chiunque in ambiente casalingo.

  • Che differenza c'è tra pulizia e sanificazione?

    Con “pulizia” si intende quell’attività nella quale si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per la rimozione dello sporco mediante azione meccanica o fisica, mentre la sanificazione è il procedimento che vede l’azione combinata di pulizia e disinfezione per eliminare sia sporco che microrganismi patogeni.

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