Conto Termico 3.0, interventi agevolabili per una casa nZEB
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Come usare il Conto Termico 3.0 per realizzare un edificio nZEB, a energia quasi zero

Scopri come usare il Conto Termico 3.0 per migliorare l’efficienza energetica di casa, ridurre i consumi e avvicinarti allo standard nZEB

10-02-2026
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Content Manager, specializzata in strategia e produzione di contenuti editoriali. Dopo la laurea in letterature straniere e la specializzazione in editoria, si concentra sulla scrittura per il web. Da oltre tre anni si occupa del settore edilizio e immobiliare, con particolare riferimento a incentiv...
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Ridurre le bollette, migliorare il comfort e aumentare il valore della propria casa: sono questi i motivi principali che spingono sempre più proprietari a informarsi sugli incentivi per l’efficienza energetica. In questo scenario, il Conto Termico 3.0 rappresenta una delle opportunità più interessanti introdotte nel 2026, perché consente di ottenere un contributo economico diretto per migliorare le prestazioni energetiche di un’abitazione. E dopo l’apertura del PortalTermico 3.0 la possibilità di risparmiare con l’agevolazione si è fatta concreta.

A differenza delle detrazioni fiscali tradizionali, che si recuperano nel tempo tramite la dichiarazione dei redditi, il Conto Termico funziona come un incentivo più immediato. È proprio questo aspetto a renderlo particolarmente interessante per chi vive in una casa esistente e vuole intervenire in modo concreto sui consumi, senza attendere anni per rientrare dell’investimento.

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Negli ultimi mesi si parla spesso di edifici nZEB, ovvero edifici a energia quasi zero. Ma cosa significa davvero questo concetto per una casa privata? E soprattutto: è possibile avvicinarsi a questo standard sfruttando il Conto Termico 3.0? Facciamo chiarezza.

Cosa significa ottenere un edificio nZEB

Quando si parla di nZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building, non si intende una casa che non consuma energia in assoluto. La definizione normativa, contenuta nel D.Lgs. 192/2005 e aggiornata dal D.Lgs. 192/2015, fa riferimento a edifici con fabbisogni energetici molto bassi, coperti in larga parte da fonti rinnovabili.

Tradotto in termini pratici, una casa che si avvicina allo standard nZEB è un’abitazione che disperde poca energia, utilizza impianti efficienti e riesce a produrre una parte significativa dell’energia che consuma. Per chi ci vive, questo significa ambienti più confortevoli, temperature più stabili e una riduzione concreta dei costi di gestione.

Il Conto Termico 3.0 non promette di trasformare automaticamente ogni casa in un edificio perfetto, ma rende economicamente sostenibile una riqualificazione profonda, capace di avvicinare anche gli edifici esistenti a questi livelli di efficienza.

Come funziona il Conto Termico 3.0 per edifici residenziali

Il Conto Termico 3.0 si rivolge a Pubbliche Amministrazioni, per qualsiasi edificio di loro proprietà, enti del terzo settore, imprese ed edifici residenziali, quindi case private.

L’incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili, ma può arrivare:

  • al 100% per edifici pubblici, scuole e strutture sanitarie;
  • al 100% nei piccoli Comuni sotto i 15.000 abitanti;
  • con una maggiorazione del 10% se i componenti sono prodotti nell’Unione Europea.

L’erogazione avviene in 5 rate annuali, rendendo il Conto Termico uno degli strumenti più rapidi rispetto alle detrazioni fiscali tradizionali.

Migliori interventi agevolabili per una casa nZEB

Ogni percorso di riqualificazione efficace parte da un principio semplice: prima si riducono le dispersioni, poi si migliora la produzione e la gestione dell’energia.

I principali interventi agevolabili sono quelli che riguardano l’involucro esterno e interno: pareti, coperture e serramenti vengono isolati o sostituiti per limitare le dispersioni di calore in inverno e il surriscaldamento in estate. Un edificio che trattiene meglio l’energia ha bisogno di molta meno potenza per essere riscaldato o raffrescato.

Il secondo passo riguarda gli impianti. Il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione completa dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento con soluzioni alimentate da fonti rinnovabili, come pompe di calore elettriche, sistemi ibridi evoluti e impianti integrati per la produzione di acqua calda sanitaria. Gli impianti tradizionali alimentati da combustibili fossili restano esclusi e, per imprese ed ETS economici, non sono ammesse neppure le caldaie a gas.

A questo si affianca la produzione di energia rinnovabile: l’installazione di impianti fotovoltaici, eventualmente integrati con sistemi di accumulo e di gestione intelligente dei consumi.

Nei progetti più avanzati, il miglioramento energetico può essere affiancato anche da interventi strutturali, come l’adeguamento sismico, quando contribuisce a migliorare l’isolamento e le prestazioni complessive dell’edificio.

Il risultato non è una “casa a consumo zero” in senso stretto, ma un edificio che consuma molto meno, produce energia rinnovabile e riduce in modo concreto costi di gestione ed emissioni, avvicinandosi agli standard europei più avanzati.

Il Conto Termico 3.0 diventa così uno strumento concreto per chi vuole investire sulla propria casa in modo intelligente, guardando non solo al risparmio immediato, ma anche al futuro.

Perché affidarsi a un professionista fa la differenza

Per sfruttare davvero le potenzialità del Conto Termico 3.0 è fondamentale partire da una valutazione tecnica accurata. Ogni casa è diversa, e solo un professionista può individuare gli interventi più efficaci in base alla struttura, all’uso degli spazi e alle abitudini di chi la vive.

Un progetto ben studiato permette di combinare isolamento, impianti e rinnovabili nel modo giusto, evitando interventi inutili e massimizzando i benefici dell’incentivo.

Per approfondire: Conto Termico 3.0 guida definitiva con requisiti, scadenze e tutto ciò che devi sapere

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Domande frequenti:

  • Il Conto Termico 3.0 è adatto alle abitazioni private?

    Sì, è uno strumento utile anche per i privati che vogliono migliorare l’efficienza energetica della propria casa attraverso interventi mirati su isolamento, impianti e produzione di energia rinnovabile.

  • Con il Conto Termico posso arrivare a una casa a consumo zero?

    Non si parla di consumo zero assoluto, ma è possibile ridurre in modo significativo i fabbisogni energetici e avvicinarsi allo standard di edificio a energia quasi zero.

  • Qual è il primo intervento da valutare per ridurre i consumi?

    In genere si parte dall’involucro dell’edificio, perché ridurre le dispersioni permette di ottenere benefici immediati su riscaldamento e raffrescamento.

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